pranzi e processi

Ristorante aperto solo per il giudice del processo Salvini: violate le regole anti-Covid imposte dalla zona arancione

Il magistrato si occupa di uno dei casi giudiziari più discussi che riguarda l’inchiesta sul caso Gregoretti e il leader della Lega, allora ministro dell’Interno

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Il magistrato si occupa di uno dei casi giudiziari più discussi che riguarda l’inchiesta sul caso Gregoretti e il leader della Lega, allora ministro dell’Interno


7' di lettura

Doveva essere aperto solo per asporto e consegne a domicilio, invece ha alzato la saracinesca e ha fatto entrare Nunzio Sarpietro, 69 anni, il giudice dell’udienza preliminare che a Catania il 19 febbraio dovrà stabilire se mandare a processo il leader della Lega Matteo Salvini per l’inchiesta sulla nave Gregoretti. Un servizio di Filippo Roma, inviato delle Iene, e Marco Occhipinti, che sarà trasmesso il 16 febbraio in prima serata su Italia 1, dimostra che il giudice, il 28 gennaio, subito dopo aver sentito sulla vicenda Gregoretti l’allora premier Giuseppe Conte, ha infranto le regole del lockdown per un pranzo con la figlia e l’aspirante genero. L’ex premier era stato sentito come persona informata sui fatti, nell’ambito del procedimento Gregoretti per la richiesta di rinvio a giudizio dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Il gup ha anche sentito i ministri dell’epoca

Il giudice si occupa di uno dei casi giudiziari più discussi e ha deciso invece di sentire tutti i ministri coinvolti. Il caso riguarda il presunto sequestro di 131 migranti fermi per 4 giorni sulla nave militare Gregoretti. A ottobre presso il Tribunale di Catania l’ex ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini, indagato per sequestro di persona. A dicembre gli ex ministri Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta, mentre il 28 gennaio, in piena crisi di Governo, è nella Capitale per sentire l’allora premier Giuseppe Conte.Il giudice parla a Palazzo Chigi con Giuseppe Conte e improvvisa una conferenza stampa ripresa da tutti i tg. Poi attraversa il centro della Capitale ed entra nel ristorante Chinappi di via Valenziani, quartiere Pinciano, fra via Veneto e Porta Pia, per un pranzo a base di pesce in uno dei ristoranti più rinomati di Roma. «Ristorante sofisticato che propone specialità di pesce tra arredi contemporanei con accenti rossi», si legge sul web. Peccato che in base alle regole varate con dpcm Chinappi doveva essere chiuso al pubblico, a pranzo e a cena. E aperto solo per asporto e consegne a domicilio.

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Le telecamere delle Iene nel ristorante

Poco dopo nel locale piombano le telecamere delle Iene e a Filippo Roma il giudice spiega che si trova in quel ristorante a pranzo perché era l’unico modo per passare del tempo in compagnia della figlia. Filippo Roma chiede se è un buon motivo per violare un decreto in vigore, se è rispettoso nei confronti dei tanti cittadini che non possono farlo e verso tutti gli esercizi che devono stare chiusi per osservare le regole. Il giudice dichiara, in un primo momento, di non trovare il proprio un comportamento grave, poi quando la Iena lo incalza ammette la violazione, «non di una legge, ma di un regolamento», ma sostiene non si tratti di nulla di drammatico, di tenere comunque un comportamento sicuro e si dice disposto a pagare una sanzione. Però, sottolineando la frugalità del suo pranzo, dichiara: «Guardi c'è solo un goccino di vino e tre piatti freddi». Si tratta, spiegano le Iene, di polpo verace.

Le versioni del giudice e del ristoratore

Filippo Roma si chiede come mai uno dei ristoranti di pesce più rinomati della capitale apra e rischi una multa per tre antipasti di polpo e un bicchiere di vino? Il ristoratore, racconta Filippo Roma, smentisce il giudice descrivendo il menù scelto dai tre commensali ben più ricco di quello dichiarato dal giudice: antipasti di polpo, dei piatti di pesce crudo con gamberi, scampi e palamide, degli spaghetti alle telline, e una spigola al sale, il tutto accompagnato da una bottiglia di pregiato champagne. Si tratterebbe della promessa di matrimonio della figlia del giudice che siede al tavolo, accompagnata dal fidanzato.

