nuova mobilità

Rivoluzione e-bike: +300% in 4 anni. E la logistica segue a ruota

In Italia ci sono borghi bellissimi ma con centri storici inadatti al traffico e al passaggio di camioncini e mezzi a motore ingombranti. Una buona soluzione viene dai cargo bike o dai tricicli cargo a pedalata assistita, mezzi ideali nelle zone di traffico limitato (Ztl) e nel settore della logistica cittadina

di Dario Ceccarelli


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(Adobe Stock)

5' di lettura

È una rivoluzione silenziosa. Che sta cambiando profondamente abitudini e stili di vita consolidati. Sia nelle grandi città che nei piccoli centri di provincia. Sia in vacanza che al lavoro. Che dà un forte impulso al turismo. E che oltre alle persone trasporta anche merci. Soprattutto quelle del cosiddetto “ultimo miglio” .

È una rivoluzione indolore, che di sicuro non fa danni all’ambiente, scattata all’improvviso nel 2016, l’anno che fa da spartiacque. Prima infatti la bici elettrica, o e-bike, galleggiava intorno ai 50mila modelli venduti all’anno. Sembrava una di quelle idee nate per venire incontro a un mercato di nicchia, rivolto soprattutto alla terza età o a chi soffre di qualche patologia limitativa.

Invece la bici elettrica, o a pedalata assistita, sta prendendo sempre più piede. Nel 2016 ne sono state vendute 125 mila con un incremento superiore al 120%. Nel 2017 quasi 150 mila (+19%). Nel 2019 si supererà il muro delle 200mila con un incremento del 300% in quattro anni.

La e-bike viene usata dai pensionati per muoversi più agilmente, dalle mamme per portare i figli a scuola, ma anche dai ciclo turisti per arrivare a mete attrattive dove però farebbero troppa fatica ad arrivare. Un boom, questo, ormai in crescita esponenziale.

Un' altra grande rivoluzione, che ha come protagonisti queste biciclette, è quello del trasporto delle merci e delle consegne a domicilio, che grazie al commercio online è ormai un fenomeno sempre più diffuso.

Ma c'è un ostacolo. In Italia ci sono borghi bellissimi ma con centri storici inadatti al traffico e al passaggio di camioncini e mezzi a motore ingombranti: vicoli, portici, piazzette dove una volta passavano solo a piedi o a cavallo.

Una buona soluzione viene dai cargo bike o dai tricicli cargo a pedalata assistita, mezzi ideali nelle zone di traffico limitato (Ztl) e nel settore della logistica cittadina. L’idea è questa: meno traffico a motore, consegne più rapide e, soprattutto, la possibilità di arrivare a brevissima distanza dall'indirizzo fissato per consegnare la merce richiesta.

«Sì, con le nuove limitazioni abbiamo riconsiderato la bicicletta», spiega Ermes Ros, fondatore e amministratore di Triclò, azienda specializzata nella logistica dell'ultimo miglio con sede a Padova. «Abbiamo scelto il triciclo proprio perchè è una bicicletta, un mezzo leggero con impatto quasi nullo che però può trasportare volumi consistenti. In pratica un triciclo riesce a sostituire un furgoncino a motore».

Triclò opera soprattutto in Veneto, in centri storici come Vicenza, Verona, Venezia e Treviso. «All’inizio eravamo considerati un fenomeno di marketing. Più simpatici che pratici. Ma a poco a poco abbiamo aumentato la produttività. Oggi, dopo 11 anni, veniamo presi molto sul serio. Siamo più efficienti dei servizi tradizionali e con dei livelli più alti di servizio. Nel 2018 abbiamo effettuato oltre 180mila consegne, pacchi, buste, colli, diventando partner esterni di corrieri espresso di primo piano e collaborando per la consegna dello spesa a domicilio con gruppi della grande distribuzione».

Una curiosità: con questa modalità di trasporto, i ladri vengono demotivati. «Sì, grazie ai tricicli - prosegue Ros - non abbiamo mai subìto un furto. Il motivo è semplice: perchè con essi riusciamo ad arrivare a pochi metri dal punto delle consegne. Poi i tricicli si notano: quindi un eventuale ladro non passerebbe inosservato».

Un altro elemento interessante è questo: che soprattutto nell'ambito delle consegne questi mezzi sono economicamente più convenienti.

