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Ristoro, bonus straordinario o voucher: la pandemia trasforma gli “incoraggiamenti” monetari

Mentre sono in arrivo tredicesime più leggere, secondo i dati della Uil, le aziende ampliano gli strumenti e trovano soluzioni per ridurre gli effetti del Covid sui premi e sul lavoro: da Fincantieri che ha raggiunto un accordo sindacale per neutralizzare l’effetto della riduzione di ore lavorate sul premio, a De’ Longhi e Banca Passadore

di Cristina Casadei

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(AdobeStock)

Mentre sono in arrivo tredicesime più leggere, secondo i dati della Uil, le aziende ampliano gli strumenti e trovano soluzioni per ridurre gli effetti del Covid sui premi e sul lavoro: da Fincantieri che ha raggiunto un accordo sindacale per neutralizzare l’effetto della riduzione di ore lavorate sul premio, a De’ Longhi e Banca Passadore


4' di lettura

Se oggi possiamo solo prevedere un forte ridimensionamento dei premi del 2021 per effetto della riduzione delle ore lavorate e del ricorso record agli ammortizzatori, in chiusura d’anno ci sono però anche storie che offrono spunti di riflessione e una prospettiva diversa. E fanno comprendere innanzitutto che il capitale umano conserva la sua centralità e le relazioni sindacali possono trovare soluzioni per ridurre, se non neutralizzare, l’impatto in busta paga di una crisi come quella che stiamo vivendo e di cui vedremo gli effetti più forti sui redditi nel 2021. Fincantieri, De Longhi, Banca Passadore hanno storie quanto più possibile lontane per dimensioni e settore, ma nei giorni scorsi si sono ritrovate a dare, seppure in forme molto diverse, un incoraggiamento monetario ai loro lavoratori.

Il ricorso alla cassa Covid-19, a ferie e permessi ha comportato una perdita media di 205,9 ore per ogni addetto di Fincantieri, con relativo impatto sul premio. Due le vie: prendere atto degli effetti oppure provare a neutralizzarli. L’azienda insieme a Fiom, Fim e Uilm ha scelto la seconda strada e ha raggiunto un accordo che prevede la proroga del contratto integrativo per il 2021 ai fini della detassazione al 10% della quota di salario aziendale, la neutralizzazione dell’effetto della ricaduta delle ore non lavorate sul premio di Efficienza e di Partecipazione 2020, escludendo le ore non lavorate per ferie, permessi retribuiti e ammortizzatori nel periodo dal 16 marzo 2020 al 31 maggio 2020. Questa previsione comporterà un ristoro economico pro-capite sulla base delle ore di lavoro perse compreso fra 89,92 euro (80 ore perse) e 553,20 euro (424 ore perse). Il ristoro arriverà nel febbraio del 2021 ela scadenza del welfare nazionale e aziendale non fruito sarà posticipata alla fine del 2021.

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Entro la fine di quest’anno arriverà un bonus straordinario per gli oltre 10.500 collaboratori del gruppo De’ Longhi nel mondo. La proposta è arrivata dallo stesso presidente, Giuseppe de’ Longhi e il costo dell’operazione è di circa 11 milioni di euro. L’amministratore delegato Massimo Garavaglia spiega che «le ottime performance raggiunte dal gruppo sono merito dei dipendenti che, nonostante questo periodo particolarmente difficile, hanno raggiunto con impegno e dedizione obiettivi importanti. In un contesto macro-economico caratterizzato da sfide senza precedenti, l’azienda è profondamente grata al grande sforzo e passione dimostrati dalle nostre persone. È infatti grazie al contributo di ciascuno che il Gruppo De’ Longhi ha continuato a offrire prodotti capaci di incontrare le esigenze dei consumatori».

La situazione operativa non facile c’è stata nei cantieri, nelle fabbriche, ma anche, in maniera diversa, nei servizi. Banca Passadore spiega che «a causa della pandemia la Banca, come tutto il settore, ha dovuto affrontare nel 2020 una situazione operativa non facile, del tutto imprevista, con l’adozione di misure organizzative che hanno richiesto uno sforzo ed un impegno non comune, incidendo in misura rilevante sull’attività lavorativa dei propri dipendenti, oltre che sulla vita sociale delle singole famiglie». Con il contributo di tutte le sue persone però la banca ha continuato ad operare in sicurezza, rimanendo al servizio dei clienti e anche per questo ha deciso di corrispondere a ciascuno dei dipendenti una gratifica straordinaria nella forma di “voucher” di spesa, per un valore netto di 500 euro. Con una particolarità. Data la crisi in corso dei negozi e dei locali nei più disparati settori merceologici i voucher saranno utilizzabili solo negli esercizi fisici delle 18 città in cui la banca è presente e che sono stati danneggiati dagli effetti della pandemia.

Un segnale da non sottovalutare è anche quello che arriva dalle tredicesime che quest’anno saranno più leggere per almeno 6,7 milioni di dipendenti del settore privato per via dell’effetto della cassa integrazione: su uno stipendio lordo di 21.700 euro, la perdita minima parte da 139 euro per un lavoratore che è stato un mese in cig a zero ore. A dirlo è un’analisi condotta dal Servizio lavoro, coesione e territorio della Uil, che ha simulato gli importi delle tredicesime, su uno stipendio medio del settore privato, dei dipendenti che nel corso del 2020 hanno usufruito della cassa integrazione. Come spiega la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese, quando si è posti in cassa integrazione a zero ore non vi è solo la riduzione dello stipendio, ma non si maturano neanche i ratei della tredicesima e quattordicesima mensilità. Così, considerando uno stipendio lordo di 21.700 euro, «mediamente, stando in cig, la mancata maturazione del rateo della tredicesima ammonta a 139 euro medi pro capite (l’8,3% ), su un importo lordo della tredicesima piena pari a 1.670 euro - calcola Veronese -. Se si analizza un dipendente con due mesi di cassa integrazione a zero ore, ad esempio, la perdita della tredicesima ammonta a 278 euro medi (il 16,6%). Un dipendente con quattro mesi di cig a zero ore sulla propria tredicesima si vedrà decurtati 556 euro medi (il 33,3%); mentre con sei mesi di integrazione salariale a zero ore la decurtazione ammonta a 834 euro medi (il 49,9% del totale). Infine, se un dipendente è stato posto in cassa integrazione da aprile a dicembre, la decurtazione della sua tredicesima ammonterà a 1.503 euro medi (il 90% del totale)».

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