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Rivoluzione hi-tech, servono nuovi profili

di G.Pog. e Cl.T.


1' di lettura

Con più di 2mila dipendenti, Heineken è il primo produttore di birra in Italia, dove produce e commercializza oltre 5,7 milioni di ettolitri di birra. I dipendenti sono aumentati tra il 5 e il 10% negli ultimi anni. «Il settore della birra offre buone possibilità di trovare impiego, sta infatti vivendo un momento storico importante in Italia», spiega l’Hr director Mario Perego. «La rivoluzione tecnologica richiede nuove competenze e schemi di selezione diversi rispetto al passato. Cerchiamo profili con forti competenze verticali nelle scienze alimentari o nella chimica e investiamo nella formazione dei nuovi talenti». Nel commerciale «cerchiamo consulenti in grado di accompagnare l’utente all’acquisto, con doti comunicative sofisticate, capacità di analisi dei dati e abilità strategiche e creative», continua Perego «nella produzione cerchiamo la figura dell’ingegnere chimico alimentare che unisce le competenze ingegnere chimico e tecnologo alimentare. Infine l’automation specialist, specialista automazione all’interno dei birrifici che riesce a gestire tutti gli strumenti di automazione mettendoli in connessione tra di loro e attento al tema della sostenibilità ambientale». Per colmare il gap di specializzazione è nata l’Università della Birra a Milano, un «approfondimento teorico e pratico sui fondamentali del mondo della birra, dalle materie prime alle dinamiche di mercato, dedicato ai professionisti del settore Ho.Re.Ca e Modern Trade», conclude Perego.

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