MISURE anti crisi

Riuscirà il Decreto Cura Italia a salvare il settore culturale?

Dall'estensione della cassa integrazione all'indennità di 600 € per artisti e lavoratori autonomi, dal rinvio dei pagamenti per le imprese ai rimborsi dei biglietti

di Roberta Capozucca

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Coronavirus Mibact 2020

Dall'estensione della cassa integrazione all'indennità di 600 € per artisti e lavoratori autonomi, dal rinvio dei pagamenti per le imprese ai rimborsi dei biglietti


5' di lettura

Nella notte del 17 marzo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'attesissimo Decreto “Cura Italia” , che stanzia 25 miliardi di euro per far fronte all'emergenza Covid-19 e ammortizzare le perdite economiche del Paese.

I 127 articoli del decreto legge si occupano anche di cultura e turismo, accogliendo in parte le istanze avanzate al MiBACT dalle associazioni di categoria e prendendo tempo per disporre, si spera, di interventi strutturali di più lungo respiro. Andrea Cancellato, presidente di Federculture e tra i principali interlocutori del ministero in questo delicato momento, ha commentato: “apprezziamo il grande impegno del governo nell'affrontare l'emergenza Coronavirus e lo sforzo messo in campo con il decreto Cura Italia, con cui il Consiglio dei ministri dimostra di aver prestato ascolto anche ad alcune delle richieste del mondo della cultura, dando prime risposte importanti alla situazione drammatica in cui versano le imprese e gli operatori del settore”. Tra queste c'è l'estensione della cassa integrazione in deroga a tutti i lavoratori sia della cultura che del terzo settore (Art. 22); l'indennità di 600 euro per i professionisti non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie (Art. 27) e ai lavoratori dello spettacolo (Art. 38); la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali per tutti i soggetti che gestiscono musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici, nonché orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali e che svolgono attività di guida e assistenza turistica (Art. 61); la sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi (Art. 62); il rimborso tramite voucher dei biglietti già erogati (Art. 88); l'istituzione del Fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo (Art. 89) e il rinvio dell'approvazione dei bilanci sociali (Art. 107).

Ciccio Mannino, presidente delle Officine Culturali di Catania e tra i promotori della riunione del 4 marzo con il MiBACT, commenta così le misure contenute nel nuovo Decreto: “visto lo stato di crisi in cui il settore verte, oggi credo sia necessario adottare un approccio pragmatico alla sua lettura; in questo momento è facile pensare di poter immaginare uno scenario post-crisi profondamente rivoluzionato, ma per raggiungere l'altra sponda del fiume serve innanzitutto una imbarcazione solida, poi una rotta strategica e, infine, una visione di cosa vorremo fare una volta arrivati su quella riva. Ecco io credo che l'attuale decreto di marzo sia la risposta ad un immediato bisogno di sopravvivenza, aprile invece dovrà essere la presa di coscienza da parte dei decisori della rotta da seguire e i mesi successivi, mi auguro, possano essere l'occasione per gettare le premesse per la ripartenza, anche alla luce della stabilizzazione delle variabili inaspettate a cui tutti stiamo assistendo in questo momento. Ma partire dalla solidità dell'imbarcazione di salvataggio è irrinunciabile.
Per quanto riguarda le misure, ci possiamo dire soddisfatti. Certamente speravamo in ulteriori decisioni che intervenissero anche su alcuni aspetti gestionali e fiscali del Terzo Settore, che non sono mai stati portati a termine dalla Riforma. Mi riferisco, solo per fare alcuni esempi, alla riattivazione del 2x1000, alle risorse del 5x1000, alla immediata istituzione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore ( RUNTS ) e al completamento della procedura per l'autorizzazione delle agevolazioni fiscali per gli Enti del Terzo Settore. C'è da chiedersi poi se la detrazione dell'imposta sul reddito delle erogazioni liberali effettuate a favore delle associazioni senza scopo di lucro e finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell'emergenza da Covid-19 (Art. 66 del Decreto del 17 marzo) riguardi anche le associazioni impegnate in attività culturali rivolte alle comunità di riferimento durante questa delicata fase. Insomma, a conti fatti emerge da parte del Governo un'attenzione al mondo culturale che forse non si era mai vista e allo stesso tempo la consapevolezza che tale attenzione deve necessariamente fare i conti con una crisi trasversale ed estesa, che in questa fase va affrontata con un approccio olistico e certamente non campanilistico”.
Il Decreto Legge completo è consultabile sulla Gazzetta Ufficiale. Di seguito le misure più rilevanti per il settore culturale e creativo.

Per le imprese
La misura più importante introdotta dal Decreto è sicuramente l'estensione dei criteri di ammissibilità al regime di Cassa integrazione in Deroga, ora prevista anche per le imprese culturali. Ci sono poi le sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria anche per i soggetti che gestiscono teatri, sale da concerto, sale cinematografiche e per soggetti che gestiscono musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici nonché per chi svolge attività di guida, assistenza turistica o biglietteria. Al riguardo sarà probabilmente necessario prevedere ulteriori slittamenti poiché la grande maggioranza delle imprese culturali dipende finanziariamente dal flusso di cassa e venendo meno questo fattore, anche nei mesi successivi questi pagamenti potrebbero rappresentare una criticità.
È stata confermata, inoltre, la possibilità da parte di cinema, teatri, musei e altri luoghi della cultura, chiusi a seguito dell'adozione delle misure di contenimento, di poter erogare dei voucher di pari importo rispetto al biglietto acquistato e utilizzabili dagli utenti entro un anno. Sembra però che questo sistema non faccia fronte alle ingenti disdette che hanno colpito il settore già prima del decreto dell'8 marzo, che rimarranno un mancato guadagno.

Indennità per i lavoratori autonomi e dello spettacolo
Anche i tantissimi professionisti che collaborano in qualità di autonomi con le imprese culturali e che rappresentano una delle leve più forti del nostro sistema culturale potranno accedere all'indennità di 600 euro per il mese di marzo. Il contributo economico, che sarà erogato dall'INPS nel limite di spesa complessivo di 48,6 milioni di euro per l'anno 2020, è erogabile solo ai lavoratori non iscritti ad altre forme previdenziali, come solitamente le categorie professionali legate agli ordini. Lo stesso trattamento è stato esteso anche ai lavoratori iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori dello spettacolo con almeno 30 giorni di contributi versati nell'anno 2019, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro.
Si prevede, inoltre, la destinazione del 10% dei compensi incassati dalla Siae per copia privata al sostegno economico degli autori, degli artisti interpreti ed esecutori che possono riscuotere i diritti d'autore; si tratta di risorse che annualmente vengono destinate alla creatività dei giovani autori.

Fondo emergenza spettacolo, cinema e audiovisivo
Nello stato di previsione del Ministero, al fine di sostenere i settori dello spettacolo, del cinema e dell'audiovisivo, sono stati istituiti anche due Fondi con una dotazione complessiva di 130 milioni di euro per l'anno 2020, di cui 80 milioni di euro per la parte corrente e 50 milioni di euro per gli interventi in conto capitale. La ripartizione del fondo sarà sancita entro 30 giorni dall'entrata in vigore del Decreto “Cura Italia”, attraverso un'ordinanza del Ministro per i Beni e Attività Culturali.

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