Interventi

Risultati migliori con leadership condivisa

di Guido Bressani e Corrado Passera


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3' di lettura

Il mondo in cui i leader devono navigare oggi è caratterizzato da cambiamenti e complessità senza precedenti. I capi azienda devono fare i conti con il progresso tecnologico, la globalizzazione, i cambiamenti demografici, l’evoluzione dei modelli di business, le differenti aspettative dei clienti e l’aumento della concorrenza.

Questa è la nuova normalità. Il mutevole contesto in cui operano le organizzazioni sta ridefinendo fondamentalmente il ruolo della leadership e il modo in cui le imprese saranno gestite in futuro. Sono necessari nuovi modelli o approcci alla leadership.

La nostra esperienza di collaborazione con leader che operano in vari settori, evidenzia che alcune delle leve organizzative meno dirette e più informali hanno un impatto fuori misura su prestazioni e cambiamenti.

Riconoscendo i limiti delle strutture e degli stili di gestione tradizionali per rispondere a queste sfide, alcuni ceo stanno adottando modelli di leadership che distribuiscono le responsabilità aziendali a un gruppo sempre più ampio di dirigenti. Ciò che abbiamo visto emergere è un movimento verso modelli di gestione della “leadership condivisa”, dove le rappresentazioni di rete sostituiranno gli organigrammi a piramide. Si tratta di modelli organizzativi in cui il ceo è posto al centro di un cerchio anziché in cima a una piramide. La leadership è uno sport di squadra. Gerarchie rigorose e comunicazioni top-down hanno lasciato il posto a organizzazioni più flessibili.

I cambiamenti nella disponibilità e nel flusso di informazioni fanno sì che i capi azienda non abbiano più il controllo completo del know-how dell’azienda, eliminando parte dell’armatura e dell’invincibilità che li circondava in passato.

    Vediamo la leadership condivisa meno come una struttura organizzativa e più come una mentalità e un approccio alla gestione; molti leader d’industria stanno evolvendo i loro stili per abbattere i muri che tradizionalmente li separavano dagli altri dipendenti dell’azienda. Questi nuovi ceo non temono di non conoscere tutte le risposte, di porre domande e di ottenere input dalla squadra per ottenere una risposta ancora migliore. Per queste ragioni molti amministratori delegati stanno adottando uno stile di lavoro più collaborativo e di condivisione. Un approccio di leadership che conferisce al team di gestione un’ampia responsabilità per la direzione dell’azienda attrae talenti e fidelizza le risorse. Le aziende che adottano modelli di leadership condivisa dovranno assicurarsi di disporre di dirigenti con le competenze adeguate, il che richiede un’attenta riflessione sui profili della squadra dirigenziale e sui modi in cui l’azienda recluta e sviluppa le persone per ruoli decisivi.

    Anche quando il processo decisionale e la responsabilità sono distribuiti, il ceo mantiene un ruolo unico nell’organizzazione e responsabilità che non possono essere delegate. Gli amministratori delegati devono avere una visione e un business acumen eccezionali per aiutare i loro team a inquadrare i problemi in modo accurato, vederli dalla giusta prospettiva e alla fine decidere una linea di azione.

    In un ambiente aziendale in costante evoluzione, i leader dovranno abituarsi a un modo più agile di gestire le proprie aziende, basandosi su ciò che loro e il loro team sono in grado di apprendere da un giorno all’altro. Dovranno rafforzare l’imperativo dell’apprendimento e fornire riconoscimento a coloro che si adattano a uno stile di lavoro più collaborativo e orientato all’apprendimento.

    Ci vuole coraggio e visione per guidare la transizione da una cultura gerarchica costruita su autorità, ordine e sicurezza a una che privilegia l’apprendimento e la condivisione. Questo cambiamento fa parte della tendenza globale di allontanarsi da strutture formalizzate per spostarsi verso reti più informali, in cui i team sono incoraggiati a elaborare idee e soluzioni e condividere ciò che apprendono nell’intera organizzazione. Queste sono organizzazioni dove il feedback è uno strumento di continuo miglioramento, fornito a 360 gradi dai colleghi con cui si collabora piuttosto che dal solo responsabile diretto.

    Il risultato di questo nuovo modello di leadership è un’organizzazione dinamica che motiva il team a raggiungere obiettivi chiari e condivisi e premia i top performer per l’eredità che lasciano agli altri e rende allo stesso tempo l’organizzazione attraente per i talenti più ricercati.

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