Risparmio

Aim ai raggi X: Longino&Cardenal fa +12% di ricavi nel 2018

  • Abbonati
  • Accedi
pmi ad alto potnziale

Aim ai raggi X: Longino&Cardenal fa +12% di ricavi nel 2018

Imagoeconomica
Imagoeconomica

I signori “Longino” e “Cardenal” non esistono. Sono due personaggi di fantasia: un nobile svizzero e un pescatore cubano che viaggiano insieme in giro per il mondo alla ricerca delle più raffinate specialità alimentari. Ma esiste e prospera Longino & Cardenal, azienda di Pogliano Milanese (MI) fondata nel 1988 e attualmente controllata al 78% dalla famiglia Uleri tramite Carm Srl. La società ricerca, seleziona e distribuisce a ristoranti, hotel e gastronomie di alta gamma (circa 5.000 in tutto, di cui 4.500 in Italia) un catalogo di oltre 1.800 referenze alimentari di elevata qualità tramite una rete commerciale di circa 80 agenti. Ha chiuso il 2018 con ricavi in crescita del 12% a 32 milioni e l’incremento è stato fra l’altro trainato dalle sedi estere di Hong Kong e Dubai (rispettivamente +20,3% e +44,4% in valuta locale).

In aumento il giro d’affari

Nel primo semestre 2018, prima dell’avvio delle negoziazioni all’Aim Italia avvenuto lo scorso 4 luglio, Longino & Cardenal ha evidenziato un incremento del giro d’affari pari al 15,6% con le due controllate estere che (in euro) hanno visto un balzo dei ricavi pari al 22% per Hong Kong (+37% in valuta locale) e del 70% per Dubai (+91% in valuta locale). L’ebitda al 30 giugno 2018 è salito del 53,1% a 606.000 euro e l’ebit del 53,2% a 501.000 euro, mentre l’utile netto è passato da soli 55.000 a 289.000 euro. L’unica “pecca” nei conti del gruppo era rappresentata da un indebitamento finanziario netto alla fine del primo semestre 2018 pari a 3,7 milioni (0,7 milioni in più rispetto al dato di fine anno dati gli investimenti effettuati per ammodernare l’immobile di proprietà ed implementare il nuovo software gestionale, oltre naturalmente alle spese relative all’ingresso all'Aim). Il rapporto Debt/Equity risultava infatti pari a ben 4,6 volte ma, ovviamente, tale situazione non includeva ancora i proventi netti dell’Ipo pari a circa 4,5 milioni (l’operazione è avvenuta per il 90% del totale tramite aumento di capitale).

Lo shopping siciliano

Ora Longino & Cardenal dispone dei mezzi finanziari per implementare la sua strategia di crescita, che secondo quanto indicato nel documento di ammissione avverrà prevalentemente per linee interne, tramite la creazione di nuove filiali operative (la prima, Longino & Cardenal Usa Corp., è stata fondata il 24 gennaio 2019), oltre all’ampliamento delle rete di agenti, all’efficientamento della rete logistica e al focus sulle iniziative di marketing (la società si promuove prevalentemente tramite eventi a cui presenziano rinomati chef e personalità del mondo food & beverage) e sulla presenza nei social media e nel web.
Non viene esclusa però la crescita per linee esterne, ma mirata all’integrazione verticale tramite acquisizione di quote di maggioranza di società fornitrici allo scopo di distribuire direttamente prodotti di proprietà (elevando così i margini reddituali). La prima operazione, dell’ammontare di 60.000 euro, ha riguardato l’incremento dal 52% al 76% della società siciliana “Il Satiro Danzante”, fornitrice di oltre 40 referenze di crostacei, cefalopodi, pesce fresco e bottarga, che nel 2017 aveva realizzato ricavi per 0,87 milioni. Dall’acquisizione del 52%, avvenuta nel 2015, Longino & Cardenal ha riorganizzato la gamma di prodotti dell’azienda di Mazara del Vallo (TP) ed ha creato il nuovo brand “Don Gambero, From Sicily with love”.

I nuovi fornitori

Per rimanere competitiva sul mercato della fornitura all’alta ristorazione, peraltro molto frammentato fra operatori di piccole dimensioni, Longino & Cardenal intende poi continuare ad ampliare il già vasto catalogo prodotti ed ha recentemente presentato al mercato quattro nuovi fornitori: la neozelandese Cloudy Bay Clams (vongole selvagge di grandi dimensioni, fino a 200 grammi), la greca Zaferis Trikalinos (bottarga di muggine a bassa salinità naturale), la francese Miéral (unico produttore al mondo di pollame DOP, il Pollame di Bresse) e l’ecuadoregna Hacienda San José (cacao Nacional Arriba premiato nel 2016 con il riconoscimento “Pepa de Oro” al World Cacao Summit). Una fra le principali caratteristiche dei nuovi fornitori, come già di quelli “storici”, è costituita dall’ecosostenibilità dei prodotti. La società è ancora di piccole dimensioni e non sarà facile affermarsi presso la ristorazione internazionale come già è avvenuto in Italia, ma per ora le capacità imprenditoriali e lo spirito d’iniziativa non sembrano mancare.

© Riproduzione riservata