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Titanic, gara per i reperti tra hedge fund e musei

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Titanic, gara per i reperti tra hedge fund e musei

La corsa ai reperti del Titanic si gioca tra il mondo della finanza, tre hedge fund, e quello della cultura , una cordata di musei marittimi inglesi e irlandesi: in palio 5.500 oggetti recuperati dal transatlantico del valore di 200 milioni di euro. I resti del Titanic sono rimasti sul fondo dell'Oceano Atlantico per più di un secolo, ma il fascino per la nave non è svanito e a breve le migliaia di oggetti recuperati dal relitto saranno messi in vendita e l'interesse per questa raccolta sta crescendo non solo tra gli appassionati di memorabilia.
A detenere i diritti sulla nave e su tutti gli oggetti recuperati è una società statunitense,Premier Exhibitions, che ha presentato istanza di fallimento nel 2016 e un Tribunale della Florida ha stabilito la vendita dell'intera collezione per far fronte all'elevato indebitamento finanziario accumulato dalla società.
A contendersi interamente la collezione, che è stata valutata 200 milioni di dollari e comprende oltre 5.500 reperti, tra cui un cherubino in bronzo situato nella grande scalinata, una serie di porcellane provenienti dalle sale da pranzo e una sezione dello scafo, da un lato tre hedge fund, azionisti di Premier, guidati da Apollo Global Management, gli altri due investitori sono la società di investimento di Hong Kong PacBridge Capital Partners e il private equity statunitenseAlta Fundamental Advisers che hanno effettuato un'offerta iniziale pari a 19,5 milioni di dollari. Dall'altro, una cordata di musei britannici (i National Maritime Museum del Regno Unito e i National National dell'Irlanda del Nord) che ha offerto 20 milioni di dollari, ma non è stata in grado di raccogliere i fondi per l'offerta iniziale prima che gli hedge fund lanciassero la loro proposta. I musei hanno tempo fino a oggi per presentare un'offerta concorrente pari ad almeno 21,5 milioni di dollari. Se ciò dovesse accadere farà scattare un'asta fallimentare, prevista per l'11 ottobre.
Secondo quanto riportato dalla stampa inglese James Cameron, regista del film del 1997 e Robert Ballard, che ha scoperto la posizione del famoso relitto, hanno espresso il loro sostegno all'offerta dei musei. Ballard ha definito “l'unica opzione praticabile per mantenere l'integrità della collezione Titanic. La collezione merita di essere riportata a casa dove iniziò il suo viaggio”.
In precedenza sono stati venduti alcuni oggetti del transatlantico e tra questi un violino ceduto per 1,7 milioni di dollari nel 2013, mentre una lettera scritta nelle ultime ore della nave ha raccolto 166.000 dollari lo scorso anno.

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