dagli impresentabili allo sport

Ritorna l’Antimafia, ecco i 50 anni di lavoro della Commissione

di Andrea Marini e Marta Paris


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2' di lettura

Anche la XVIII legislatura avrà la sua Commissione parlamentare antimafia. Con il via libera definitivo del Senato alla legge istitutiva, si costituirà l’organismo bicamerale, formato da 25 deputati e 25 senatori, che avrà il compito di indagare sulla criminalità organizzata. Pur non essendo una commissione permanente, di fatto l’organismo lo è diventato negli anni: la prima legge istitutiva è datata 20 dicembre 1962 (56 anni fa), poi è stata rinnovata in ogni successiva legislatura, ad eccezione della VII (1976-1979).

Dagli impresentabili allo sport
Nella scorsa legislatura, sotto la guida di Rosi Bindi, la commissione Antimafia è stata oggetto di pesanti polemiche politiche. Basti pensare alle liste di impresentabili (persone rinviate a giudizio, indagate, sottoposte a misure cautelari o condannate anche non in via definitiva per una serie di reati) presentate prima delle regionali 2015 e lo scontro con il futuro governatore Pd (compagno di partito di Bindi) Vincenzo De Luca. Per non parlare delle audizioni sulle infiltrazioni della criminalità nelle curve del tifo calcistico, come nel caso della Juventus.

Nelle ultime cinque legislature prodotti oltre 60 documenti
A partire dal 1996 le Bicamerali che si sono susseguite nel corso delle ultime cinque legislature hanno prodotto una mole di 65 documenti. Dalle relazioni conclusive previste dalla legge alle inchieste su casi specifici. L’organismo più “produttivo” è stato proprio quello della XVII legislatura che ha approvato 21 dossier, uno in più della XIII legislatura. Più leggero il bilancio della XV (5 documenti) dovuto alla fine anticipata delle Camere durate solo due anni.

Il caso Impastato
Nelle precedenti legislature, l’Antimafia ha indagato sui principali fatti di cronaca, come l’omicidio di Peppino Impastato giornalista e attivista italiano, noto per le sue denunce contro Cosa Nostra, a seguito delle quali fu assassinato il 9 maggio 1978. Nella relazione dell’allora deputato di Rifondazione comunista Giovanni Russo Spena, si parla dell’«l’anatomia di una deviazione, che ha, dalla immediatezza del delitto, impedito di ricercare e di individuare i mandanti e gli esecutori materiali dell'omicidio». Nella scorsa legislatura invece la Commissione ha prodotto una relazione sul sistema di protezione dei testimoni di giustizia dopo le polemiche sul loro utilizzo e sull’adeguatezza della disciplina in materia.

Il ruolo dei presidenti
Dal 1982 fino al 1983, i presidenti della Antimafia sono stati sempre espressione della maggioranza parlamentare(un socialista e cinque democristiani). Dal 1983 si è invece consolidata la prassi di affidare l’incarico a un esponente dell’opposizione (ha ricoperto l’incarico anche Luciano Violante, nella XI legislatura, prima di diventare presidente della Camera). Con la Seconda Repubblica, invece, l’incarico è tornato in mano a esponenti della maggioranza.

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