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Aim ai raggi X: la rivincita delle pentole Illa e i nuovi clienti

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Aim ai raggi X: la rivincita delle pentole Illa e i nuovi clienti

Non ha portato molta fortuna l'ingresso all'Aim Italia (avvenuto il 22 dicembre 2017) del gruppo parmense Illa, attivo nella produzione di pentole e padelle antiaderenti (soprattutto in alluminio) sin dal 1946, esclusivamente “made in Italy”. L'esercizio 2017 si era chiuso con ricavi e margini inferiori rispetto ai dati previsionali contenuti nel documento di ammissione, e il 2018 ha visto una contrazione dei ricavi pari al 16,2% a 33,4 milioni, un ebitda in flessione del 49,9% a 1 milione e una perdita netta di 750.000 euro contro un utile netto di 130.000 euro al 31 dicembre 2017.
Su questi margini reddituali hanno pesato fra l'altro proprio gli oneri relativi all'ingresso all'Aim Italia che hanno portato ad ammortamenti in complessivo aumento da 1,3 a 1,5 milioni e ad altri oneri di gestione passati da 368.000 a 426.000 euro (+15,8%). Inoltre l'indebitamento finanziario netto, che a fine 2017 era pari a 6,7 milioni grazie ai circa 3,5 milioni di proventi netti dell'Ipo, al 31 dicembre 2018 è nuovamente salito a 10,1 milioni a seguito di investimenti per 1,8 milioni (una nuova “pressa a coniare” con i relativi capannoni e impiantistica e un nuovo impianto di abbattimento delle emissioni per l'incremento dell'attività di verniciatura verso terzi, balzata del 61,7% rispetto al 2017) e dell'incremento del circolante. Al 31 dicembre 2018 il rapporto Debt/Equity era pari a 1,87 volte, quindi decisamente elevato.

Risultati 2018 penalizzati da delocalizzazione di Ikea e costi alluminio

Qual è il maggior problema di Illa? L'eccessiva dipendenza dal principale cliente, il gruppo svedese Ikea, da cui deriva circa il 60% dei ricavi della capogruppo e che nel 2018 ha deciso di spostare in Cina gli acquisti di pentolame antiaderente destinato all'area Asia-Pacifico, dando luogo a minori acquisti per 7 milioni. A questo si è aggiunto un forte incremento nei prezzi dell'alluminio a seguito delle sanzioni imposte dagli Usa sul colosso russo Rusal, primo produttore mondiale di alluminio, che hanno portato a una destabilizzazione nel mercato dell'alluminio primario, fortunatamente in parte rientrata a fine 2018. Nel contempo i maggiori dazi comminati alle importazioni cinesi negli Usa hanno dato luogo a un incremento della pressione dei prodotti cinesi, fra cui il pentolame, verso i mercati europei e del Medio Oriente. Oggi si stima che circa il 50% delle pentole in alluminio acquistate in Europa sia di produzione cinese.

I rapporti con Conad

Ma Illa non è il tipo di società che si arrende. Già a fine 2017 era riuscita ad uscire anticipatamente dall'accordo di ristrutturazione del debito che l'aveva interessata dal mese di luglio 2013, potendo così tornare alla normalità nei rapporti con gli istituti di credito. E le vendite nei confronti dei clienti diversi da Ikea si avviano a sfiorare il 50% dei ricavi nel primo trimestre 2019, mentre 4 anni fa tale quota era inferiore al 25%. In particolare in Italia l'incremento del fatturato nei primi 3 mesi di quest'anno è stato di oltre il 50%, anche grazie a una fortunata opportunità: nel mese di febbraio la catena di supermercati Conad ha scelto la linea “Agata” di Illa per la promozione a punti “Mi Premio 2019” riservata ai possessori di carte Conad, che coinvolge 950 punti vendita del consorzio Conad PAC2000A presenti in tutto il Centro-Sud Italia. Il management di Illa stima che da questa operazione possa derivare un fatturato di circa 3 milioni, ma una valenza ulteriore è rappresentata dall'incremento della conoscenza da parte del pubblico del brand “Illa” di cui il gruppo ha bisogno per affermarsi come rappresentante del Made in Italy a pieno titolo.

Illa punta sui rivestimenti ecosostenibili e su M&A con scambio azionario

Adesso Illa deve completamente implementare la strategia annunciata in occasione del debutto all'Aim Italia, che prevede in primo luogo proprio il rafforzamento nel mercato italiano dei propri brand, fra i quali in primo luogo l'innovativo marchio premium “Olivilla” contraddistinto dalla tecnologia brevettata “Ollia-Tech”, che incorpora nel rivestimento del pentolame degli olii vegetali (in particolare olio d'oliva) al fine di incrementarne la resistenza all'usura e alle alte temperature senza utilizzare materiali tossici che possono passare ai cibi durante la cottura. Vi è anche una linea denominata “Olivilla Pietra e Legno” che, oltre agli olii vegetali, include nel rivestimento delle particelle minerali per aumentare la resistenza ai graffi. Illa produce tutte le gamme di pentolame rispondenti alle attuali richieste dei consumatori, quali quelle destinate ai piani di cottura a induzione, quelle in pietra o con rivestimento in pietra lavica e pentole di design come “Pomilla”, “Zucchilla” e “Pastilla”.
I mercati di potenziale sviluppo sono soprattutto quelli esteri (fra l'altro i dazi verso la Cina offrono opportunità negli Usa), naturalmente di fascia alta. A tale proposito Illa intende ampliare la rete di agenti e distributori per rafforzare sempre più la quota di mercato internazionale. Non sono però escluse operazioni di M&A, e a tale proposito gli azionisti di riferimento hanno deciso di effettuare tramite Opa un buy-back di massime 300.000 azioni proprie, pari a circa il 3,5% del capitale sociale, per un controvalore complessivo non superiore a 330.000 euro. Tali azioni potranno essere impiegate per concambi nell'ambito di acquisizioni. Il flottante tuttavia, attualmente pari al 20%, verrebbe a ridursi fino al 16,5%, un valore che ovviamente non favorirà il già basso livello di scambi sull'Aim Italia. Ma se questa operazione servirà a diffondere la notorietà di un brand legato alla cucina italiana nel mondo, ci sarà tempo in seguito per un nuovo incremento del flottante.

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