mifid2

Banche, la melina sui rendiconti dei costi ai clienti sta per finire

di Gianfraco Ursino


default onloading pic

3' di lettura

Passi concreti ancora pochi, ma sui rendiconti dei costi ex-post le banche iniziano a sbilanciarsi sulla tempistica di invio della comunicazione ai clienti. La maggiore visibilità che i risparmiatori avranno sugli oneri sostenuti sul fronte degli investimenti e della consulenza finanziaria è uno degli elementi più rilevanti introdotti da Mifid2.

Il cliente potrà rendersi conto dell’impatto delle commissioni pagate sui propri investimenti e virare eventualmente verso soluzioni più efficienti. Nella rendicontazione dovranno essere esplicitati i costi realmente sostenuti ogni anno dal cliente, non solo in percentuale ma anche in valore assoluto, insieme all’incidenza delle commissioni sul rendimento.

La direttiva Ue e i regolamenti attuativi non hanno indicato una data precisa di scadenza entro la quale gli intermediari dovevano inviare, almeno per il primo anno, la rendicontazione periodica. E aggrappandosi alle problematiche tecniche e interpretative le banche hanno tergiversato per inviare la documentazione nei mesi estivi quando i clienti sono più distratti, magari nascondendo le informazioni rilevanti in mezzo a decine di pagine di documentazione, cercando di inserire nello stesso invio insieme ai pessimi risultati del 2018 (quasi tutte le asset class hanno chiuso lo scorso anno in territorio negativo) quelli relativi ai primi mesi del 2019 chiuso auspicabilmente in positivo sulla scia della ripresa dei mercati: un accostamento che potrebbe attutire il malumore degli investitori.

Dopo aver emesso un richiamo di attenzione il 28 febbraio scorso per sollecitare l’invio dei rendiconti agli intermediari, la Consob nella relazione annuale pubblicata in settimana ha ribadito che sul tema della trasparenza dei costi applicati alla clientela l’attività dell’authority potrà arrivare a svolgere verifiche ispettive mirate, in un’ottica di progressiva focalizzazione degli aspetti di maggiore criticità, compresa la modalità di rappresentazione delle informazioni ai clienti.

Nell’iniziale richiamo di attenzione la Consob nell’invitare gli intermediari a inviare la comunicazione prima possibile, sottolineava che le nuove disposizioni si devono applicare in modo incondizionato, chiaro ed esplicito, al fine di assicurare ai clienti informazioni idonee a condurre scelte di investimento consapevoli, anche in un’ottica di confronto fra servizi e strumenti finanziari.

L’estate è arrivata e Il Sole 24 Ore ha contattato le principali realtà finanziarie per capire quando hanno intenzione di inviare la comunicazione ai clienti. Su 23 banche e reti distributive interpellate, solo 4 hanno risposto di aver già inviato il rendiconto dei costi ai clienti: Ubs e Banca Profilo nel corso del mese di maggio, mentre le due realtà del gruppo Credem (Credito Emiliano e Banca Euromobiliare) lo hanno spedito proprio in questi giorni e la clientela lo ha ricevuto o lo sta ricevendo. Banco Bpm e Banca Generali dichiarano di esser pronte a inviarlo entro giugno. «Li abbiamo già mandati alla rete per un’ultima verifica, devono controllare i dati e dare il via libera», aggiungono da Banca Generali.

Anche per Mediolanum «ad oggi il timing obiettivo per la spedizione dei primi resoconti Mifid2 è la fine di giugno», senza però indicare una data di “fine lavori”. Idem per il gruppo Ubi Banca, inclusa IWBank Private Investments, che  prevede l’invio a partire dalla fine di giugno per poi concludere l’intero processo attraverso una serie di rilasci progressivi, ma senza impegnarsi sulla data dell’ultimo invio.

La gran parte degli intermediari ha risposto che lo invierà entro luglio: Allianz, Bnl-Bnp Paribas, Chebanca!, Crédit Agricole Italia, Deutsche Bank, Fideuram, Fineco, Intesa Sanpaolo, Mps, UniCredit e Widiba. «Per alcune tipologie di servizi, per esempio le gestioni patrimoniali, la comunicazione è già stata inviata a maggio», fanno sapere da Bnl-Bnp Paribas. Invece, da Credit Agricole Italia precisano che per una più chiara e completa visione dei costi, «rispetto all’invio in tempi diversi di documenti separati, ha preferito optare per un unico invio del rendiconto che darà una rappresentazione complessiva della consulenza offerta, comprendendo sia i rapporti amministrati, sia le gestioni patrimoniali, sia le polizze a contenuto finanziario».

Ci sono poi gli intermediari, come Azimut e Credit Suisse, che allo stato attuale preferiscono ancora di non sbilanciarsi troppo e rispondere che lo invieranno «entro l’estate». Infine da Banca Cesare Ponti affermano che «hanno intenzione di inviarlo in due tranche, a seconda della tipologia di clienti, tra giugno e settembre».

Il prossimo passo sarà quello di verificare le diverse modalità di rappresentazione delle informazioni salienti ai clienti. A inizio aprile, dalla comparazione dei documenti inviati dai primi due intermediari più solerti a inviare i rendiconti ai clienti (Moneyfarm ed Euclidea Sim), emergevano rilevanti differenze e non solo di format. Chissà cosa emergerà dal confronto della documentazione inviata da tutti gli intermediari.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti