ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCioccolato

Ritter compie 110 anni e punta a crescere in Italia

Giro d’affari oltre i 500 milioni e priorità alla coltivazione sostenibile di cacao

di Maria Teresa Manuelli

3' di lettura

Business familiare da 505 milioni di euro nel 2021, 1.800 dipendenti tra la sede di Waldenbuch (Germania), lo stabilimento di Breitenbrunn in Austria - che ha iniziato le attività nel 2021 - e le dieci filiali internazionali, una produzione di circa 40 varietà di cioccolato vendute in più di 100 paesi in tutto il mondo. Per l'azienda tedesca Alfred Ritter GmbH & Co. fondata nel 1912 il cioccolato è una scienza esatta, anzi al quadrato, da oltre un secolo.

«In questi 110 anni di storia e di continue innovazioni alla base di tutto il processo produttivo c'è sempre stata la massima cura nella selezione di materie prime naturali e di qualità, approvvigionate in modo sostenibile. Per noi “cioccolato” e “responsabilità” devono coesistere», afferma Thomas Straub, amministratore delegato di Ritter Sport Italia, che nel nostro Paese ha un giro d'affari di 25 milioni di euro. «Nei prossimi mesi lanceremo nuove referenze di cioccolato fondente. In Italia, infatti, abbiamo ancora spazio di crescita in questo segmento: si pensi che qui le vendite di fondente sono quasi al 50% sul totale contro una media del 12% negli altri Paesi».

Loading...

Dall'inizio degli anni '80, il tema della sostenibilità ha assunto un ruolo sempre più importante per l'azienda che vi destina circa il 10% degli investimenti globali. Cacao-Nica è il progetto-pilota di cooperazione internazionale e sviluppo agroforestale in Nicaragu a avviato nel 1990, volto a supportare i piccoli proprietari nicaraguensi nella coltivazione sostenibile del cacao, tutelando al contempo le risorse naturali. Oggi, circa 1.500 tonnellate di fave di cacao provengono da partnership con 4mila agricoltori in circa 20 diverse cooperative. Un altro importante passo è rappresentato dalla piantagione El Cacao (circa 5 milioni di euro di investimento), fondata 10 anni fa e tra le più grandi aree di coltivazione di cacao al mondo con 2.500 ettari totali. Oltre ad avere ottenuto la certificazione Rainforest Alliance, El Cacao è riconosciuto come un progetto di protezione del clima secondo Gold Standard e dal 2021 genera crediti di compensazione. La piantagione, infatti, ha l'obiettivo di generare 110mila tonnellate di crediti di carbonio nel corso di 30 anni, compensando le emissioni di CO2 derivanti dalla produzione anche grazie all'importante lavoro di piantumazione: nel decennio sono stati piantati in loco più di 1 milione e mezzo di alberi.

Uno degli obiettivi che Ritter Sport punta a raggiungere entro il 2025 è la totale tracciabilità di tutto il cacao utilizzato. «Questo non solo per quanto riguarda la coltivazione del cacao – prosegue Straub –. Dal 2020, Ritter è anche un’azienda climaticamente neutra: il risultato del percorso di riduzione delle emissioni, calcolo delle emissioni residue di CO2 e compensazione delle emissioni inevitabili. Puntiamo a raggiungere, sempre entro il 2025, la neutralità climatica a livello di intera filiera».

Per un altro importante ingrediente, le nocciole, l'obiettivo è approvvigionarsi da una produzione sostenibile e promuovere condizioni di lavoro socialmente accettabili nell'agricoltura. Per questo l'azienda sta sviluppando in Francia la Caussade, la propria azienda agricola sostenibile, dove viene posta molta attenzione alla coltivazione per la conservazione delle risorse e alla promozione della biodiversità: entro il 2030 fino al 20% del fabbisogno di nocciole sarà realizzato qui. Un ulteriore investimento per il futuro della sede di Waldenbuch è infine l’ampliamento dell’edificio all’avanguardia inaugurato nel novembre 2021, progettato per completare l’esistente edificio “Schokozentrale”. L’estensione ha ottenuto il certificato Dgnb Gold dal Consiglio tedesco per l’edilizia sostenibile. Inoltre, è stato implementato il principio “cradle to cradle”, che prevede il reintegro in natura dei materiali una volta terminato il loro utilizzo.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti