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Ritardi nei servizi su banda ultralarga: Infratel accusa Open Fiber

Nel mirino 15 Comuni dove le reti sono collaudate ma la commercializzazione dei servizi non ancora avviata

di Alessandro Longo

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(IMAGOECONOMICA)

Nel mirino 15 Comuni dove le reti sono collaudate ma la commercializzazione dei servizi non ancora avviata


4' di lettura

Infratel accusa Open Fiber di ritardi sulla commercializzazione dei servizi banda ultralarga in comuni dove i cantieri sono ufficialmente conclusi e le reti sono collaudate.
Quest'ultimo tassello sulla querelle tra le parti, in merito all'avanzamento del piano banda ultra larga sviluppato con fondi pubblici, si è concretizzato con una lettera datata 24 settembre, mandata da Infratel a Open Fiber e, per conoscenza, ad Agcom (Autorità garante delle comunicazioni).

Infratel è la società in house del ministero dello Sviluppo economico incaricata di seguire i lavori per il piano, che Open Fiber sta eseguendo per conto dello Stato; Agcom il soggetto indicato – e in questa veste sollecitato da Infratel – a valutare eventuali sanzioni.Si legge nella lettera: “Vi sollecitiamo ad aprire senza ulteriore indugio la commercializzazione dei servizi nei 15 comuni collaudati di Bolognola, Briona, Castrofilippo, Cavaglietto, Dolegna del Collio, Lamporo, Mendatica, Montabone, Monte Cavallo, Pitigliano, Poggioreale, San Benedetto in Perillis, San Teodoro, Talamello e Vastogirardi. Come noto, infatti, ai sensi dei contratti di concessione, Open Fiber S.p.A. è tenuta a gestire l'impianto di rete e fornire i servizi passivi, a decorrere dalla data di sottoscrizione del verbale di collaudo dell'impianto di rete».

In sostanza, la rete qui è già stata collaudata ma i relativi servizi non sono ancora in vendita agli operatori, che così non possono erogarli all'utente finale su rete Open Fiber. In particolare, ecco cosa dovrebbe fare quest'ultimo: «Vi invitiamo a dare immediata notizia dell'emissione del Cuir del Pcn sul Vostro sito aziendale, o tramite altre modalità che assicurino la maggior diffusione possibile di tale informazione, così da consentire agli operatori, che richiedono i servizi passivi, di poter iniziare a operare nel comune senza ritardo, al pari degli operatori che scelgono di utilizzare i servizi attivi».

l Cuir è il Comune con Certificato ultimazione impianto rete; il Pcn è Punto di consegna neutro. Sono insomma i dati che servono agli operatori per usare la rete di Open Fiber. Infratel scrive di aver già segnalato questa lacuna informativa in una lettera del 18 giugno.«Eventuali ritardi arrecherebbero grave nocumento agli operatori interessati alle sole infrastrutture passive. In tal modo, gli operatori interessati potranno richiedere la colocation al Pcn, condizione necessaria per poter richiedere i servizi passivi contestualmente all'apertura del servizio Vula agli altri operatori», conclude la lettera.

Ad oggi Infratel raggiunge 3,5 milioni di unità abitative, nelle zone del piano pubblico (ossia le aree bianche), ma sono 327.160 quelle disponibili a tutti gli effetti agli operatori con fibra ottica nelle case: si legge così nel sito ufficiale dedicato al piano. A questi si sommano le case dove la banda ultra larga sarà in modalità fisso wireless, pari al 19 per cento del totale a fine piano.La differenza, che sarà via via colmata, dipende dai passaggi burocratici necessari dopo l'ultimazione dei lavori, fino al collaudo e l'effettiva commercializzazione. Per lo stesso motivo, sono 428 i comuni dove i servizi fibra ottica nelle case sono vendibili; circa la metà di quelli dove i lavori sono terminati, su un piano che ne contempla 6232.

È comunque un passo avanti rispetto ai 170 comuni di luglio 2019, quando la querelle tra Open Fiber e il ministero è scoppiata la prima volta ed è emerso che i lavori non potranno finire al 2020, data stabilita dal piano. Il ritardo stimato allora è stato di due anni, diventati adesso tre, anche per l'80 per cento saranno completati nel 2022.

L'ha scritto Open Fiber in una nota rispondendo a una nuova, recente, accusa di ritardi arrivata a settembre dal ministro Stefano Patuanelli in audizione alla Camera.«Ad oggi i dati puntuali dei comuni collaudati sono disponibili sul portale Infratel: sono 653 comuni con lavori avviati nel 2020 - ha spiegato Patuanelli - 430 completati, erano 22 a fine 2019, 372 comuni collaudati in campo a settembre 2020, 514 collaudabili a settembre 2020, 739 comuni aperti in deroga alla commercializzazione con sperimentazioni e 492.142 unità immobiliari vendibili in Ftth (fibra a casa, ndr) e 360.306 in Fwa (fixed wireless access, ndr). Ho chiesto a Infratel di essere trasparente. È chiaro che oltre al costante monitoraggio vi sono gruppi di lavoro tra Infratel e Open Fiber che cercano di capire dove sono i gangli che non consentono di accelerare. La semplificazione tecnico procedurale che abbiamo fatto nei diversi decreti sta aiutando».

Open Fiber replica al ministro: raggiungeremo gli obiettivi. «A oggi, nonostante le note difficoltà in cui versa il progettista incaricato, Open Fiber ha consegnato 3.045 progetti esecutivi, che garantiscono l'operatività fino a tutto il 2021. La progettazione non costituisce quindi un ostacolo o un impedimento alla realizzazione del progetto Bul entro il 2023», rende noto Open Fiber con una nota.

Riceviamo e pubblichiamo la nota di replica di Open Fiber all’articolo:

«Si tratta di 15 Comuni che verranno rapidamente inseriti nel database di commercializzazione (in aggiunta agli attuali 838) a disposizione degli OLO che volessero usufruire del nostro servizio passivo. In questi 15 Comuni infatti Open Fiber sta ancora provvedendo a completare il backhauling, che in tutti gli altri casi ci consente di offrire anche il servizio attivo»

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