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Una Ferrari da 22 milioni di $ chiude le aste del 2018

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dossier auto da collezione

Una Ferrari da 22 milioni di $ chiude le aste del 2018

L'ultima asta dell'anno di auto da collezione ha confermato la forza trainante del mercato americano, dopo una serie di segnali di debolezza provenienti dalle aste europee in Italia a Padova a fine ottobre e a Londra nel weekend appena precedente del 2-3 dicembre da Bonhams. RM Sotheby's ha concepito un catalogo misto di automobilia e mezzi meccanici fra cui 63 automobili, con un'offerta assai variegata in termini di produttori, periodi e stime.
Questo approccio ha pagato, grazie anche all'effetto traino del lotto di copertina, una Ferrari 290 MM del 1956 stimata 22-26 milioni di dollari, e ben 28 auto offerte senza riserva. Sono rimaste invendute 14 auto, pari al 22% delle offerte, ma al 40% di quelle con riserva (35 lotti), a conferma che convincere i venditori ad accettare il prezzo di mercato è la strategia vincente, anche se a volte può voler dire non raggiungere la stima bassa. Il ricavo totale per le 49 auto vendute è stato di 39,2 milioni di dollari, di cui ben 22 per lo ‘star lot'.

La Ferrari 290MM del 1956
La rara (una di quattro prodotte, tre rimaste) Ferrari da competizione del 1956 gode di un palmares di partecipazioni sportive notevole, grazie alla guida di leggende delle corse come Fangio, Hill e Collins. MM significa Mille Miglia, la gara cui partecipò del 1956 all'inizio della carriera sportiva come auto ‘ufficiale' della Scuderia Ferrari, finendo seconda con Collins alla guida.
Dalla fine del 1957 al 1961 l'auto ha poi partecipato a diverse competizioni americane ed è stata nelle mani della famiglia Chinetti, gli importatori del Cavallino Rampante negli Usa, per quarant'anni, per essere poi restaurata e riportata nel 2001 alla versione del 1957, l'ultima con cui aveva corso con i colori ufficiali della Scuderia Ferrari. Il lotto, l'ultimo offerto dell'asta, era protetto da una garanzia ed è probabile che sia finito al garante dopo essere stato battuto a 20 milioni, a cui si aggiungono 2 milioni di commissioni, raggiungendo così i 22 milioni di dollari della stima bassa (26 era quella alta).
La pratica delle garanzie, ben sviluppata nel mercato dell'arte, sembra prendere piede anche in quello automobilistico, forse proprio grazie alla compartecipazione di Sotheby's in RM; la casa d'aste quotata a Wall Street fa, infatti, ampio uso della leva finanziaria per incentivare la consegna di lavori in vendita di fascia alta, e la 290MM ha raggiunto così la prestigiosa classifica delle 10 auto più care di sempre.

Altri lotti milionari
Oltre alla Ferrari ‘museale' altri cinque lotti hanno superato la soglia del milione di dollari, mentre uno solo di quelli stimati attorno al milione non ha trovato compratori, una Porsche 959 Komfort del 1987 (950mila - 1,1 milioni di $).
Spicca una Lamborghini Miura P400 SV del 1971 di color blu inusuale, aggiudicata alla stima bassa di 2,2 milioni di $ una volta aggiunte le commissioni, e una Ferrari F40 del 1989 passata di mano ad un ottimo 1,5 milioni di $ grazie al bassissimo chilometraggio e la provenienza dalla famiglia Casiraghi.
Una classica “Ali di Gabbiano” Mercedes 300 SL del 1955 in condizioni originali è stata venduta a 1,2 milioni, mentre due ‘instant classic', auto nuovissime ma già d'interesse collezionistico, completano la classifica, rispettivamente una McLaren P1 del 2015 praticamente nuova aggiudicata a 1,4 milioni di $ entro la stima di 1,3-1,7 milioni, e una Porsche 918 Spyder dello stesso anno alla stima bassa di 1,5 milioni con le commissioni. Le sei auto milionarie hanno portato ben 30 milioni di $ di realizzo, oltre i tre quarti del totale, a conferma della concentrazione del mercato sui lotti di maggior valore.

I lotti senza riserva
Come dicevamo, offrire lotti senza riserva si è rivelata la strategia vincente per garantire l'incontro fra domanda e offerta in una situazione in cui le aspettative reciproche non sembrano allinearsi facilmente. Questa strategia però può avere un costo piuttosto alto per i venditori, tanto che solo sei lotti su 28 hanno superato le stime alte e cinque le hanno confermate, prima dell'aggiunta delle commissioni, mentre ben 17 auto sono state aggiudicate al di sotto delle stime basse, fra cui spicca una Ferrari 330GT 2+2 “shooting brake' carrozzata da Vignale nel 1965, che ha realizzato 313mila $ da una stima di 550-750mila $, stima invero difficile per un design unico ma piuttosto datato.
Tutte e cinque le ‘bubble car', le auto da città di derivazione motociclistica degli anni '50 e ‘60, erano offerte senza riserva.
Risultati per marca e statistiche
Il catalogo proponeva un numero sostanzioso di auto americane, destinate ad un pubblico locale, con ben 14 lotti di cui però ben sei rimasti invenduti, fra cui una Shelby Cobra 289 del 1964 stimata 850-950mila $.
Due invenduti su 11 per le auto inglesi, con buoni risultati per Jaguar e incertezze fra le Aston Martin, mentre nove delle 14 auto tedesche erano Porsche, fra cui due invendute, e tre su quattro Mercedes passano di mano.
Come spesso accade, il contingente più numeroso è quello italiano, con 17 automobili fra cui 11 Ferrari, di cui solo due ‘minori' non aggiudicate.
Tre le Lamborghini passate di mano, oltre ad una rara Intermeccanica Spyder del 1972 per 120mila $, mentre è rimasta invenduta una Alfa Romeo Giulietta SZ a coda tonda del 1960, presentata da una stima di 600-750mila $.
Degno di nota un terzetto di auto giapponesi tutte vendute, fra cui una rara Toyota 2000 GT del 1967 in livrea bianca, oltre alle più recenti Honda NSX Acura del 1991 e 2017.
Solo sette lotti hanno superato le stime alte prima dell'aggiunta delle commissioni e 13 le hanno confermate, mentre la maggior parte dei lotti ha faticato a raggiungere la stima bassa senza l'aggiunta delle commissioni, sintomo inequivocabile della distanza fra le aspettative irrealistiche dei venditori e la cautela dei compratori.
In termini di periodo storico, l'offerta in catalogo era piuttosto bilanciata, con sette auto pre-guerra d cui però ben quattro invendute, tutte americane, nove degli anni '50 con una sola invenduta, ben 15 degli anni '60 di cui quattro invendute, dieci degli anni '70 tutte passate di mano, nove degli anni '80 e '90 con due invenduti e ben 12 del nuovo millennio con tre invenduti, a conferma dello spostamento dell'attenzione del mercato verso gli ultimi 40-50 anni di produzione. Le aste di rilievo internazionale in Europa riprenderanno ad inizio febbraio a Parigi, in contemporanea col salone Retromobile.

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