Rapporto Fipe-Confcommercio

Ristorazione, con la pandemia persi 514mila posti e -31 miliardi di spesa nei bar

Il Rapporto annuale sulla ristorazione in Italia per il 2020 appare come “un bollettino di guerra” per uno dei settori più attivi dell'economia italiana

di Giovanni Uggeri

2' di lettura

In 14 mesi sono stati bruciati 514mila posti di lavoro, il doppio di quelli creati tra il 2013 e il 2019, e per oltre 6 ristoratori su 10 il calo di fatturato ha superato il 50% del volume d'affari dell'anno precedente. Il Rapporto annuale sulla ristorazione in Italia per il 2020 di Fipe-Confcommercio appare come “un bollettino di guerra” di un settore a “pezzi”, in cui Il 97,5% delle imprese ha perso fatturato nel 2020. Cambiano i consumi degli italiani: si mangia di più in casa. Mentre cresce di 6 miliardi di euro la spesa alimentare tra le mura domestiche, crolla di 31 miliardi di euro quella in bar e ristoranti.

In sintesi:

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·Crolla l'occupazione in Italia a seguito della pandemia: penalizzati soprattutto “alloggio e ristorazione” che hanno perso 514mila posti di lavoro (unità di lavoro). Tra il 2013 al 2019 ne avevano creati 245mila.

·Cambiano i consumi degli italiani: si mangia di più in casa, obbligatoriamente, ma la bilancia è in deficit. Cresce di 6 miliardi di euro la spesa alimentare tra le mura domestiche, ma crolla di 31 miliardi di euro quella in bar e ristoranti.

·Il 97,5% delle imprese ha registrato nel 2020 un calo di fatturato. Per oltre 6 ristoratori su 10 la riduzione ha superato il 50% del volume d'affari dell'anno precedente.

·Duro il giudizio sui ristori: secondo una ricerca condotta Fipe-Format Research, per l'89,2% degli imprenditori, i sostegni sono stati inutili o poco efficaci.

·Sfiducia ai massimi storici per il mondo dei Pubblici esercizi. Nel 2010 le nuove imprese avviate erano oltre 18 mila, nel 2020 sono state solo 9.190. Nel primo trimestre 2021 crolla l'indice di fiducia sul futuro per gli imprenditori della ristorazione rispetto allo stesso periodo del 2020: -68,3%.

·Oggi l'84,3% degli imprenditori scommette su una ripresa del settore, subordinata però alla fine dell'emergenza. Secondo gli intervistati da Fipe-Confcommercio, il 2021 sarà ancora un anno di fatturati in calo, mediamente del 20%. Il 66% dei responsabili di grandi aziende della filiera (industria, distribuzione e ristorazione) prevede una ripresa non prima del 2022-2023, mentre il 27% pensa che solo nel 2024 ci sarà una vera inversione del trend.

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·La filiera prova a guardare al futuro: il rilancio del settore, secondo gli esperti, passerà da un potenziamento dei servizi digitali, food delivery in testa, e da una maggior attenzione su qualità dei prodotti, originalità nell'offerta, marketing e sostenibilità.

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