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Ritorno alla natura e artigianalità: i trend del Salone del Mobile

Ricerca sui materiali e colori vanno nella direzione di una riscoperta delle lavorazioni tradizionali

di Giovanna Mancini

2' di lettura

Bisogna fare attenzione a distinguere tra storytelling e realtà, ma è un dato di fatto che la ricerca di materiali, colori e lavorazioni più naturali, legati alle tradizioni locali o alle tecniche del passato è una delle tendenze più evidenti tra gli stand del Salone del Mobile e gli allestimenti del Fuorisalone.

È quasi un must per i giovani designer e le giovani aziende, che in questo tipo di ricerca trovano un modo per esprimere la propria creatività e conciliarla con capacità produttive ancora limitate. Ma è una scelta sempre più importante anche per le imprese di tipo industriale, che nella combinazione tra lavorazione artigianale e produzione industriale trovano il loro elemento distintivo.

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Ricercatezza e naturalità

«La cura e l’attenzione per i dettagli è sempre stata una delle nostre caratteristiche, per distinguerci sul mercato - racconta ad esempio Carlo Boffi, socio dell’azienda di famiglia Fratelli Boffi -. Noi lavoriamo in una nicchia, quella del classico contemporaneo, in cui lo stile dei prodotti è estremamente ricercato e sofisticato. Il concetto del taglio e dell’intarsio, fatto a mano è fondamentale». Come nella nuova collezione disegnata da Lorenza Bozzoli, che comprende una panca in mogano e acero a effetto naturale, oltre a un grande tavolo intarsiato e delle poltroncine in cui il legno curvato a mano è lavorato in modo da nascondere le giunture.

E poi i colori, dei legni come delle imbottiture, sono anch’essi di ispirazione naturale: «Da qualche anno vediamo questa tendenza di un ritorno al legno non trattato e a colori caldi e morbidi», conferma Boffi.

Multimaterialità come valore aggiunto

Una tendenza confermata da Michele Gervasoni, ceo dell’azienda che ha nel dna l’artigianalità e la multimaterialità. «La nostra azienda nasce lavorando il mobile intrecciato - spiega Gervasoni -. Usiamo una quantità infinita di materiali, dal legno ai metalli, dai tessuti alla ceramica». Ne è un esempio la nuova serie di contenitori Dean, composta da vetro, legno, metallo, grès porcellanato ed ecopelle.

Non sempre la “naturalità” è un percorso percorribile fino in fondo, spiega però Gervasoni: «La carta del naturale al 100% non funziona, perché non sempre i materiali naturali sono poi semplici da gestire, soprattutto nella manutenzione». Occorre trovare un equilibrio, anche in ottica di un’attenzione all’ecologia.

Manualità e tecnologie avanzate

Ma è proprio qui che sta il bello, osserva Albino Celato, fondatore e ceo di De Castelli, specializzata nella lavorazione naturale di rame, ottone e acciaio inox: “Lavorare come facciamo noi i materiali in modo naturale, senza trattamenti o colorazioni, è difficile, certo, ma è proprio qui che possiamo mettere a frutto il nostro know how, che combina la manualità dei nostri artigiani che sanno forgiare la materia, con l’uso di macchinari ad alta tecnologia e una capacità organizzativa di tipo industriale “. L’ultima frontiera per De Castelli è un tipo di bombatura che richiede il ricorso, oltre ai macchinari 4.0 e alla manualità, anche a macchine speciali battilamiera, che riproducono il sistema di battitura delle prime automobili, a fine 800. Il primo prodotto è Ambrosia, un grande bancone che per ora è un pezzo unico, ma Celato vorrebbe sviluppare una serie di oggetti che usano lo stesso sistema, come la madia Sculpt.


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