DUE RUOTE

Ritorna Honda Monkey 125, la piccola moto anni '70

di Gianluigi Guiotto


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3' di lettura

La data di nascita della minuscola e simpatica Monkey risale al 1961 (inizialmente come moto giocattolo da 49 cc per un parco divertimenti di Tokyo), ma il successo commerciale arrivò negli anni Settanta, quando diventò di moda: leggera, facile, simpatica nella linea con quelle ruote così piccole (8 pollici), e pochissimo assetata, era il mezzo perfetto per gli spostamenti brevi. E l'ideale per andarci in spiaggia. Ora Honda ha deciso di riproporla in chiave moderna, ma conservando lo stile del modello anni Settanta. Quindi ora abbiamo forcella a steli rovesciati, doppi ammortizzatori posteriori, strumentazione lcd, Abs con piattaforma inerziale Imu (per prevenire il sollevamento del posteriore in caso di frenate brusche), abbinato a due freni a disco, e luci full-led, e un motore raffreddato ad aria da 125 cc che eroga 9,4 cv, ma soprattutto consuma pochissimo - 67 km/l nel ciclo medio - ed è molto leggera, appena 107 kg con il pieno di benzina di 5,6 litri.

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SUCCESSO PLANETARIO. Dal Giappone la Monkey arrivò nel 1963 in America e in Europa: aveva un serbatoio cromato, manubrio pieghevole e ruote da 5 pollici senza sospensioni. Divenne subito popolare grazie al design accattivante, alle dimensioni ridotte e alla leggerezza, che permettevano a chiunque di guidarla facilmente. Nel 1969 il diametro delle ruote crebbe a 8”, mentre nel 1970 arrivò la forcella a sgancio rapido che consentiva di riporre la moto nel bagagliaio di un'auto, anche piccola. La Monkey divenne la moto di milioni di persone: cambio a tre marce e frizione centrifuga la rendevano facile da guidare anche da chi non era un motociclista.
LA MONKEY DEL III MILLENNIO. La nuova nata Honda si rifà al modello originale, a partire dal serbatoio: verniciato bicolore e cromaticamente abbinato al telaio, al forcellone e alle sospensioni, porta uno storico logo 3D dell'Ala Honda. L'omaggio alla Monkey originale è completato dai parafanghi alti in acciaio cromato, dalla protezione dello scarico stampata e suggestivamente cromata, dagli specchi retrovisori circolari, dal manubrio alto e anch'esso cromato, e dalle distintive “ruotine”: i cerchi in lega a razze sdoppiate da 12 pollici calzano pneumatici di larga sezione (120/80 e 130/80). Anche la chiave di contatto presenta lo stesso storico logo presente sul serbatoio, ed è dotata di un tasto che fa lampeggiare le luci per facilitarne l'individuazione nei parcheggi. Il motore della nuova Monkey è un monocilindrico orizzontale monoalbero a due valvole da 125 cc, raffreddato ad aria: è semplice, robusto, sobrio. affidabile e nato per la guida in città, come il cambio a quattro marce, spaziato per avere sempre brillantezza dal propulsore. Il telaio monotrave superiore in acciaio è robusto e bilanciato, rigido nei punti più sollecitati e flessibile dove occorre; anche il forcellone, realizzato in tubi di sezione ovale, richiama il design tondeggiante che caratterizza l'intera linea della moto.
COME UNA BICICLETTA. È la guidabilità la carta vincente della Monkey: l'interasse è compattissimo (1.155 mm), e l'inclinazione del cannotto di sterzo di 25° e l'avancorsa di 82 mm consentono un raggio di sterzata di soli 1,9 metri (tradotto: si gira in un fazzoletto). I 107 kg di peso con la sella a soli 775 mm da terra e il manubrio largo sono poi molto facili da gestire. La Monkey 125 sarà disponibile a breve in due varianti cromatiche, Banana Yellow/Ross White e Pearl Nebula Red/Ross White, a un prezzo ancora da definire.

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