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Ritorna Topolino: adesso è una microcar a ioni di litio

Non solo automobili

di M.Mam.

Si guida a 14 anni (come il motorino). La Topolino è la Fiat più piccola di sempre ed entra nella mischia delle microcar elettriche a due posti, che si propongono come alternativa, con meno comfort ma più agilità, alle citycar

2' di lettura

Debutta la nuova Topolino. Ed è la più piccola Fiat di sempre: non è una vera automobile bensì una microcar elettrica. In pratica, è la gemella-diversa della Citroën Ami, la microcar più venduta in Italia. La Fiat che riporta in vita il soprannome della prima 500 del 1936 ispirato dalla forma del suo frontale, poi affibbiato anche alla 500 introdotta nel 1957, da noi può essere guidata anche dai quattordicenni con il patentino AM per i motorini di 50 cc. perché è omologata come quadriciclo leggero L1.

Una tipologia che sta accompagnando l’evoluzione della mobilità urbana con le dimensioni contenute e i powertrain elettrici sostituendo le citycar, anche con il supporto di prezzi inferiori. La vettura è la gemella diversa di Citroën Ami, leader tra l’altro del mercato.

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Tuttavia, potendo trasportare solo due persone, senza offrire gli stessi livelli di sicurezza delle auto vere e proprie nonché con un confort minore, per l’assenza di sospensioni e di condizionatore.

La Topolino del 21esimo secolo esteticamente non si lega quella che è stata la madre di tutte le utilitarie, ma alla 500 che ha promosso la mobilità di massa dalla fine degli anni Cinquanta. L’outfit è, quindi, ben diverso da quello della microcar Citroën costruita in Marocco tanto che solo la lunghezza simile, 2,41 metri, suggerisce la parentela. La Topolino si riallaccia alla 500 con il frontale nel quale sono disseminati i gruppi ottici rotondi, la bombatura arcuata che percorre il muso e il disegno del coperchio di quello che sarebbe il cofano.

Posteriormente la parentela è trasmessa dalla sagomatura della coda, dalla forma dei fari e dall’elemento ispirato al paraurti cromato di un tempo, presente anche anteriormente. Questi tratti caratterizzano sia la Topolino chiusa sia quella aperta, priva di portiere sostituite da cordoni di ritenzione per i passeggeri come sulle spiaggine del passato e di padiglione, rimpiazzato da un tendalino. In entrambi i casi la carrozzeria è solo di colore verde pastello. I cerchi bicolore e i retrovisori rotondi completano un quadro dal sapore vintage che sconfina nell’abitacolo, in particolare grazie ai rivestimenti in tela bicolore.

L’interno come quello della Ami ospita due sedili sfalsati, con quello del passeggero fisso per evitare contatti ravvicinati con quello del guidatore. Dalla microcar francese sono ripresi anche ruscotto, supporto per i device che di fatto diventano il sistema multimediale, interruttori e comandi del riscaldamento, selettore della trasmissione e stiva per un piccolo trolley.

Punto di contatto non visibile la vetturetta francese è il powertrain elettrico posteriore con 8 cavalli che permette di raggiungere i 45 all’ora alimentato da una batteria da 5,5 kWh, che promette un’autonomia di 75 chilometri e che si ricarica con impianti fino a 3 kW in meno di quattro ore.

Infine, l’aspetto vintage della Topolino può essere accentuato optando per adesivi effetto legno per le fiancate della versione chiusa che costa 10mila euro euro o a strisce bicolore per il tendalino di quella aperta, in vendita a 10.000 euro. Quest’ultima è battezzata Dolcevita, denominazione sfruttata dal marketing di FCA anni fa per “italianizzare” la poco fortunata Lancia Flavia Convertible, rebadge dell’americana Chrysler 200C e adesso presente nella gamma 500.

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