Reliquie Moderne

Ritorna il C64 poi le console Nintendo anni ’80 e pure l’Atari. La nostalgià è di moda

di Francesco Serino

5' di lettura

Con il NES Mini, Nintendo voleva celebrare semplicemente la sua storia, dando inconsapevolmente il via a una nuova tendenza.
Gli anni '80 se ne sono andati via ormai da un bel pezzo eppure continuano a tornare e a ritornare, ciclicamente, per farci ballare, cantare, giocare con i ricordi di una decade in cui il futuro era già presente (mai passato), ma analogico, amichevole e reale, per supportare e non ancora per sostituire, minacciare. Un revival continuo che da qualche tempo ha iniziato a permeare anche l'industria dei videogiochi, dapprima con timidi tentativi di produttori sconosciuti e poi, grazie a Nintendo, con la riedizione in scala di una delle console più importanti di sempre: quel NES che di fatto risollevò da solo l'industria dei videogiochi dopo il grande crash del 1983.

Il Mini Nes, questo il nome, è stato il primo prodotto del suo genere ad essere fatto non solo per sfruttare beceramente l'effetto nostalgia per fini commerciali, ma anche e soprattutto per celebrare un oggetto che ha contribuito a definire culturalmente un'epoca. Con i suoi limiti, come l'impossibilità di inserire nuovi giochi senza l'ausilio di hack al sistema, ma anche una particolare attenzione ai dettagli, il NES Mini si è presentato sul mercato non tanto come una reale riedizione dello storico hardware da gioco, bensì come una sorta di action figure, un oggetto da collezione, con il plus di funzionare davvero se collegata a una tv.

Loading...

Arrivare nei negozi tre mesi dopo la messa in onda di una delle più (pre)potenti celebrazioni degli Anni '80 ad altezza teenager degli ultimi anni, la serie Stranger Things di Netflix, è stato una fortunata coincidenza che ha inevitabilmente dato un ulteriore impulso al già preannunciato record di preordini, culminato con un sold-out in grado di stupire la stessa Nintendo (che quest'anno non a caso replica con lo SNES Mini, in vendita dal 29 settembre), oltre che ad attirare l'attenzione dei possibili detentori dei diritti di altri famosi hardware da gioco del passato, pronti a sfruttare l'onda lunga di quello che oramai ha assunto i connotati di un vero e proprio trend, e di quelli difficili da fermare.

L'ultima miniaturizzazione ad essere stata presentata è quella dedicata all'amato Commodore 64, ribattezzato TheC64 Mini (da notare che il nome Commodore non è mai scritto per esteso per ovvi motivi di copyright) ad opera dei Retro Games Ltd con il supporto di Koch Media; nel 2018 sarà anche il turno della nuova Atari e il suo Atari Box, ma in quest'ultimo caso l'esperimento che sta prendendo forma è leggermente diverso dagli altri, scopriremo poi come. Se poi le vendite continueranno ad essere così alte (lo SNES Mini è destinato a doppiare il successo del suo mini predecessore anche grazie a una distribuzione più capillare, e il TheC64 Mini è stato accolto dai social network con la stessa, o quasi, trionfale enfasi...) è facile supporre che anche Sony provi prima o poi a dire la sua, come anche Sega (ricordate la pubblicità del Megadrive con Jerry Calà e la sua libidine con i fiocchi?) le cui console meriterebbero operazioni di rilancio decisamente migliori di quelli viste fino ad oggi. E tornando a Nintendo, la casa di Kyoto si fermerà al glorioso Super Nintendo o prima o poi arriverà anche un Nintendo 64 Mini? Insomma, difficilmente finirà qui, e i collezionisti già si sfregano le mani...

TECH64 Mini

TheC64 Mini
La prossima mini console è in realtà un mini computer. Il TheC64 Mini debutterà nei negozi ad inizio 2018 (al momento non ci sono date precise), al costo di 79,99 euro. Anche se Commodore è stata un'azienda americana, il successo dei suoi home computer è una storia prettamente europea, al punto che per l'annuncio è stata sfruttata proprio la Milan Games Week. Del resto è stato proprio il Commodore 64 a insegnare a tantissimi appassionati italiani i primi rudimenti di programmazione e, insieme al NES, a far loro conoscere nuovi spettacolari videogiochi, sessantaquattro (numero non scelto a caso) di questi inclusi anche in questa nuova moderna versione. Le dimensioni corrispondono a circa la metà di quelle originali, mentre la tastiera non è funzionante, ed è un peccato per chi sognava di rimettersi a copiare linee di codice dalle preistoriche riviste che un tempo era possibile trovare in edicola. A differenza delle mini console Nintendo, il TheC64 Mini è però in grado di far girare anche nuovi giochi oltre a quelli inclusi, da caricare mediante normali “chiavette” USB. All'interno della confezione è presente anche un joystick vecchio stile.

SNES Mini
La nuova mini Nintendo è una riproduzione in scala del Super Nintendo, anno 1990, quella che a detta di molti altro non è che la migliore console della storia. I giochi inclusi sono solo 21, ma tutti di prima scelta. Tra questi è presente anche il mai uscito Star Fox 2, un vero e proprio inedito che rende la libreria software di questa peculiare console ancora più preziosa. A differenza della console precedente, Nintendo ha intenzione di continuare a distribuire lo SNES Mini in modo costante, per far sì che tutti i fan possano comprarne un'unità senza temere improvvisi sold out.

SNES Mini

NES Mini
Nonostante non sia la prima mini console uscita, è la prima che è riuscita a trasformarsi in un evento, in grado di scaldare gli animi degli appassionati al punto da andare esaurita in pochissime ore. Uscito nel novembre del 2016, il NES Mini si è trasformato in poche settimane in un oggetto dei desideri tanto raro quanto costoso, ma a distanza di un anno i prezzi sono scesi nuovamente e oggi non è difficile trovarne una a poco meno del doppio del valore originale.

NES Mini

Atari Box
Ogni volta che fallisce, Atari rinasce, e il merito va soprattutto al suo iconico logo (che compare anche in alcune sequenze di Blade Runner, l'originale come il prossimo in uscita), alle originali linee delle sue console e a un numero impressionante di giochi di cui ogni compagnia vorrebbe detenere i diritti. Con Atari Box, oltre a riprendere l'indimenticabile stile della sua console più famosa con tanto di inserti in finta radica di legno, la nuova Atari (che non ha nulla a che vedere con le precedenti) non si limiterà a tirar fuori dalle sue officine una mini console, ma un vero e proprio computer basato su sistema operativo Linux sul quale installare a piacimento videogiochi e non solo. Si tratta di un prodotto nuovo a tutti gli effetti, dove sarà possibile utilizzare liberamente anche software terze parti, persino lo Steam di Valve a patto di scegliere poi giochi compatibili. Atari Box non è un giocattolo, non è un action figure, ma un interessante esperimento che dovrà fare i conti con un mercato che si è già rivelato poco ricettivo nei confronti di hardware simili. Il prezzo non lo aiuterà di certo visto che le previsioni parlano di una macchina dai 200 ai 250 euro.

Atari Box

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti