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Risparmiometro, arma letale contro l’evasione (maneggiare con cautela...)

Dopo lo Spesometro e il Redditometro, arriva lo strumento che, lavorando con un algoritmo, può rilevare ogni “anomalia” verificando se i risparmi accumulati dai contribuenti sono coerenti con i redditi dichiarati

di Guido Gentili


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(Adobe Stock)

2' di lettura

La nuova arma è ben carica e sta cominciando a mirare tutti i bersagli. È arrivato il tempo del “Risparmiometro”, con cui il Fisco guarda anche alla ricchezza degli italiani per combattere la piaga dell'evasione, come spiegato oggi sul Sole 24 Ore.

La gestazione è stata lunga, visto che la legge che aveva avviato l’operazione risale alla fine del 2011, quando si era appena insediato il Governo d’emergenza guidato da Mario Monti. Poi, superato lo scoglio del Garante delle privacy, giusto un anno fa è partita la fase di sperimentazione, con una prima lista di 156 società di persone e di capitali indiziate di evasione fiscale. E il modello comincia ad essere ora replicato per i contribuenti persone fisiche, partendo dai dati di sintesi della Superanagrafe dei conti correnti (tipo il saldo a inizio e fine anno, la giacenza media e i movimenti in entrata e in uscita) che vengono incrociati con le risultanze dei redditi, dichiarati e no. In più, va ricordato che l'ultima manovra di bilancio ha stabilito che i dati della Superanagrafe potranno essere usati, sempre per combattere l'evasione, anche dalla Guardia di Finanze.

Quindi, dopo lo Spesometro e il Redditometro (che sono però strumenti di accertamento, la cui funzionalità non ha dato peraltro prove convincenti), ecco il Risparmiometro, che lavorando con un algoritmo può rilevare ogni “anomalia” verificando se i risparmi accumulati dai contribuenti sono coerenti con i redditi dichiarati.

L'intero patrimonio finanziario dei contribuenti (solo i conti correnti sono ben 75 milioni e a fine 2018 lo stock tra conti, depositi e biglietti ammontava a poco meno di 1400 miliardi secondo i dati Bankitalia) può venire dunque messo al setaccio. E il Risparmiometro si presenta come uno strumento potenzialmente molto “invasivo”, con masse di singoli contribuenti che dovranno fronteggiare il frutto digitale – l'algoritmo- dell'intelligenza artificiale. Nel Paese dove il tradimento del “vecchio” Statuto del contribuente è prassi normale. Cosa succederà col nuovo strumento? I diritti dei contribuenti (troppo spesso sudditi) sono adeguati alla nuova sfida?

Mettere il naso nei risparmi è operazione da maneggiare con cura estrema e grande responsabilità. Luigi Einaudi ha scolpito su questo tema parole sempre attuali. Gli italiani, che sono notoriamente un popolo di grandi risparmiatori, tengono molti dei loro soldi in banca, nonostante i tassi praticamente zero, perché fiutano ancora troppe incertezze. Appena qualche giorno fa l'indagine di Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi ha rilevato che sono tornati ad aumentare gli italiani “formica”(52%) rispetto a quelli “cicala” (48%), con una percentuale più alta del minimo storico (39%) toccato nel 2013, mentre la percentuale di reddito risparmiato ha raggiunto nel 2019 il massimo storico (12,6%) rispetto al minimo (9%) del 2011.

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