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Ristrutturazioni, trasformare una casa in pietra in uno spazio «industrial style»

di Emanuela Furone


3' di lettura

Combinare diversi stili in modo equilibrato è gradevole è una delle cose più difficili quando si ristruttura casa, soprattutto quando si ha necessità di realizzare un ambiente moderno in una struttura più tradizionale, come uno delle tante ville o casali in pietra che si trovano di frequente nella campagna italiana.
Ne è un esempio un immobile fiorentino del 14esimo secolo di proprietà di un giovane che ha voluto realizzarci un’abitazione confortevole e dallo stile contemporaneo in cui trasferirsi. Per la parte della progettazione si è rivolto a GoPillar, il marketplace online dedicato alla progettazione architettonica e all’interior design, attraverso il quale ha potuto scegliere tra tante proposte di architetti di tutto il mondo il progetto migliore per le proprie esigenze da realizzare.

Il progetto risultato vincente è quello di Luca De Simone che ha cercato di preservare il più possibile la struttura esistente per valorizzare gli elementi architettonici di pregio e minimizzare i costi degli interventi di ristrutturazione. È stata prevista la realizzazione di un open space con cucina incassata che può essere celata all’occorrenza con ante a filo muro senza maniglie. L’ambiente risulta moderno e dotato di tutti i comfort, le nicchie esistenti sono state usate per installare accessori come l’impianto stereo e il proiettore home cinema, o la cantinetta refrigerata per i vini. Frequenti sono gli elementi stile industrial ben inseriti e mescolati con la struttura preesistente, come la cappa di metallo nero incastonata in una porzione di muratura in pietra lasciato a vista.

Il secondo posto se l’è aggiudicato l’architetto Annie Yakimova che ha rivestito l’intero open space del piano inferiore con intonaco bianco e strutture in metallo nero, che hanno la doppia funzione di elemento di decoro stile industriale e di elemento portante per l’ampliamento del soppalco sovrastante, lasciando scoperta l’intera parete in pietra dietro alla cucina come richiamo alla storia e all’architettura originale della struttura. La scelta del bianco delle pareti è funzionale, oltre che a creare un ambiente moderno e cittadino, anche a amplificare al massimo la luce naturale che passa dalle poche finestre esistenti. Anche il piano superiore è stato pensato come unico grande ambiente che racchiude più funzioni, la zona letto, la zona studio, la zona relax, divise tra di loro da una parete bassa di cartongesso che funge anche da testata del letto.

Interessante è anche la proposta del designer Paola Mori che propone di recuperare un po’ di spazio per gli ambienti abitabili cambiando la scala interna in pietra con una scala a chiocciola a struttura autoportante che ingombra la minima quantità di spazio possibile. Questo permette di avere più spazio nella zona living da dedicare soprattutto a mobili e armadi dedicati allo storage di oggetti, ma soprattutto di creare al piano di sopra una zona notte molto più spaziosa e vivibile. Qui lo spazio è organizzato come la suite di un albergo, non completamente aperto grazie alla creazione di una piccola cabina armadio centrale in cartongesso. La maggiore privacy data dalla suddivisione-schermo permette anche di trasformare all'occorrenza la zona studio in una camera degli ospiti abbastanza riservata, grazie al posizionamento di un divano letto. Qui è maggiormente visibile la presenza dell'architettura del ‘300 grazie alla conservazione integrale delle voltine in mattoni con travi di legno a supporto tipiche di questa regione.

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