il decreto fiscale tutela la destinazione

Ristrutturazione scuole, blindato l’otto per mille allo Stato

L’edilizia scolastica è entrata cinque anni fa tra le finalità per le quali può essere spesa la quota dell’otto per mille dell’Irpef assegnata dai contribuenti allo Stato

di Valentina Melis


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2' di lettura

I fondi dell’otto per mille a gestione statale hanno portato in dote all’edilizia scolastica, dal 2014, 20 milioni di euro. Gli ultimi 13 milioni stanno per essere ripartiti agli enti locali con un decreto del ministero dell’Istruzione. L’edilizia scolastica è entrata cinque anni fa tra le finalità per le quali può essere spesa la quota dell’otto per mille dell’Irpef assegnata dai contribuenti allo Stato. Il decreto fiscale collegato alla manovra 2020 ha introdotto una serie di disposizioni per rafforzare questa possibilità e “blindare” la destinazione dei fondi.

Le destinazioni dell’otto per mille allo Stato
Dalla prossima dichiarazione dei redditi (relativa al 2019), chi deciderà di destinare l’otto per mille allo Stato, anziché a una confessione religiosa, non firmerà genericamente nella casella «Stato» ma potrà scegliere una finalità specifica per la quale usare i fondi, tra: fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione dei beni culturali, ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici pubblici.

Gli obiettivi della riforma
L’obiettivo è probabilmente anche quello di rimpolpare i fondi dell’otto per mille allo Stato, dopo le pesanti decurtazioni subite dal fondo negli anni scorsi (che continuano a operare in forza di leggi precedenti). La maggior parte di questa quota dell’Irpef, dal 2004 in poi, è stata impiegata infatti per esigenze di bilancio diverse dalle finalità sociali previste dalla legge 222/1985. Nel 2017, ad esempio, la quota dell’otto per mille statale determinata in base alle dichiarazioni dei redditi è stata di 181 milioni, ma alle cinque finalità previste per legge ne sono stati destinati appena 30.

Opzioni a favore dello Stato in lieve aumento
Dal prossimo anno, dunque, i contribuenti potranno premiare direttamente una tipologia di intervento. L’effetto di questa scelta dovrebbe manifestarsi sull’assegnazione delle risorse a partire dal 2022: l’otto per mille dell’Irpef è infatti liquidato ai beneficiari in base alle dichiarazioni dei redditi relative al terzo periodo d’imposta precedente. Le opzioni a favore dello Stato sono lievemente aumentate negli ultimi anni, passando dal 14,6% delle scelte espresse nelle dichiarazioni del 2016 al 15,6% delle scelte nelle dichiarazioni del 2018.

Il Dl fiscale collegato alla manovra ha previsto ora con chiarezza che i fondi dell’otto per mille destinati all’edilizia scolastica con le dichiarazioni dei redditi relative agli anni dal 2019 al 2028 non potranno essere usati per altri scopi.

ALLE FINALITÀ ORIGINARIE IL 16% DELLE RISORSE

(Fonte: Dossier parlamentare sulla Ripartizione della quota dell'otto per mille dell'Irpef devoluta alla diretta gestione statale per il 2017)

ALLE FINALITÀ ORIGINARIE IL 16% DELLE RISORSE

Distribuzione più equa dei fondi per le scuole nel territorio
Un’altra novità del Dl fiscale punta a garantire una distribuzione più equa dei fondi per le scuole nel territorio: dovranno essere suddivisi in tre parti uguali, da attribuire alle Regioni del Nord, del Centro e Isole e del Sud. Infine, è stata modificata una disposizione della legge 107/2015 sulla “buona scuola”, per la quale le risorse dell’otto per mille dell’Irpef destinate all’edilizia scolastica devono finanziare interventi diventati necessari per eventi eccezionali e imprevedibili. Ora il Dl fiscale aggiunge l’avverbio «prioritariamente» davanti a questi interventi, per precisare che non saranno gli unici a essere finanziati.

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