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Pensioni, il governo apre su mini-rivalutazione degli assegni fino a 2mila euro

Entro la mezzanotte del 15 ottobre, il Conte due dovrà inviare a Bruxelles il Documento programmatico di bilancio, ovvero l’ossatura della manovra. Il governo avrebbe aperto a uno sblocco, seppure minimo, dell'indicizzazione delle pensioni. La rivalutazione sarebbe piena per gli assegni da 1.500 a 2.000 mila euro mensili

di An.C.


Manovra: lo sconto del Fisco vale più di quello dell’idraulico infedele

3' di lettura

Il conto alla rovescia per conoscere le misure che il governo inserirà nella manovra 2020 è iniziato ma ci sono ancora alcuni, sostanziali nodi da sciogliere. Il principale è costituito dai ritocchi a quota 100: è lite all’interno della maggioranza. Con Italia Viva e renziani che premono per recuperare risorse tagliando i fondi per i pensionamenti anticipati; Movimento Cinque stelle e Leu puntano i piedi e sottolineano che il maccanismo introdotto dall’esecutivo giallo verde non si tocca.

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In particolare il governo avrebbe aperto a uno sblocco, seppure minimo, dell'indicizzazione delle pensioni. La rivalutazione sarebbe piena per gli assegni da 1.500 a 2.000 mila euro mensili. Così Cgil, Cisl e Uil al termine
dell'incontro al Mef sulla manovra.

L’arrivo in Consiglio dei ministri della manovra, inizialmente previsto per la serata del 14 ottobre è invece slittato alla serata di martedì 15: in quell’occasione il governo sarà chiamato a esaminare manovra, decreto fiscale e Documento programmatico di bilancio da inviare a Bruxelles.

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L’intesa sui 3 miliardi per il cuneo
Entro la mezzanotte di martedì 15 ottobre, infatti, il Conte due dovrà inviare a Bruxelles il Documento programmatico di bilancio, ovvero l’ossatura della manovra: su quel documento la Commissione Ue esprimerà a fine novembre il parere finale.

Sono ore queste di trattative concitate all’interno della compagine governativa: il vertice notturno a cui hanno partecipato il presidente del Consiglio e i capi delegazione della maggioranza ha dato il via libera all’aumento della dote 2020 per coprire la riduzione del cuneo fiscale: saranno 3 miliardi. Sì anche all’ingresso in manovra di un fondo per la famiglia che apra la strada poi all’assegno unico per i figli.

La stretta sugli evasori e la compensazione dei crediti Inps e Inail
Fin qui i punti su cui la maggioranza ha raggiunto l’intesa. Tra gli altri nodi che invece andranno sciolti nelle prossime ore - oltre a quello dei possibili ritocchi a quota 100 - due interventi che i Cinque Stelle vorrebbero nel decreto fiscale: l’innalzamento delle soglie minime per il carcere agli evasori (il Pd vorrebbe parlarne in una legge collegata alla manovra, lasciando nel decreto fiscale solo la confisca dei beni degli evasori) e le compensazioni dei crediti Inps e Inail. È invece accantonata l’idea di abbassare la soglia per il contante, da 3000 a 1000 euro. Per quanto riguarda gli evasori, Di Maio ha chiarito: «Noi ci aspettiamo che da qui a lunedì quando si approverà il testo della Legge di bilancio e il testo del decreto fiscale si inserisca il carcere per i grandi evasori».

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La cancellazione del superticket nella sanità
Infine, a seconda delle risorse, si capirà anche se si riuscirà a cancellare, per tutto il 2020 o magari da metà anno, i superticket nella sanità. La proposta è stata avanzata dal ministro della Salute Roberto Speranza. «Si tratta di un balzello ingiusto di 10 euro sulle visite specialistiche che aumenta discriminazioni e diseguaglianze e nega a tanti l’accesso alle cure - ha sottolineato -. Sono ottimista che si possa finalmente superare in via definitiva. Vogliamo che il superticket sia solo un brutto ricordo del passato». Una posizione quella di Speranza condivisa dal leader politico M5S Luigi Di Maio: «Il superticket - ha ricordato - una delle nostre battaglie, nella legge di bilancio, a inizio 2020 o al massimo entro la metà del 2020 deve sparire per le famiglie». Alla fine l’abolizione del superticket dovrebbe partire da luglio 2020. La data non sarebbe ancora chiusa, in attesa della definizione complessiva della manovra ma l’ipotesi più probabile, alla luce delle risorse, è che l’intervento parta a metà anno.

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