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Riva forni elettrici, nel 2021 ricavi per 4,37 miliardi

Il Gruppo controlla siti produttivi in Germania, Francia,Italia Belgio, Spagna, Canada - L’anno scorso prodotte 6,6 milioni di tonnellate

di Matteo Meneghello

(stockyes - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il Gruppo Riva Forni elettrici archivia un 2021 in decisa crescita e, sfruttando il forte aumento della marginalità (425,7 milioni di margine operativo contro il «rosso» di 98,1 dell'esercizio precedente) e il rimborso anticipato di alcuni finanziamenti a medio lungo termine, irrobustisce la posizione finanziaria netta, che chiude con cassa positiva per 43,1 milioni (-142,4 milioni nel 2020). Il primo trimestre di quest'anno rimane ancora in crescita, con un aumento del fatturato del 75% rispetto al primo trimestre dell'anno scorso, anche se, vista la caduta della domanda nel mercato dell'acciaio registata nelle ultime settimane, per fine anno «è ragionevole aspettarsi un risultato positivo - spiegano gli amministratori - anche se di minore entità rispetto a quello dell'esercizio appena concluso».

Il Gruppo Rfe, fondato nel 1954 da Emilio Riva, è - con una produzione che nel 2021 ha raggiunto 6,6 milioni di tonnellate di acciaio (+18,4% sul 2020) - uno tra i principali player europei nel settore (i siti produttivi sono localizzati in Francia, Germania, Italia, Belgio, Spagna e Canada) storicamente specializzato nella produzione di «lunghi» destinati a servire i settori dell'edilizia, della meccanica, dell'automotive, del movimento terra. A incidere sui risultati dello scorso anno c'è stato anche un maggiore consolidamento delle quote di produzione nel settore in cui il Gruppo opera e il continuo processo di verticalizzazione dei prodotti. In questo scenario, come detto, il Gruppo Rfe - presieduto da Claudio Riva - ha archiviato un 2021 in decisa ripresa rispetto all’anno precedente, registrando tutte le principali voci di bilancio con il segno positivo e, in particolare, un Ebitda e un utile netto rispettivamente a quota 509 milioni di euro (negativo per 14 milioni nel 2020) e 286 milioni di euro (negativo per 68 milioni nel 2020). Il Gruppo - i dipendenti sono circa 5.500 - grazie a un costante piano di investimenti (84 milioni di euro spesati nell'ultimo anno) «si è inoltre posto - spiegano gli amministratori - nelle condizioni di essere pronto sia a cogliere quella ripresa che ha contraddistinto i primi quattro mesi di quest'anno e sia, nello stesso tempo, a fare fronte a problematiche non secondarie quali il caro energia, la contrazione della domanda e la discesa dei prezzi, che invece potrebbero rimanere sullo sfondo nei prossimi mesi dell’anno, con l’obiettivo di puntare soprattutto a mantenere nel medio e lungo termine la propria leadership nel segmento di riferimento a livello europeo».

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Nel 2021 il Gruppo Rfe ha prodotto 6,6 milioni di tonnellate di acciaio (+18,4% rispetto al 2020) e generato ricavi pari a 4,37 miliardi di euro (+65,7% rispetto al 2020). La Francia, in particolare, è stato il primo mercato per fatturato con 1,501 miliardi, sorpassando la Germania (con 1.,373 miliardi); a seguire Italia (675 milioni di fatturato), Belgio e Spagna (ciascuno con 398 milioni fatturati) e Canada, mercato dove il gruppo ha generato ricavi per 32 milioni di euro. Proprio quest'anno ricorre il 30° anniversario di attività in Germania, dove oggi il Gruppo è ormai presente con cinque siti di produzione (a Brandeburgo, Hennigsdorf, Lampertheim, Horath e Trier).


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