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Coronavirus, vaccino Pfizer: dalla Lombardia al Lazio ecco l’impatto dei ritardi regione per regione

Il rischio non è solo quello di far slittare la campagna vaccinale di diverse settimane ma anche di creare più di qualche problema nella somministrazione della seconda dose per i richiami, prevista 21 giorni dopo la prima

di Andrea Carli

Ritardi Pfizer rallentano vaccini, stop prime dosi

Il rischio non è solo quello di far slittare la campagna vaccinale di diverse settimane ma anche di creare più di qualche problema nella somministrazione della seconda dose per i richiami, prevista 21 giorni dopo la prima


7' di lettura

La revisione della distribuzione dei vaccini, operazione resasi necessaria dopo l’ennesimo ritardo nelle consegne annunciato da Pfizer, con il passare delle ore assume sempre di più i contorni di un’operazione da promuovere in tempi stretti, rimodulando le consegne in modo che nessuna regione resti senza dosi e possa procedere con i richiami.

Già allo stato attuale in alcune aree la situazione desta non poche preoccupazioni, con il motore della macchina delle vaccinazioni che rischia di perdere giri. Il rischio non è solo quello di far slittare la campagna vaccinale di diverse settimane ma anche di creare più di qualche problema nella somministrazione della seconda dose per i richiami, prevista 21 giorni dopo la prima.

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Nel Lazio, che ha subito una decurtazione del 30% delle dosi previste, «i ritardi Pfizer - ha detto l'assessore Alessio D'Amato - impongono priorità nella somministrazione delle seconde dosi per completare la copertura». Stessi provvedimenti anche in diverse strutture del Paese, come il Careggi di Firenze. In altri centri, tra Rsa e ospedali, va peggio: è tutto bloccato fino ai nuovi arrivi. Al Policlinico San Matteo non sono garantiti i richiami del 25 gennaio e nemmeno le consegne dei vaccini alle cliniche Maugeri, Mondino, Città di Pavia e alle 13 Residenze Socio Assistenziali che dipendono dal Policlinico. La Provincia autonoma di Trento è stata invece tra quelle più penalizzate, registrando un meno 60% di dosi. A Bolzano il taglio è stato del 57%, per il Veneto del 53% e per il Friuli del 54%.

Il colosso farmaceutico avrebbe garantito il recupero del gap entro il 15 febbraio, annunciando già dalla prossima settimana un graduale ritorno alla normalità.Nei prossimi giorni è atteso anche un nuovo lotto di Moderna, con 66mila dosi. Il tutto in attesa che il 29 gennaio l'Ema si esprima sull'autorizzazione in commercio di AstraZeneca, per il quale sono già pronte milioni di dosi da destinare all'Italia.

Arrivate ultime dosi carico settimanale Pfizer

Ieri, 20 gennaio, sono arrivate in Italia le ultime dosi di vaccini del carico settimanale di Pfizer, circa 330mila. Complessivamente questo lotto, come già annunciato, è privo del 29% delle dosi previste da contratto. Anche la prossima settimana, con l'arrivo del nuovo carico, è previsto sul lotto specifico un altro ammanco che - a quanto si apprende - sarà però inferiore al 29%.

Somministrato 79% delle dosi disponibili

Ma a che punto la somministrazione delle prime consegne? Alle 11:04 del 20 gennaio sono 1.226.321 le dosi di vaccino somministrate in Italia, pari al 79,1% delle dosi totali disponibili (1.548.885). Lo si è appreso dal nuovo report del governo secondo il quale, inoltre, le persone che hanno ricevuto anche il richiamo sono in totale 5.864. La regione più virtuosa è la Valle d'Aosta dove è stato somministrato il 93,1% delle dosi disponibili (3.835 su 4.120) seguita dalla provincia autonoma di Bolzano (92,7% - 21.466 su 23.155) e dalle Marche (90,3% - 26.194 su 29.000). Fanalino di coda la Calabria con il 52,3% delle dosi somministrate (20.553 su 39.280). La Lombardia, invece, ha superato le 200 mila persone vaccinate con una percentuale di dosi somministrate pari al 78,7%.

