ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl paradosso dei fondi

Risparmio, la raccolta delle «big» italiane è immune alla bufera dei mercati?

Nonostante le turbolenze del primo semestre Azimut, Banca Mediolanum e Fineco registrano flussi ancora positivi in entrata: ben 2,3 miliardi di euro a giugno. Ma i bilanci resisteranno senza le commissioni di performance?

di Maximilian Cellino

(AdobeStock)

3' di lettura

L’industria del risparmio gestito italiano non sembra accorgersi della profonda crisi attraversata dai mercati nei primi sei mesi del 2022, almeno fino a questo momento. La conferma arriva dai dati sulla raccolta comunicati ieri da tre delle principali società di gestione quotate a Piazza Affari, che messe insieme hanno totalizzato nel mese di giugno flussi netti in entrata per oltre 2 miliardi di euro e arrotondato così il bilancio già largamente positivo (anche se non ai livelli del 2021 dei record) da inizio anno: ben 13,5 miliardi in tre.

Si tratta di dati per certi versi sorprendenti, visto l’andamento fortemente negativo registrato da Borse e titoli di Stato in questo inizio di anno che nessuno si aspettava, almeno per l’ampiezza. E che a questo punto dovranno però essere confermati anche nei bilanci semestrali in arrivo a partire da fine mese e (stavolta) dovranno fare a meno della voce rilevante delle commissioni di performance.

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Fineco: la spinta della consulenza evoluta

Finecobank ha per esempio realizzato una raccolta mensile positiva per 851 milioni, che porta il totale del primo semestre a oltre 5,6 miliardi. Significativo il fatto che la componente gestita abbia registrato flussi positivi per 247 milioni, mentre quella amministrata abbia addirittura superato la soglia di 1 miliardo grazie anche alla sottoscrizione del nuovo Btp Italia.

Questo risultato conferma l’efficacia del modello di business e la sempre maggiore propensione agli investimenti da parte di una clientela particolarmente evoluta

A.d. FinecoBank Alessandro Foti

Negativa invece la componente diretta (-440 milioni) in un mese in cui i clienti Fineco hanno del resto pagato imposte per 442 milioni. «Questo risultato – spiega l’a.d. Alessandro Foti - conferma da un lato l’efficacia di un modello di business in grado di affrontare fasi di mercato difficili, dall’altro una sempre maggiore propensione agli investimenti da parte di una clientela particolarmente evoluta».

Mediolanum: la forza del risparmio gestito

Banca Mediolanum non è stata da meno nel periodo, con una raccolta netta totale pari a 539 milioni, ben 522 milioni dei quali attribuibili al risparmio gestito che si conferma vicino ai livelli massimi dello scorso anno. Dati questi che portano il bilancio dei primi sei mesi a quota 4,34 miliardi (3,12 miliardi sul solo gestito) e che va ad aggiungersi alle cifre sui nuovi finanziamenti erogati (370 milioni a giugno, 1,91 miliardi da inizio anno) e sui premi polizze protezione (rispettivamente 16 e 88 milioni).

Seguendo la nostra strategia di investimento i clienti possono trarre beneficio, mitigando così i rischi posti dalla volatilità e dall’inflazione

A.d. Banca Mediolanum Massimo Doris

«Sono i clienti a trarre maggior beneficio da questa tendenza – tiene a sottolineare l’a.d. Massimo Doris - perché, coadiuvati dai family banker, stanno seguendo la nostra strategia di investimento mitigando così i rischi posti dalla volatilità e dall’inflazione».

Azimut: le opportunità sui mercati privati

A chiudere un ideale cerchio è Azimut, capace a giugno di aggiungere 872 milioni ai già positivi dati sulla raccolta dei mesi precedenti e a raggiungere così la cifra di 3,5 miliardi da inizio anno. Il totale delle masse comprensive del risparmio amministrato si attesta alla fine scorso a 81,2 miliardi, di cui 52,1 miliardi fanno riferimento alle masse gestite.

A giugno sono stati realizzati diversi closing di fondi di private credit, venture capital e real asset, che hanno generato una raccolta di quasi 400 milioni

A.d. Azimut Gabriele Blei

La particolarità, in questo caso, è che nel primo semestre 2022 il 77% della raccolta in fondi è stato generato da prodotti dei mercati privati. «In questo segmento – fa notare Gabriele Blei, a.d. del Gruppo Azimut - sono stati realizzati nel mese diversi closing di fondi di private credit, venture capital e real asset, che hanno generato una raccolta di quasi 400 milioni: risultati che riflettono l’attento lavoro dei nostri consulenti finanziari negli ultimi mesi e la crescente fiducia dei clienti nella nostra offerta di prodotti innovativi e in quella dei nostri partner negli Stati Uniti».

Focus sulle semestrali (senza commissioni di performance)

L’attenzione si sposta adesso sui bilanci semestrali, che le società quotate diffonderanno alla spicciolata, a cavallo della fine di questo mese e l’inizio del prossimo: si parte con Banca Generali e Azimut (28 luglio), per proseguire con Anima (29 luglio), Fineco (2 agosto) e chiudere con Banca Mediolanum (3 agosto). Difficile, se non addirittura improponibile, ripetere l’exploit del 2021, chiuso dal settore con un «monte utili» superiore ai 2,2 miliardi. Per alcune delle società mancherà infatti l’apporto significativo delle commissioni di performance sui fondi allocati alla clientela: determinanti a contorno del «rally» dello scorso anno e assenti nei primi sei mesi del 2022 che hanno visto la retromarcia di azioni e obbligazioni.

Riproduzione riservata ©

  • Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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