consiglio dei ministri

Risparmio tradito, oggi il via libera: rimborsi fino al 30% agli azionisti e al 95% agli obbligazionisti

di M. Mobili e G. Trovati


Juncker: Italia a crescita zero, problemi aumenteranno

2' di lettura

Sul tavolo del consiglio dei ministri del 4 aprile sono arrivate le norme già inviate dal ministero dell'Economia per far partire i rimborsi senza andare a sbattere contro l'Unione europea. Norme che aggiungono il requisito dell'«indipendenza» per i nove commissari chiamati a vagliare le domande di indennizzo, e prevedono appunto un esame documentale per ogni istanza.

Prove di «compattezza» nel governo
Anzi, d'accordo con Bruxelles sarebbe pronto anche un doppio binario, che permette ai risparmiatori in condizioni economiche più sfavorevoli (Isee fino a 35mila euro o patrimonio mobiliare fino a 100mila) di evitare l'esame in commissione e di ottenere un ristoro immediato. Ma su quest'ultimo punto hanno pesato finora i «no» di un Movimento 5 Stelle che sul tema si è esposto parecchio e arriva all'appuntamento a Palazzo Chigi non proprio unito sul tema. Ma «i risparmiatori vanno rimborsati e il governo è compatto», ha giurato il vicepremier pentastellato Di Maio in mattinata. Compito della riunione pomeridiana sarà quello di sancire l'intesa, salvo sorprese. Nel decreto crescita, quindi, dovrebbero arrivare solo le norme sui requisiti della commissione e sull’affidamento alla Consap di compiti e risorse per i servizi di supporto.

I due passaggi
Varati i correttivi nel decreto crescita, nessun ostacolo si alzerà alla firma di Tria sul decreto attuativo. E a quel punto potrà partire il meccanismo che dà 180 giorni di tempo ai risparmiatori per farsi consegnare i documenti dalle banche (in un mese, come prevedono le bozze di decreto attuativo) e girarli alla commissione tecnica di nove membri in cui siederanno magistrati, avvocati dello Stato ed ex arbitri Consob e Bankitalia. In gioco c'è la possibilità di ottenere fino al 30% del costo d'acquisto delle azioni, e fino al 95% dell'investimento fatto in obbligazioni, in entrambi i casi senza superare il tetto di 100mila euro.

Corsia preferenziale per i «piccoli»
Il «sì» ai rimborsi arriverà dopo un esame documentale nella commissione tecnica che inquadrerà le diverse situazioni in cui si sono trovati i risparmiatori al momento dell'acquisto dei titoli, per esempio rispetto agli obblighi di trasparenza imposti dalle direttive Mifid. Senza doppio binario, i risparmiatori che non superano i 35mila euro di Isee avranno comunque una corsia preferenziale nell'esame delle domande.

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