Lombardia, seconda fase a marzo per ritardo Pfizer

Ma la frenata di Pfizer nella distribuzione delle fiale si fa sentire. «Sappiamo che dobbiamo modificare la programmazione rallentando le prime dosi per garantire a tutti il richiamo. I ritardi nelle consegne di Pfizer sposteranno la fine della prima fase dal 28 febbraio all'11 marzo». È quanto ha spiegato il coordinatore della campagna vaccinale in Lombardia Giacomo Lucchini, precisando quindi che slitterà l'inizio della campagna per le vaccinazione anti Covid agli ottantenni e ai cronici. In una nota della Regione si sottolinea che «a causa dei ritardi di Pfizer nelle consegne, questa settimana la Lombardia avrà 20.000 dosi in meno che diventeranno 25.000 la prossima e nessuna certezza su cosa succederà nelle prossime». In alcuni ospedali lombardi, in particolare quelli che aspettavano ieri una consegna da parte di Pfizer, hanno esaurito le scorte. «In un'ottica di sistema - ha precisato Lucchini - abbiamo già riallocato le dosi nelle strutture che ne erano sprovviste in modo tale che tutta la pianificazione dei richiami possa essere rispettata. È evidente che questo andamento discontinuo delle consegne stia creando delle difficoltà. In un piano, dunque, che ha poche certezze bisogna rispettare bene la pianificazione ed avere delle cautele».

A Pavia niente dosi, bloccate le somministrazioni

Un caso emblematico è quello di Pavia. La somministrazione delle dosi è qui bloccata perché mancano le fiale. Martedì 19 gennaio sarebbero dovuti arrivare 1.170 vaccini per il secondo richiamo, e 3.510 per le prime inoculazioni ma non è arrivato nulla. Di conseguenza, secondo quanto riportato dalla Provincia pavese, al Policlinico San Matteo non sono garantiti i richiami del 25 gennaio e nemmeno le consegne dei vaccini alle cliniche Maugeri, Mondino, Città di Pavia e alle 13 rsa che dipendono dal Policlinico. La speranza è che nelle prossime ore arrivi una fornitura e che comunque «per martedì la Regione possa avviare un discorso di redistribuzione chiedendo al altri che hanno scorte di vaccino di cedercele - ha spiegato il direttore generale del San Matteo Carlo Nicora - Noi le restituiremmo nella prima settimana di febbraio. Di certo però nella distribuzione iniziale delle dosi il San Matteo è stato penalizzato».

Puglia,calo contagi ma timore vaccini

La Regione Puglia sta programmando la “fase 2” della campagna vaccinale anti Covid, individuando anche centri commerciali e grandi aree pubbliche da utilizzare per le somministrazioni, ma a preoccupare è l'ulteriore taglio alle dosi Pfizer comunicato dal commissario Arcuri. La regione, lunedì scorso, ha già ricevuto il 38% in meno dei flaconi attesi, il 25 gennaio ne dovrebbero essere consegnate oltre 30mila ma ci sarà un'altra riduzione. «Purtroppo non abbiamo buone notizie - ha ammesso l'assessore alla Sanità della regione Puglia Pierluigi Lopalco - come sapete la Pfizer, che è l'unica in questo momento produttrice e distributrice di un vaccino anti Covid aveva già annunciato per questa settimana un taglio che, se fosse rimasto tale, sarebbe stato diciamo poco preoccupante. Noi avevamo comunque il piano di contingenza per garantire le seconde dosi, per continuare le prime dosi nelle Rsa, quando proprio ieri sera è arrivata la cattiva notizia che questo taglio nelle dosi continuerà probabilmente anche nelle prossime settimane». Di conseguenza ci dovrà essere un ulteriore rallentamento delle somministrazioni per garantire almeno i richiami. La settimana prossima arriveranno anche 4mila dosi del vaccino Moderna, una consegna esigua che non cambia di molto la situazione.

Assessore Toscana: -36% dall’azienda farmaceutica ma ok seconda dose

La fornitura dei vaccini contro il Covid della Pfizer alla Toscana ha subìto, questa settimana, un taglio del 36%, ciò nonostante non ci saranno problemi per l'effettuazione della seconda somministrazione nei tempi previsti. Lo ha assicurato l'assessore regionale alla sanità, Simone Bezzini, intervenendo durante la seduta della commissione sanità del Consiglio regionale per fare il punto sulla situazione delle vaccinazioni. Bezzini, riporta una nota, ha detto che «in via precauzionale avevamo proceduto all'accantonamento di un terzo delle dosi, per utilizzarle per la seconda somministrazione». Inoltre, quando la settimana scorsa si è venuti a conoscenza della decisione di Pfizer di ridurre l'invio delle dosi, «si è deciso di sospendere la somministrazione della prima dose da lunedì fino a domani, giovedì. Questo è stato possibile senza particolari disagi - ha aggiunto - grazie al portale di prenotazione che permette di avvertire tutti con un semplice sms». In questo modo la somministrazione del richiamo è garantita in maniera regolare fino al 29 gennaio. «Siamo poi in attesa - ha precisato - di una nuova fornitura la prossima settimana che, seppure decurtata, ci consentirà di arrivare a fine febbraio». Concludendo l'assessore ha comunque affermato di essere preoccupato per «la scelta di Pfizer e con le altre Regioni e con il governo nazionale stiamo prendendo un'iniziativa legale nei confronti dell'industria farmaceutica».

