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In arrivo il taglio delle sanzioni per chi ha emesso assegni senza clausola…

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paradossi fiscali

In arrivo il taglio delle sanzioni per chi ha emesso assegni senza clausola di non trasferibilità

(Marka)
(Marka)


Lo scorso anno è stato sollevato un polverone sulle maxi -sanzioni per gli assegni a partire da mille euro emessi senza la clausola di non trasferibilità. Per tenere vivo il problema di coloro che sono stati colpiti “ingenuamente” da sanzioni smisurate per non aver apposto la dicitura “non trasferibile” su vecchi assegni rispolverati dal cassetto, nel corso degli ultimi mesi Plus24 - settimanale di finanza personale del Sole 24 Ore - ha pubblicato diversi articoli sull’argomento e alcune emblematiche testimonianze dei lettori.
Nell’inghippo è potuto incorrere chi aveva ancora nel cassetto un vecchio carnet di assegni, perché da un decennio le banche forniscono carnet con prestampato “non trasferibile”.

La risolutive proposte

Per eliminare il problema alla radice Plus24 aveva proposto la drastica soluzione di non pagare al beneficiario l’assegno irregolare quando viene presentato allo sportello per l’incasso privo del nome del beneficiario o della clausola di non trasferibilità. Soluzioni più radicali sono state proposte dai lettori, in particolare quella suggerita da una dipendente di banca: ovvero quella di abolire tutti i titoli di credito al portatore. Ma forse sarebbe una soluzione troppo “semplice”.

La soluzione in vista

Dal marzo scorso al Mef stavano studiando una soluzione per ripristinare un principio di proporzionalità tra sanzione e violazione commessa. E forse la soluzione sta per arrivare con l’approdo di una proposta in Parlamento all’interno della proposta di legge sulle semplificazioni fiscali.

In particolare è previsto «l’abbassamento del minimo sanzionatorio a 300 euro e la contestuale configurazione di una causa di non punibilità per emissione di assegni bancari e postali privi della clausola di non trasferibilità e portati all’incasso dal beneficiario originario».

Il nodo oblazione

In più occorrerebbe trovare una via di uscita per chi, a fronte di contestazioni arrivate nel recente passato, ha già scelto di chiudere la partita con l’oblazione, scegliendo di pagare fino a 6mila euro. Il rimborso, qualora si volesse andare incontro a chi ha scelto l’oblazione, dovrebbe essere calcolato come differenza tra le sanzioni ora vigenti e quelle che potrebbero essere corrette. Nel mentre occorre sempre sperare che la proposta di legge sulle semplificazioni fiscali proceda spedita nei vari passaggi parlamentari.

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