LE RESTRIZIONI ANTI COVID

Ristori uno, Ristori due e Manovra: la «matrioska» dei provvedimenti anti crisi

Gli indennizzi previsti dal Ristori bis si sviluppano sulla base di un meccanismo delineato dal Ristori uno. Che a sua volta fa riferimento agli aiuti introdotti dal decreto Rilancio

di Andrea Carli

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Gli indennizzi previsti dal Ristori bis si sviluppano sulla base di un meccanismo delineato dal Ristori uno. Che a sua volta fa riferimento agli aiuti introdotti dal decreto Rilancio


3' di lettura

Un’immagine che rende l’idea dei provvedimenti di natura economica messi in campo dall’esecutivo negli ultimi giorni per sostenere le attività travolte dalle misure restrittive adottate allo scopo di contenere i contagi Coronavirus è quella di una matrioska russa. Gli indennizzi previsti dal Ristori bis, il decreto legge da 2,8 miliardi in termini di saldo netto approvato dal Consiglio dei ministri nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 novembre, bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato e pertanto in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, si sviluppano sulla base di un meccanismo delineato dal Ristori uno (decreto legge 137 del 2020) , il provvedimento che lo ha preceduto e che allo stato attuale è all’esame del Senato. Un decreto legge che a sua volta fa riferimento agli aiuti introdotti dal decreto Rilancio (Dl 34 del 2020, convertito con modifiche dalla legge 77 del 17 luglio).

La matrioska esterna, il provvedimento che per ultimo ha ottenuto il via libera dell’esecutivo, ha al suo interno il Ristori prima versione, il quale contiene dentro di sè rimandi al decreto Rilancio (che è a sua volta anche all’interno del Ristori bis).

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Verso l’ultima scatola: la manovra

Insomma, una scatola nella scatola, proprio come una di quelle bambole tipiche della tradizione russa. Considerato poi che la manovra da 40 miliardi (24,7 in deficit) è in forte ritardo sulla tradizionale tabella di marcia anche perché occorre garantire un raccordo con e disposizioni contenute nei due decreti Ristori, non è escluso un ulteriore contenitore. La vice ministro dell'Economia Laura Castelli ha chiarito che gli indennizzi decisi dal governo nei due decreti non «toccano la manovra (il disegno di legge di Bilancio è atteso in settimana alla Camera), abbiamo un fondo di 4 miliardi per il Covid» già deciso. Non solo: il Ristori bis stanzia un fondo di 340 milioni nel 2020 e 70 milioni nel 2021 per aiutare ulteriori attività se ci saranno nuove zone arancioni o rosse.

Ristori tramite accredito su c/c da parte dell’agenzia delle Entrate

Nel complesso, l’ultimo provvedimento messo in campo dall’esecutivo amplia la platea delle attività che con il primo decreto Ristori si erano viste riconoscere i contributi a fondo perduto, e lo fa a seguito dell’ulteriore stretta imposta dal Dpcm del 3 novembre, che ha suddiviso il territorio in tre fasce di rischio (gialla, arancione e rossa). Il contributo a fondo perduto sarà erogato seguendo la stessa procedura “automatica” già utilizzata dall'Agenzia delle entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto “Rilancio” e per quelli introdotti con il precedente decreto Ristori (accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario).

57 nuove categorie accedono ai contributi a fondo perduto

Contributo raddoppiato rispetto al provvedimento di luglio (decreto Rilancio) per 57 nuove categorie di attività che dovranno chiudere perché operano nelle “zone rosse”. Chi non è entrato nel decreto Rilancio, in quanto con un volume d’affari sopra i 5 milioni annui, deve invece presentare domanda attraverso il modello che sarà reso disponibile dall’agenzia delle Entrate (si veda anche Il Sole 24 Ore del 7 novembre). Il ristoro passa dal 150% al 200% di quanto previsto dal decreto Rilancio per bar, pasticcerie e gelaterie che si trovino in zone rosse o arancioni. La nuova lista di codici Ateco allegata al provvedimento include i negozi (dall'abbigliamento agli elettrodomestici fino ai sexy shop), gli ambulanti (visto che anche i mercati sono chiusi), gli estetisti e gli altri servizi alla persona, compresi chi fa piercing e tatuaggi. Nella lista anche i servizi per gli animali (canili, dogsitter, toelettatura) e le agenzie matrimoniali.

La logica degli indennizzi in percentuale rispetto al Ristori uno

Sempre in base al Ristori bis, altre 19 categorie- stando alla tabella dei codici Ateco aggiornata, allegata al provvedimento - sono ammesse ai contributi a fondo perduto tra il 100% e il 200% di quelli previsti dal Ristori 1. Compaiono molte delle categorie che avevano lamentato l'esclusione in questi giorni: avranno contributi al 100% i bus turistici e anche i trasporti lagunari, i fotoreporter, chi fa corsi di danza, le lavanderie industriali, i negozi di bomboniere i traduttori e anche i produttori di fuochi d'artificio. Al 200% arriveranno invece guide alpine, musei, biblioteche, monumenti e anche orti botanici e zoo. Incluse anche la ristorazione senza somministrazione, come rosticcerie e pizzerie al taglio, e gli internet point, che avranno un ristoro al 50% di quanto già avuto in estate.

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