Trentino penalizzato, -60% di dosi

In Trentino sono stati somministrati al 20 gennaio 11.987 vaccini, di cui 3.184 ad ospiti delle Rsa. La Provincia automa di Trento, però, è stata tra quelle più penalizzate dalla mancata consegna delle dosi vaccinali da parte di Pfizer, come ha spiegato l'assessore alla Salute della Provincia autonoma di Trento, Stefania Segnana. «Abbiamo registrato un meno 60% di dosi. Non si è capito in che modo e su quali numeri e criteri Pfizer abbia deciso questa riduzione. Per quanto riguarda Bolzano il taglio è stato del 57%, mentre il Veneto del 53% ed il Friuli Venezia Giulia del 54%. Mentre ci sono Regioni che hanno avuto una riduzione pari allo 0%. È comunque stato chiarito da parte del commissario Arcuri che per evitare questa differenza ci sia una redistribuzione, quindi avremo un 29% per tutti, perciò ci aspettiamo un minore arrivo del 29%, anche se questo deve ancora essere definito», ha detto Segnana. «Oggi(ieri, 20 gennaio ndr) sono arrivate 2.340 dosi invece delle 5.850 che attendevamo, quindi in questo momento riusciamo a garantire la continuità delle vaccinazioni a coloro che già si erano prenotati, compresi i volontari, e poi cominceremo con le seconde dosi. Perciò quelle programmate riusciamo a garantirle. Nel frattempo stiamo programmando la vaccinazione degli anziani che sono in lista per entrare nelle Rsa e dovremo garantire a tutti gli ospiti la seconda dose per poter far riprendere le visite dei famigliari. Speriamo che entro fine gennaio anche il vaccino di AstraZeneca arrivi, ci darà la speranza per ampliare la vaccinazione», ha concluso Segnana.

De Luca ad Arcuri, ci tuteleremo in ogni sede

La Campania ha alzato la voce contro Arcuri. «Abbiamo ricevuto nella serata di ieri la comunicazione che le forniture di vaccini prevista per la Campania il 25 gennaio è stata dimezzata, non si capisce in base a quale criterio - ha attaccato il governatore Vincenzo De Luca -. Già i ritardi dei giorni scorsi hanno prodotto una forte diminuzione nelle vaccinazioni. Questa ulteriore riduzione di consegne rischia di bloccare del tutto le somministrazioni, determinando una situazione gravissima e inaccettabile. È indispensabile - ha aggiunto - garantire il completamento dei richiami. Questo può avvenire solo sulla base di un unico criterio oggettivo: un vaccino per ogni cittadino». «Invito il commissario Arcuri a procedere sulla base di una linea di equità e oggettività assoluta, a tutela dei nostri concittadini e nel rispetto di uno sforzo organizzativo enorme compiuto dalla Regione Campania, e che non può essere vanificato. Siamo pronti, in caso contrario, a tutelarci in ogni sede», ha sottolineato De Luca. «È indispensabile garantire il completamento dei richiami per i primi vaccinati». La Campania è tra le regioni che hanno somministrato più vaccini senza tenere le scorte.

Assessore Lazio: fatte 117mila dosi, scongiurare stop

«Il Lazio - ha ricordato l'Assessore alla sanità della regione Alessio D'Amato - finora ha somministrato oltre 117mila prime dosi e sono in corso i richiami, in rapporto alla popolazione è la stessa quantità somministrata nel land del nord Reno-Westfalia il più popoloso della Germania e che oggi interrompe le vaccinazioni. Non vorremmo trovarci nella medesima situazione ed è opportuno che la copertura vaccinale corra più delle varianti del virus». Peraltro nella regione le prenotazioni per le vaccinazioni anti-Covid agli Over 80 partiranno il 25 gennaio e le somministrazioni inizieranno il 1 febbraio. Uno scenario che, se il nodo delle consegne dovesse persistere, rischia di rimanere sulla carta.

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