ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDopo lo scontro fra ministeri

Ristoranti: in zona bianca nessun limite all’aperto, sei al chiuso

L’accordo dopo il braccio di ferro fra ministero della Salute e dicastero degli Affari regionali

di Nicoletta Cottone

Aggiornato il 3 giugno 2021 alle ore 15.50

Prove di Italia bianca: riaprono i ristoranti al chiuso, torna il caffe' al bar

2' di lettura

In zona bianca via il limite ai tavoli all’aperto, massimo sei commensali non conviventi al chiuso. Il governo ha accettato la proposta della Conferenza delle regioni e delle province autonome di far cadere i limiti all’aperto per le attività di ristorazione e di estendere - in via temporanea e per farlo decadere dopo due settimane - il tetto massimo al chiuso da 4 a 6 persone per tavolo. L’accordo sarà ufficializzato con una ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza. In mattinata si era riunito il tavolo tecnico fra ministero, regioni e Comitato tecnico scientifico per fare il punto su cosa si può fare e cosa no nelle zone bianche o gialle. Poi il confronto nel pomeriggio. al termine della Conferenza delle Regioni.

Nessuna limitazione per due nuclei familiari

Nessuna limitazione per due nuclei familiari che decidono di mangiare insieme al ristorante. Una regola che vuole agevolare le famiglie, evitando di farle stare in tavoli separati.

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Fedriga rilancia: «Abolire il limite dei posti a tavola all’aperto anche in zona gialla»

Dopo l’accordo per le zone bianche il presidente della conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, rilancia e chiede di valutare l’abolizione di limiti all’aperto anche per le zone gialle. E si sarebbe impegnato a coinvolgere il tavolo tecnico nazionale.

Come è nato lo scontro sui commensali al tavolo

Lo scontro è nato nella giornata di ripartenza, con i ristoranti finalmente aperti anche al chiuso e con la possibilità di riassaporare un caffè al bancone del bar. Invece per ristoranti e bar il 1° giugno è stata la giornata della confusione sul numero dei commensali al tavolo. Da una parte la tesi del ministero della Salute - quattro a tavolo in zona bianca o gialla se non conviventi - , dall’altra l’invito del ministero degli Affari regionali: quattro a tavola solo in zona gialla. E ristoranti e bar al centro della confusione creata da dichiarazioni stampa che possono costare multe salate di gestori.

La discussione fra ministeri

Nella posizione del dicastero di Speranza, il consumo al tavolo era consentito per un massimo di 4 persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Limite che restava anche in zona bianca. Di parere opposto era il ministero degli Affari regionali: «È in corso un approfondimento per risolvere e superare l’interpretazione sul limite massimo di 4 persone ai tavoli nei ristoranti». Il limite massimo di 4 persone, salvo che si tratti di conviventi, secondo l’interpretazione dell’ufficio legislativo del ministero per gli Affari regionali, si dovrebbe applicare «solo in zona gialla, mentre per la zona bianca dovrebbe intendersi superato», trapela dal ministero degli Affari regionali.

Si parla anche di discoteche

Altro punto che accende gli animi sono le discoteche, che possono riaprire, ma senza ballo. «Tra i temi rimasti da affrontare c’è quello delle discoteche: non possiamo permetterci di approcciare il problema come lo scorso anno. Dobbiamo essere coerenti e seri, le discoteche vanno riaperte per poter andare a ballare e socializzare. Se si aprono le discoteche, non bisogna tener conto di restrizioni sul distanziamento, il criterio dovrà essere quello di monitorare e tracciare chi entra. Sull’obbligatorietà delle mascherine bisogna invece ragionarci, ma mi sembra al momento prematuro toglierle. Il Cts sta comunque esaminando un protocollo», ha detto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa parlando delle zone bianche. Riaccendo le speranze delle discoteche chiuse al ballo da mesi.

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