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Ritorno in Costiera: nuovi hotel, ristoranti e piaceri da scoprire quest’estate

Suite d’autore, menù stellati, passeggiate nella campagna lungo la Costiera Amalfitana, una delle mete più amate d’Italia. Che punta anche sulla cultura per restare aperta tutto l’anno

di Sara Magro

Casa Angelina a Praiano (Salerno)

3' di lettura

Se l’Italia è da anni al primo posto delle destinazioni di lusso lo deve senz’altro anche alla Costiera Amalfitana. Secondo il Luxury Report di Virtuoso, il più importante network internazionale di agenzie di viaggio, i viaggiatori di tutto il mondo hanno nel cuore e nei sogni i paesaggi, la cucina, la storia, l’ospitalità, il nostro invidiabile lifestyle, caratteristiche iconiche nel tratto di costa tra Positano e Vietri sul Mare.
Il jet set internazionale degli anni Cinquanta che giocava a nascondino con i paparazzi è stato ora sostituito da vip che preferiscono mimetizzarsi tra i villeggianti, documentando ampiamente le proprie vacanze con selfie sui social.

La suite 501 di Borgo Santandrea ad Amalfi

«Oggi arrivano in mega yacht e sbarcano solo per cena o per fare shopping - spiega Maurizio Orlacchio, co-proprietario di Borgo Santandrea di Amalfi, nuovo cinque stelle inaugurato in sordina durante la pandemia - . Adesso basta schiacciare un tasto del telefonino e in meno di un secondo la foto di un attore o di un cantante ha raggiunto milioni di follower in tutto il mondo». Per quanto mega e sontuosi, gli yacht non potranno mai sostituire lo stile di certi alberghi della Costiera, sempre in rinnovamento.

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Borgo Santandrea ne è un esempio. Otto piani aggrappati alla scogliera collegati da giardini profumati di fiori e aromi mediterranei fino alla spiaggia privata, una rarità da queste parti. Gli interni sono un omaggio ai grandi designer degli anni 40-60, con pezzi originali, riedizioni storiche e pavimenti in ceramica bianca e blu in una trentina di geometrie dedicate a Gio Ponti. Tutto parla di Costiera in questo albergo, dalla cucina di Crescenzo Scotti alla colazione allestita nella cucina a vista, al gin e ai limoni che si trovano in camera per prepararsi un cocktail e godersi le suite (alcune con giardino e piscina personale) davanti al mare e alle montagne.

Santa Caterina, Amalfi

Al Santa Caterina di Amalfi si entra velocemente nel mood Costiera. Le piastrelle dipinte a mano, i salotti ariosi, le finestre spalancate sul mare, la cucina verace e raffinata di Giuseppe Stanzione. Quest’anno è stata inaugurata la Villa della Marchesa, un gruppo di tre appartamenti indipendenti, che si aggiungono alle camere dello storico hotel in attività dal 1904: «L’abbiamo curata come fosse casa nostra, rispettando l’ambiente in cui è incastonata», dicono le sorelle proprietarie Ninni e Giusi Gambardella, che spesso sono in hotel, praticamente indistinguibili dagli ospiti. Come Crescenzo, quarta generazione della famiglia, che è l’emblema dello stile casual della zona: camicia di lino, bermuda, accento campano e inglese fluente.

Un piatto dello chef Cristoforo Trapani al Belmond Hotel Caruso di Ravello

Anche a tavola non mancano le novità. Il sorrentino Cristoforo Trapani lascia la stella Michelin al Magnolia in Versilia per la cucina del Belmond Hotel Caruso a Ravello, mentre il napoletano Andrea Aprea, due stelle Michelin all’Hyatt di Milano, approda per l’estate al Faro di Capo d’Orso, letteralmente sospeso sul mare di Maiori. Ai Giardini del Fuenti, un beach club a terrazze realizzato in una ex cava di Vietri sul Mare, è stato appena inaugurato il ristorante gastronomico (e oltremodo panoramico) Volta del Fuenti, dove lo chef Michele De Blasio ha un progetto di «ritorno alle origini» che, in parole semplici, significa ristabilire un rapporto diretto con i piccoli produttori e ritmi stagionali.

Giardini del Fuente,Vietri sul Mare

A proposito di stagioni, si fa di tutto per allungarle: «Abbiamo cultura, enogastronomia, natura tutto l'anno», dice Andrea Ferraioli, presidente del Distretto Turistico della Costa. Parla dei piccoli musei, come quello della ceramica di Raito, e dei siti archeologici vicini come Pompei, e dei 500 km di sentieri per fare trekking sulle vie panoramiche che nel ‘700 erano l’unico collegamento tra Ravello, Maiori, Minori e giù fino a Cetara e Furore. Il più famoso è il Sentiero degli Dei, da Agerola a Positano in 3 ore e mezza, ma ce ne sono di più facili. Giacomo Miola, vicepresidente nazionale di Slow Food originario della zona, ha fondato Gastronomic Trekking per fare foraging ed esperienze culinarie: a fine passeggiata tra macchia mediterranea e orti si usano le erbe raccolte per cucinare ricette tradizionali al Ristorante M’ama di Praiano.

L’ex borgo di pescatori si alterna tra la movida della spiaggia della Gavitella, con musica e anguria ghiacciata fino all’ultimo raggio di sole, e la privacy infrangibile di Casa Angelina, uno degli hotel più eleganti e sofisticati della zona, un tetris di solidi bianchi dove gli unici colori ammessi sono quelli del paesaggio: il mare azzurro, le montagne verdi, i limoni giallo sole. «È diventato spontaneamente un hotel per fughe romantiche», dice Annarita Aprea, direttrice Sales & Marketing. D’altra parte il tavolo a baldacchino sul rooftop, le terrazze delle camere, la tranquillità della piscina sono la scenografia perfetta, anche se il giardino con il forno per la pizza e il carretto dei gelati sono perfetti anche per piccoli party in famiglia o tra amici.

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