Dati Fipe-Istat

Ristoranti, in primavera fatturato in ripresa ma ancora -34% sul 2019

Fipe-Confcommercio: strada per la ripresa ancora lunga, basta penalizzazioni e chiusure. I ristoranti virtuali di Deliveroo crescono intanto del 124% e arrivano a quota mille

di E Sg.

(Minerva Studio - stock.adobe.com)

2' di lettura

In attesa di conoscere i dati relativi al periodo estivo, il fatturato dei ristoranti nella primavera scorsa dà segni di graduale ripresa, ma rimane ancora lontano dai livelli del 2019, anche se mette a segno un rimbalzo significativo rispetto al periodo del lockdown 2020.

A fare i conti è Ufficio Studi di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei pubblici esercizi, secondo cui da marzo a giugno di quest’anno il giro d’affari della ristorazione è cresciuto del 64% rispetto al trimestre precedente e dell'82,7% rispetto allo stesso periodo del 2020.
Un risultato che si traduce in un incremento di 6 miliardi di euro, che tuttavia non è certo sufficiente a recuperare le pesanti perdite subite durante il lockdown: rielaborando i dati Istat, Fipe evidenzia infatti che «il fatturato di bar e ristoranti registrati la primavera scorsa resta inferiore del 34,4% a quello conseguito nel 2019».

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«Il rimbalzo registrato nel 2021 rispetto al 2020 – continua una nota – è certamente viziato dai 48 giorni di chiusura forzata che sono stati imposti alle imprese del settore durante il secondo trimestre 2020. Ma questo rimbalzo avrebbe potuto essere più significativo se, durante la primavera scorsa, bar e ristoranti non avessero dovuto fare i conti con gli effetti negativi determinati dai cambi di colore delle Regioni e le conseguenti misure restrittive. I dati dimostrano che la strada da recuperare è ancora lunga e dunque bisogna auspicare che la stagione di misure che penalizzano le imprese sia alle spalle».

Intanto prosegue la crescita delle soluzioni innovative e alternative seguite dai ristoratori. Con la crescita del delivery, infatti, cresce anche il numero di “insegne virtuali” che permette agli operatori di creare linee specifiche e “locali immaginari” dove poter ordinare i pasti da portare a casa.
I virtual brand di Deliveroo, ad esempio, sono arrivati a essere più di mille, «il 124% in più rispetto allo scorso anno», comunicano dall nota società di consegne a domicilio.
Ma cosa sono i virtual brand? «Con virtual brand – spiega Matteo Sarzana, general manager di Deliveroo Italia – i nostri ristoratori partner hanno la possibilità di affiancare alla loro offerta, fisica e tradizionale, un ristorante virtuale, presente e disponibile solo sulla piattaforma. In questo modo, sempre utilizzando la cucina del ristorante fisico, il partner ha la possibilità di proporre, attraverso un nuovo brand, nuovi tipi di cucina, nuovi piatti, quindi una nuova offerta pensata esclusivamente per l'online e tagliata “su misura” della domanda presente in una specifica area geografica. Attraverso il nostro supporto consulenziale, infatti, aiutiamo il ristoratore a definire un posizionamento commerciale estremamente puntuale capace di intercettare una nuova domanda e target diversi e, dunque, aumentare il giro d'affari».

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