Lo scambio di battute fra giudice e Filippo Roma

Ecco lo scambio di battute tra l'inviato delle Iene, il giudice Sarpietro e il ristoratore Stefano Chinappi, segnalato da una nota stampa del programma.

Iena: Giudice! Se proprio lei con i ristoranti chiusi in tutta Italia, in piena pandemia, in pieno lockdown, sta al ristorante a mangiare…

Giudice: Guardi io sono qua con mia figlia.

Iena: Ho capito, ma stare con la figlia le permette di non rispettare la legge?

Giudice:...l'unico posto in cui potevo stare con lei in un momento tranquillo. E non è minimamente, non c'è niente guardi…

Iena: Non c'è problema, per legge i ristoranti sono chiusi e il giudice sta al ristorante e dice non c'è problema.

Giudice: Eh va beh, lei vuole mettere il commento, lo metta come vuole, io devo vedere mia figlia e non avevo altro da fare.

Iena: Quanti altri italiani vorrebbero andare a pranzo o a cena con la figlia nelle zone arancioni e non possono?

Giudice: Guardi lei mi dice una cosa, io sono in zona rossa in Sicilia, non vado a pranzo fuori da una vita e sono un povero disgraziato che non riesce a vedere tantissimi amici che tra l'altro ho perso con la pandemia.

Iena: Quindi sa quant'è importante rispettare le normative anti covid. Perché lei non la rispetta?

Giudice: Infatti lo sto rispettando qua con…

Iena: E certo! Lo sta rispettando ma mangiando al ristorante a Roma, in zona arancione, dove in teoria i ristoranti per legge dovrebbero essere chiusi!

Giudice: Va bene mi sono meritato qualche premio particolare? No?

Iena: Non è grave che un uomo di legge sia il primo a non rispettare la legge?

Giudice: No non è un rispetto della legge e se c'è una contravvenzione, se mi fa una contravvenzione, la pago, era previsto anche così.

Iena: E non gliela posso fare perché non sono un vigile

Giudice: Eh chiama un vigile e me la fa fare.

Iena: Sì al di là della contravvenzione però un comportamento del genere secondo lei è rispettoso verso quei cittadini che invece la legge la stanno rispettando? Verso quei ristoranti che rimangono chiusi e quei cittadini che quindi rinunciano ad andare al ristorante?

Giudice: Guardi, non è che posso trovarle delle scuse o delle giustificazioni particolari, è una situazione in cui, ripeto, per vedere mia figlia e tutto qua, poi per il resto se ho sbagliato ho sbagliato lo ammetto, confesso, ma questo non porta nessun tipo di problema su come uno fa il magistrato, mi creda.

Iena: Lei in questo momento sta rispettando la legge oppure no? Me lo dica.

Giudice: Io in questo momento sto violando un regolamento che è un elemento ulteriore e successivo e questa violazione del regolamento è una cosa che può essere considerata non condivisibile ma di cose gravi ce ne sono ben altre.

Iena: Sì ho capito però se il regolamento dice che per non prendersi il covid è meglio che i ristoranti siano chiusi questo suo comportamento è un comportamento sicuro oppure no?

Giudice: Il mio in questo momento ritengo che sia super sicuro e che sia una situazione in
cui non ci sia assolutamente niente di particolarmente grave. Non è che le sto dicendo “sono qua ho rispettato”, ho fatto la violazione, ok? Tutto qua.

Iena: Tutto qua. Va beh, scusi ma il ristorante l'hanno aperto solo per lei?

Giudice: Beh adesso non lo so, probabilmente hanno fatto questa cortesia perchè c'è mia figlia, hanno aperto e basta, ma non per me, una cortesia che hanno fatto, ma non credo che sia niente di drammatico, dai!

Filippo Roma si rivolge al ristoratore.

Iena: Buongiorno, lei è il proprietario? È un ristoratore cortese, complimenti!

Ristoratore: Eh non… ho fatto sedere tre persone perché qua è insostenibile andare avanti.

Iena: Io la capisco, io la capisco!

Ristoratore: Non si può andare avanti, per tre persone, guarda qua, c'è distanza e tutto, seguiamo le regole però… fino a un certo punto.

Iena: Le regole non le sta seguendo, se quella è la regola.

Ristoratore: No, le stiamo seguendo le regole, perché è un anno che stiamo…nessuno lo mette in dubbio, ma per tre persone come lei vede…

Iena: Ho capito, non è neanche una persona qualunque, parliamo di un giudice.

Ristoratore: Che caspita ne so io!

Iena: É il giudice del caso Gregoretti. Magari lei ha chiuso un occhio perchè è un personaggio importante questo qua?

Ristoratore: No no no, ‘che sono tutti uguali.

Di nuovo l'inviato si rivolge al giudice.

Iena: Almeno qui il pesce è buono?

Giudice: Quello che ho mangiato finora è buono.

Iena: Che ha preso?

Giudice: Del polipo fatto molto bene.

Iena: Più buono questo o quello siciliano?

Giudice: Beh no, quello siciliano è altrettanto buono, qui credo sia un ottimo pesce.

Iena: Primo?

Giudice: No no, niente primo, sono proprio tre piattini così, molti freddi e solo per stare mezz'oretta con mia figlia, basta.

Iena: La lasciamo a sua figlia.

Giudice: No no, niente, guardi, c'è un goccino di vino e tre piatti freddi, insomma.

Il proprietario del ristorante si lascia andare a uno sfogo

Ristoratore: Allora? Mi avete massacrato? Che poi mi faranno pure la multa sicuro sono 4mila euro capito? Per 200 euro.

Il menù consumato al tavolo, secondo il ristoratore, sarebbe ben più ricco.

Ristoratore: Ha mangiato una spigola al sale, un po' di polpo e un po' di crudi.

Iena: Tipo crudi, quali?Ristoratore: Gamberi gobetti, palamide, poi ha mangiato i gamberi rossi e gli scampi.

Iena: Ammazza che super piatto! La figlia che ha mangiato invece?

Ristoratore: Tutti e tre hanno mangiato così e poi lo spaghettino alle telline l'ha mangiato solo la figlia.

Iena: Che vino ha preso il giudice?

Ristoratore: Uno champagneIena: E quanto è stato il conto finale?

Ristoratore: 200 euro.

Il ristoratore spiega anche quale occasione speciale starebbero festeggiando i tre commensali.

Ristoratore: Lo sai come mi hanno prenotato? Come promessa di matrimonio! La figlia si sta sposando penso, che ne so io, tre persone, le ho messe dentro… hai capito? E il padre è uscito dal palazzo Chigi e ha detto «va beh vengo pure io» per conoscere la promessa di matrimonio, per fare queste cose. Stiamo in difficoltà capito? Poi voi l'avete seguito da palazzo Chigi.

Iena: Ehbeh si.

Ristoratore: Va beh, ora ve ne andate? Perché questo sta… se no se non ve ne andate…

Filippo Roma cerca di capire se il giudice Sarpietro sia o meno pentito di questo pranzo clandestino.

Iena: Mentre tutti gli italiani a pranzo in zona arancione e rossa non possono andare nei ristoranti invece il giudice si fa i piattini e i brindisi con il vino.

Giudice: E va bene, sarò distrutto dall'opinione pubblica, cosa vuole che le dica, che è così, è andata così, basta.

Iena: Ci promette che d'ora in poi si atterrà ai regolamenti?

Giudice: Guardi io le prometto di continuare ad essere quel giudice serio che sono sempre stato, tutto qua.

Iena: Le auguriamo buon proseguimento e buon appetito!

Giudice: Anche a lei, buona giornata.

Iena: Arrivederci.

Giudice: Arrivederci.

E infine Filippo Roma raccoglie lo sfogo del ristoratore.

Ristoratore: Io ho sbagliato però guardi noi abbiamo dallo spazzino al Presidente della Repubblica dove gli mandiamo il pesce. Per me sono tutti uguali, l'importante è che si va avanti, non si fanno più i soldi di prima. Sono tre persone e io per 200euro ho rischiato, rischio, perché adesso, 200 euro, sono soldi veri per pagare i miei dipendenti.

Iena: In bocca al lupo per tutto. Arrivederci.

Ristoratore: Arrivederci.

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