Risparmio

Le regole per non dimenticare le assicurazioni nel cassetto

  • Abbonati
  • Accedi
polizze dormienti

Le regole per non dimenticare le assicurazioni nel cassetto

Dimenticare l’esistenza di una polizza di risparmio stipulata e mai incassata. Può capitare più spesso di quanto si pensi. Per quanto possa sembrare strano, molte polizze dormienti sono polizze vita giunte a scadenza e non riscosse da persone ancora in vita. Delle 187.493 polizze risvegliate dall’Ivass ben 116mila (ossia il 62%) sono polizze di risparmio giunte a scadenza, per un importo complessivo di 1,5 miliardi di euro che gli stessi contraenti hanno trascurato di riscuotere e che le imprese, «impropriamente», come spiega Ivass, hanno lasciato in stato di dormienza.

Oltre 71mila polizze (il 38% di quelle risvegliate) sono invece relative ad assicurati deceduti per un ammontare di circa 2 miliardi di euro mai reclamati dai legittimi proprietari.
Tra queste ultime circa 31mila polizze sono relative a contratti a vita intera che non hanno scadenza definita e si concludono con il riscatto o con la liquidazione della prestazione per decesso dell’assicurato.

Ma come fare per evitare che si verifichino questi casi?

Ivass suggerisce a chi stipula una polizza caso “morte” i seguenti consigli: 1) informare i beneficiari (o persone di fiducia); 2) comunicare dove in casa è conservata la polizza; 3) indicare in polizza i beneficiari in modo nominativo(evitando formule generiche tipo: gli eredi legittimi) inserendo anche i relativi contatti (telefono mail e così via).

In particolare a chi stipula una polizza caso “vita” bisogna ricordare di tenere evidenza della scadenza del contratto, informare persone di fiducia in modo da riscuotere la polizza alla scadenza.

Simili i consigli anche di Ania: informare anche i beneficiari dell’esistenza della polizza, così come di un conto corrente, un buono postale o di qualsiasi altro rapporto in cui il titolare detiene dei risparmi, magari con una nota scritta con i riferimenti utili ai beneficiari per attivarsi nel momento in cui il titolare dovesse venire a mancare.

Da ricordare che anche la tecnologia aiuta: esistono delle app (come Allianz Now) che consentono infatti di condividere con i propri cari o con altre persone “vicine” i contratti assicurativi stipulati che si possono anche controllare dallo smartphone.

Il tutto in attesa di un auspicato intervento legislativo che renda disponibile una base dati nazionale, come l’Anagrafe Nazione della Popolazione Residente (Anpr), obbligando le compagnie alla consultazione periodica di tale fonte per prevenire il fenomeno dormienti.

© Riproduzione riservata