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Banca Generali, Azimut, Fineco e Mediolanum: ecco risultati dei 9…

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Banca Generali, Azimut, Fineco e Mediolanum: ecco risultati dei 9 mesi

L’andamento incerto dei listini ha rallentato i risultati dei primi 9 mesi 2018 dei gruppi attivi nell’asset management quotati sul mercato italiano. Ma non sono solo i chiari di luna di Piazza Affari ad aver messo i bastoni tra le ruote ai protagonisti del settore; anche la fase di rallentamento del comparto del risparmio gestito non ha certo aiutato e lo dimostra soprattutto il decremento delle commissioni di performance, spesso inferiore rispetto allo scorso anno quando sui mercati il clima era decisamente più disteso. Ecco più nel dettaglio i risultati presentati alla fine del terzo trimestre da Banca Generali, FinecoBank, Azimut e Mediolanum.

Banca Generali cresce nel trimestre ma frena a 9 mesi

Cominciamo da Banca Generali, il cui utile netto relativo al terzo trimestre ha mostrato una crescita del 10% a quota 43,3 milioni, mentre quello a 9 mesi è sceso dell’8% a 135,8 milioni rispetto all’anno precedente (l’utile netto ricorrente, sottolinea la società, è cresciuto del 38% a 87,7 milioni). Le commissioni di gestione, invece, sono state pari a 478,7 milioni con un

incremento dell’11%, complice l’aumento delle masse gestite, salite a 58,5 miliardi, in rialzo dell’8,6% rispetto al settembre 2017 e del 5% rispetto a inizio anno, mentre le commissioni di performance sono scese del 56% a 36,6 milioni. Il risparmio gestito su base annua ha portato in dote un contributo del 7% che si è ridotto all’1,1% se calcolato da fine dicembre, mentre è stato più significativo il supporto dell’amministrato: 14,4% a un anno e 11,7 in 9 mesi. Anche gli indici di solidità della banca si sono mantenuti su livelli elevati con un Cet1 ratio al 18% e il Total capital ratio al 19,6 per cento. La banca ha messo a bilancio quasi un miliardo di liquidità.

Per Azimut 144 nuovi ingressi, ma calano i profitti nei 9 mesi

E la maretta sui mercati non ha risparmiato Azimut che nei primi nove mesi del 2018 ha registrato utili per 112 milioni, in calo rispetto ai 156 milioni dello stesso periodo 2017. Al netto delle commissioni variabili, il gruppo attivo nel settore del

risparmio gestito avrebbe invece visto l’utile ricorrente crescere del 7% a quota 67 milioni, mentre guardando solo al terzo trimestre, i profitti complessivi sono cresciuti su base annua del 12% a 39 milioni. In calo anche i ricavi consolidati a quota 521 milioni (erano 592 nello stesso periodo del 2017), mentre sono stati distribuiti dividenti ordinari per 262 milioni. Resta negativa per 42,9 milioni la posizione finanziaria netta, ma in miglioramento rispetto ai -57 di fine giugno scorso. Nei 9 mesi, infine, il gruppo ha reclutato 144 consulenti finanziari e private banker e ha evidenziato il rafforzamento nel segmento degli investimenti alternativi attraverso Azimut Libera Impresa Sgr.

Finecobank in controtendenza

Risultati in crescita, invece, per Finecobank che, con un utile netto di 177,7 milioni, nonostante il contesto di mercato sfavorevole ha comunque migliorato le posizioni rispetto ai primi 9 mesi dello scorso anno: (+17,7% e +13,9% se non si considerano gli elementi non ricorrenti). Per quanto riguarda gli altri dati, i ricavi sono aumentati del 7,8% a 464,8 milioni grazie ai progressi registrati dal margine di interesse (+6,6% a 207,6 milioni) e delle commissioni nette (+9,7% a 218,7 milioni). Determinante in quest caso l’apporto della controllata di diritto irlandese Fineco Am che è diventata operativa. Nei primi 9 mesi dell’anno i costi sono cresciuti a ritmi meno sostenuti (+4,6% a 182,8 milioni), ridimensionando

di conseguenza il rapporto cost/income al 39,3%. A fine settembre il patrimonio è salito a 70,9 miliardi con un progresso dell’8%. In crescita del 27% a 415 milioni anche i prestiti personali, mentre sui fidi l’incremento è stato del 98% a 910 milioni e sui mutui del 123% a 795 milioni.

Banca Mediolanum , scendono gli utili, sale il margine operativo

Infine, per Banca Mediolanum l’utile nei primi 9 mesi 2018 è stato pari a 272,1 milioni di euro, in calo rispetto ai 279,1 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, quando il clima sul mercato era più favorevole ( nello stesso periodo ad avere un effetto positivo sui conti ci fu anche la vendita di Banca Esperia). In aumento, invece, il margine operativo, salito a 221 milioni con un progresso del 26%. La raccolta netta complessiva è stata positiva per 2,313 miliardi (dei quali 2,056 miliardi riconducibile al segmento dei fondi comuni), mentre gli impieghi alla clientela retail hanno raggiunto 8,097 miliardi, in crescita del 13% rispetto al 30 settembre 2017 e del 9% rispetto al 31 dicembre. Il cda ha inoltre deliberato la distribuzione di un acconto di dividendo pari a 0,20 euro lordi per azione a partire dal 21 novembre prossimo e con stacco cedola al 19 novembre.

IL CONFRONTO IN BORSA
L'andamento da inizio anno di Azimut, Banca Generali, Finecobank e Mediolanum. Base 1/1/2018=100

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