Milo Cargnelli ha fondato la start up One less Vans che studia il settore: «La bicicletta ha un peso intorno ai 14 chili, quindi inferiore a quello di qualsiasi utilizzatore, anche di un bambino», precisa Cargnelli. «Trasferire questo paradigma alla logistica è una grande soddisfazione che dà questi risultato: minor peso, minor consumo, maggior efficienza energetica. L'aspetto economico è quello che ci preme di più, perchè non tutti sono interessati alla questione ambientale. I triclò sono dei mezzi a pedalata assistita con un peso di 110 chili e possono trasportare serenamente, solo di carico , oltre 250 chili in uno spazio di 1,5 metri cubi, oltre al pedalatore . Nessun mezzo a motore piò vantare numeri del genere».

Una volta si diceva: hai voluto la bicicletta? E allora, pedala! Adesso quel vecchio modo di dire va corretto così: “Pedala, ma con l'aiutino”. Un aiutino che viene utile soprattutto quando si pedala in paesaggi splendidi ma non sempre alla portata di tutti. In quei posti che fanno bella l’Italia.

Le colline toscane e l'entroterra ligure, le colline del Prosecco e gli argini del Brenta nel Veneto. Ma anche certe strade del Monferrato e dell'Alessandrino, tra vigneti e castagni, lungo le strade dei grandi campioni che hanno segnato la storia del ciclismo, da Fausto Coppi a Girardengo, da Giovanni Gerbi, detto “Diavolo rosso” a Giovanni Chiusolo, soprannominato “manina” per una sua certa propensione alla spinta.

«Ci fosse stata la pedalata assistita, non ne avrebbe avuto bisogno», racconta Stefano Guatelli , noleggiatore e accompagnatore e-bike sui colli tortonesi in Piemonte.

«Con queste bici si possono affrontare itinerari che altrimenti sarebbero preclusi», dice Guatelli. «Queste zone evocano nomi importanti del ciclismo: il mito di Fausto Coppi porta turismo da tutta Europa . Tutti vogliono vedere la casa dove è nato, dove si allenava. Grazie alle e-bike, vengono anche tante coppie perchè finalmente anche le mogli possono fare gli stessi gli stessi percorsi del marito senza fare una fatica esagerata. Poi ci sono le degustazioni: vino, formaggi, piatti tipici, il tutto attraverso un paesaggio straordinario. Lavoriamo con italiani e stranieri. Tutti, ogni volta dopo una gita, tornano con lo stesso sorriso…».

«La bicicletta elettrica è una invenzione straordinaria », spiega Moreno Argentin, 60 anni, veneto di San Donà del Piave, campione del mondo su strada nel 1986 a Colorado Spring e vincitore di quattro Liegi-Bastogne-Liegi.

«Sì, l’e-bike è straordinaria perchè allarga tantissimo la forbice degli utilizzatori. Dall’uso urbano a quello ludico, dal cicloturismo di pianura a quello di montagna. E fa bene anche ai bilanci della sanità. Perché chi non si muoverebbe, invece, così fa un buon esercizio. Io pur avendo vinto un titolo mondiale, non sono più allenato. In montagna faccio fatica… Ho una certa età…Ma con un piccolo aiuto ci vado volentieri senza arrivare devastato all’ora di cena. Peccato però che ci sia un problema…».

Quale problema? « Il problema vero è che la classe politica, sia centrale che periferica, fatica a cogliere questa nuova potenzialità. Per andare in bicicletta, anche a pedalata assistita, ci vogliono infrastrutture serie altrimenti è una rivoluzione a metà. E servono piste ciclabili che garantiscano la sicurezza. Ci vuole un cambiamento culturale. E invece è sempre tutto lasciato al caso. Alle famiglie con bambini bisogna garantire una passeggiata in serenità. Come si fa a non capirlo? Il turismo è un segmento da 50 miliardi e noi, nel campo del ciclo turismo, lasciamo tutto alla Germania che ha paesaggi molto meno belli dei nostri. Noi abbiamo tutto, ma spesso ce ne dimentichiamo. Che spreco!».

Per approfondire:
Dalla bicicletta un'economia da oltre 150 miliardi di euro per l’Europa
Prodotto interno bici: in Italia può valere fino a 23 miliardi l’anno

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