di nuovo in aula

Ritorno a scuola, i trasporti sono un rebus. Le posizioni di governo, Regioni e Cts

Niente accordo. Pressing dell’Esecutivo sui tecnici per ridurre la distanza di un metro nel trasporto pubblico locale. I governatori chiedono modifiche anche sugli scuolabus

di Sara Monaci e Claudio Tucci

Covid e scuola, 2,4 milioni di banchi. Azzolina: già a settembre

Niente accordo. Pressing dell’Esecutivo sui tecnici per ridurre la distanza di un metro nel trasporto pubblico locale. I governatori chiedono modifiche anche sugli scuolabus


3' di lettura

Con un 1 metro di distanziamento, e le attuali regole sanitarie, i mezzi di trasporto si riempiranno al 50/60%; senza quindi nuovi fondi e mezzi aggiuntivi per molti studenti sarà difficile arrivare a scuola. È questo il nodo, tecnico e politico, alla base delle frizioni, crescenti, tra governo e regioni a pochi giorni dalla riapertura, in presenza, del nuovo anno scolastico (il 1° settembre si parte con i recuperi, il 14 con l’avvio vero e proprio delle lezioni).

A testimonianza di un clima non disteso, è il rinvio a oggi alle 11 di una riunione in programma ieri tra i governatori, il commissario Domenico Arcuri e i quattro ministri competenti: Lucia Azzolina (Istruzione), Francesco Boccia (Affari regionali), Paola De Micheli (Infrastrutture) e Roberto Speranza (Salute). Riunione che ha confermato le divisioni proprio sul tema dei trasporti pubblici.

Le posizioni in campo, dal Cts alle regioni

Le posizioni in campo sono queste: da un lato il Comitato tecnico-scientifico che suggerisce di mantenere sui mezzi pubblici un distanziamento di almeno un metro (oltre al consueto uso di mascherine), anche per l’autunno, e di lavorare invece sullo scaglionamento degli orari di ingresso (tra le 8 e le 9.30) e di uscita degli studenti . Qualche ministro è d’accordo, molti spingono per un allentamento sul metro di distanza, lo stesso premier Giuseppe Conte si è interrogato sulla fattibilità. Le Regioni sottolineano che la distanza andrebbe ridotta, se non eliminata, in quanto non è altrimenti possibile garantire un servizio efficiente in vista della riapertura delle scuole e della ripresa delle attività.

La richiesta è trasversale: arriva dall’Emilia Romagna così come dalla Lombardia e dal Veneto. In Lombardia, in particolare, è ancora in vigore formalmente l’ordinanza che ha annullato il distanziamento sia su ferro che su gomma, anche se per prudenza alcune società di tpl locale hanno preferito non aderire. L’Atm di Milano, ad esempio, continua ad osservare le regole nazionali, pur suggerendo adesso di utilizzare anche gli spazi in piedi (solo quelli indicati, peraltro mai frontali), per arrivare almeno al 60% dei passeggeri.

La società milanese già fa i conti con una perdita di 200 milioni quest’anno e 100 il prossimo, se non ci saranno cambiamenti. L’assessora regionale ai Trasporti Claudia Terzi sottolinea che le Regioni «chiedono da maggio una programmazione, ora siamo in ritardo. L’utilizzo dei separatori non è stato ancora chiarito, non sappiamo in che tempi e in che modi e per quali costi andranno messi».

Di separatori si è parlato all’ultimo vertice sul trasporto pubblico. Una soluzione, però, ritenuta praticabile solo per il trasporto extraurbano e per i treni locali. Sarebbe escluso il trasporto locale, bus e metro. Secondo fonti di governo, poi, i tempi di installazione dei separatori sarebbero di tre mesi, considerando anche la scelta del materiale idoneo e la sanificazione.

Le linee guida sul trasporto scolastico

Per il trasporto scolastico, con in testa gli scuolabus per gli studenti fino alla scuola secondaria di primo grado, il ministero delle Infrastrutture ha ribadito ieri le linee guida allegate al Dpcm dello scorso 7 agosto. Per accedere allo scuolabus serve la mascherina, che va tenuta per tutto il viaggio. Prima di accedere al mezzo, quindi a casa, bisogna misurare la febbre. All’interno dello scuolabus bisogna rispettare il metro di distanza e dunque i posti vanno riempiti seguendo l’allineamento verticale dei sedili.

Solo i fratelli o i bambini che vivono sotto lo stesso tetto potranno sedersi accanto. Unica deroga al distanziamento è ammessa per i percorsi inferiori ai 15 minuti. Ciò significa che solo al di sotto di tale soglia i mezzi possono viaggiare a pieno carico. Ai comuni è rimessa, sulla base delle necessità, la facoltà di differenziare le fasce orarie di trasporto, non oltre le due ore antecedenti l’ingresso usuale a scuola e un’ora successiva all’orario di uscita previsto. Regioni ed enti locali hanno fatto presente che senza “modifiche” rischiano di mancare all’appello la metà dei mezzi e che per reperirli (ad esempio usando i bus turistici) servono più risorse.

All’incontro di oggi le regioni hanno ribadito tre richieste: «Oltre ai trasporti, vogliamo avere certezze su organico e arredi - ha spiegato Cristina Grieco (Toscana, coordinatrice degli assessori al Lavoro e all’Istruzione) -. Tutti lavoriamo da mesi per lo stesso obiettivo, la riapertura in sicurezza delle scuole. Ma abbiamo bisogno di indicazioni chiare».

Una stessa attenzione che il presidente di Confindustria Servizi, Lorenzo Mattioli, chiede di porre alle attività di sanificazione: «A pochi giorni dalla riapertura, sulla quale incombe un sicuro immediato stop dovuto alle elezioni assistiamo alla corsa per nuovi spazi in attesa di banchi monoposto, mentre non si comprende la necessità di mettere in campo un grande progetto per la sanificazione, da considerare come vero e proprio presidio sanitario, da agevolare sino a quando dovremo convivere con il virus».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti