Auto

Ritorna la Classe V il van «multiruolo»

di Giulia Paganoni


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(Daimler AG)

2' di lettura

La febbre da monovolume di grossa taglia degli anni scorsi sembra ormai passata ma ci sono ancora modelli che riscuotono successo. Mercedes-Benz ha scelto di continuare anche su questa strada aggiornando Classe V, il van che ha riscosso un elevato successo a livello globale. E sono di numeri a dirlo. Dal 2014 sono state vendute oltre 200mila unità delle quali circa 5.500 nel mercato italiano. Considerando solo lo scorso anno, ne sono stati consegnati 64mila nel mondo e 1.300 in Italia. La platea degli acquirenti che sceglie questo modello è trasversale: dalla famiglia numerosa alle flotte fino agli artisti internazionali che tra un concerto e l’altro devono lavorare e riposare. E, ancora un dato: l’età. Il target ha un’età media inferiore a 55 anni. Con il facelift di metà carriera non sono tanti i cambiamenti estetici, a parte la maschera anteriore più ampia. Ciò che realmente fa la differenza è il motore, per la prima volta viene montato l’OM 654, un due litri diesel Euro 6d-Temp già presente su altri modelli della gamma. Questo è disponibile in due varianti di potenza: 190 e 239 cv. Al debutto sul van tedesco anche il cambio automatico 9G Tronic. La trazione è posteriore e, a richiesta, integrale permanente 4Matic. Prezzi a partire da 35mila euro. In arrivo anche una versione elettrica che sarà anticipata al Salone dell’automobile di Ginevra, a inizio marzo, da una show car battezzata EQV.

Debutta, inoltre il rinnovato Marco Polo che è quasi un camper: derivato dal Classe V, anziché accogliere fino a otto persone, trasposta quattro passeggeri che possono però anche per pernottare. L’allestimento prevede anche una piccola cucina.

Sempre da Stoccarda arriva il progetto della cooperative car, l’auto basata sulla Classe S che grazie alle telecamere e alla struttura con stampaggio in 3D sul tetto, comunica con gli utenti della strada preannunciando le manovre che sta per compiere. Secondo gli ingegneri Mercedes, infatti, empatia e fiducia sono fattori indispensabili per accettare i veicoli a guida autonoma. E per aver fiducia nella vettura, è necessario comprendere immediatamente e in modo intuitivo come questa stia per agire.

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