fase 3

Ristoranti, perdite del 40% dopo la riapertura. Va meglio in Europa

Dati Fipe: a pesare sui fatturati l’assenza di turisti e la riduzione dei coperti. Secondo la piattaforma Quandoo, la situazione è migliore anche grazie agli aiuti governativi

di Gianni Rusconi

A 2 mesi da riapertura per ristoranti e bar fatturati ancora -40%

4' di lettura

Non inganni la possibilità di sedersi tranquillamente a mangiare senza mascherina (che va indossata quando ci si alza dalla sedia) nel locale preferito o al mare o il fatto di poter scegliere la portata dal classico menù cartaceo (anche se sono ancora pochi i locali che hanno adottato una soluzione digitale,come il QR Code da leggere con lo smartphone). A due mesi dalla riapertura ristoranti, bar e pizzerie soffrono ancora pesantemente per l'assenza dei turisti stranieri (americani in testa) soprattutto nelle città d'arte, per la riduzione dei coperti all'interno e la mancanza di spazio all’aperto e per la mancanza dei lavoratori in smart working che non consumano più durante la pausa pranzo.

Nonostante i fatturati siano in leggero recupero, secondo l’analisi del Centro Studi di Fipe, si registrano perdite ancora del 40%, con la sostenibilità economica delle aziende e lo stato di fiducia degli imprenditori che non vedono a breve un ritorno alla normalità.

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Ad essere soddisfatti di aver riaperto poco più di 6 imprenditori su 10, circa il 61%, mentre sale la percentuale di chi ritiene che non riuscirà a tornare ai livelli di attività pre-covid (68%). Diminuisce anche di 4 punti rispetto a giugno la percentuale di chi valuta positivamente l'andamento dell'attività dopo la riapertura: si passa dal 22,2% al 18%.

L’indagine della Confcommercio di Bergamo

Secondo un’indagine condotta a metà giugno da Ascom Confcommercio Bergamo fra ristoranti e bar di città e provincia, una delle aree italiane più colpite in assoluto dalla pandemia, solo un esercizio su due (il 52,2% per la precisione) ha riaperto subito il 18 maggio, il 23% lo ha fatto verso la fine del mese e il 18,6% entro la metà di giugno. Il 6,2% delle attività, invece, non ha ancora riaperto e la causa (di natura economica) è facilmente immaginabile.

Solo per il 31% dei ristoranti la riduzione dei coperti è infatti sostenibile grazie alla disponibilità di ampi spazi del proprio locale mentre anche i servizi di asporto non hanno portato agli operatori di Bergamo e provincia gli effetti sperati: la maggior parte degli esercizi (il 43% del totale) che già offriva il delivery a domicilio non ha registrato un aumento e se durante il lockdown i ristoranti che hanno puntato su questa soluzione sono saliti al 59% del totale, una volta terminato il blocco più di uno su quattro (il 27%) ha sospeso il servizio.

L’analisi di Quandoo: va meglio in Austria e Germania

Un altro indicatore per misurare lo stato di salute del settore dell'hospitality emerge dall’analisi del traffico registrato sulla piattaforma Quandoo (oltre 18mila ristoranti nel mondo e 5mila in Italia) che denota diverse dinamiche nella ripresa della ristorazione fuori casa.

Se da metà maggio in avanti gli utenti hanno lentamente ripreso le proprie abitudini legate al “dining out”, ci sono differenze sostanziali da Paese a Paese. In Italia, la riapertura post lockdown (fissata al 18 maggio) è stata lenta e i primi segnali di ripresa si sono visti a giugno; le prenotazioni per il weekend hanno comunque registrato una flessione evidente rispetto allo stesso periodo del 2019 (il dato medio è del 56%)nonostante la tendenza positiva rilevata dal 13 giugno in avanti nel consuntivo settimanale quanto a tavoli riservati.

A ritmi più veloci, invece, hanno viaggiato i ristoranti in Germania e Austria, i primi a riaprire le saracinesche il 15 maggio e per cui l'aumento delle prenotazioni nei weekend di giugno è stato in media del 43% e del 66% rispetto allo stesso periodo del 2019. Segno che le regole per la riapertura e le restrizioni in questi Paesi hanno avuto un impatto minore rispetto all'Italia. Merito, probabilmente, di misure ad hoc come l'abbassamento dell'Iva decisa dal governo tedesco o i voucher messi a disposizione di famiglie e consumatori dai governi di Vienna e di Londra(nel Regno Unito la riapertura è scatta sabato 4 luglio) per incentivare il ritorno nei locali

Cosa succede, infine, fuori dai confini europei? Guardando all'Australia, dopo un inizio negativo (calo del 27% nei primi tre fine settimana di giugno), le prenotazioni hanno mantenuto una crescita costante, raggiungendo i numeri del 2019. Singapore, da parte propria, ha segnato un incremento dell'11% rispetto all'anno precedente solo negli ultimi due fine settimana di giugno, dopo che il primo weekend post riapertura si è chiuso con un bilancio negativo del 42%.

L'inversione di tendenza, su scala globale, è quindi netta e anche l'Italia, con un passo più lento, potrebbe allinearsi. E se sicurezza e rispetto delle disposizioni anti contagio rimangono un must, per i ristoranti della Penisola la possibilità di aumentare la propria visibilità online è oggi più conveniente: per i nuovi esercizi partner, infatti, l'ingresso sulla piattaforma Quandoo è oggi gratuito per i primi tre mesi (si pagano le fee a partire dal quarto mese) e a breve gli utenti potranno anche prenotare in modalità completamente digitale il proprio pasto take away dal locale preferito.

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