IL CONCEPT VISION IV

Rivoluzione agli ioni di litio in casa Škoda

di Cesare Cappa

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Zero CO2.La Škoda Vision iVanticipa le future elettriche della marca di Mladá Boleslav basate sulla piattaforma Meb del gruppo Volkswagen. L’autonomia è di 500 km e il pacco di celle Li-Ion si ricarica l’80% in circa 30 minuti


3' di lettura

Il pragmatismo Škoda deve fare i conti con la mobilità elettrica. E la nuova concept Vision iV, fornisce lo spunto ideale per raccontare l’elettrificazione nel panorama tecnologico del Costruttore ceco.

Quanto il pianale Mqb abbia rivoluzionato le dinamiche industriali all’interno del gruppo Volkswagen è cosa nota. Quanto invece realizzerà la nuova piattaforma Meb è ancora da stabilire. Una piattaforma dedicata ai veicoli elettrificati, su cui la nuova concept Vision iV è stata appunto costruita. La modularità tocca le corde dell’elettrico, mentre il prototipo Škoda mostra lo studio di un crossover a cinque porte, incline ad identificarsi come coupé. In sostanza racchiude la fruibilità che in qualche modo appartiene al mondo dei Suv, e la sportività invece propria delle automobili filanti. Anche perché il quadro prestazionale che fornisce sulla carta, dovrebbe regalare performance di assoluto rilievo. Le due unità elettriche, ciascuna per ogni asse di trazione, garantiscono una potenza di sistema pari a 306 cavalli. Un dato che assicura alla Vision iV uno scatto da zero a 100 km/h inferiore ai 6 secondi (5,9 per l’esattezza). Mentre la velocità massima si limita alla quota dei 180 km/h. Un valore oltre al quale sarebbe vano il progetto di efficienza che si cela dietro ad una vettura elettrica. Il pacco batterie agli ioni di litio infatti, vanta un autonomia nel recente ciclo di omologazione Wltp pari a ben 500 km. A cui si somma la possibilità di ricaricare l’80% del pacco in poco più di 30 minuti da una colonnina di ricarica veloce. La batteria, la cui capacità è pari a 83 kWh, è raffreddata a liquido e si trova tra i due assi della vettura, proprio sotto il pianale. Una collocazione utile per abbassare il baricentro dell’auto.

Trattandosi di un prototipo, la Vision iV si può permettere il lusso di portare in dote una serie di sistemi di assistenza alla guida che le garantiscono il livello 3 nell’ordinamento stilato da Sae (Society of Automotive Engineers). Ossia dispiegamento in massa di radar e laser, in modo tale che la strada sia scansionata in ogni singolo dettaglio. Questo livello di guida autonoma consente al conducente, in determinate condizioni di marcia (tipo in colonna a bassa velocità) di procedere senza toccare alcun comando e senza prestare attenzione alla strada. Una situazione non concessa dalla normativa attuale.

Quanto all’elettrico, la Vision iV non è altro che la punta dell’Iceberg di una gamma già nel vivo dell’elettrificazione. Infatti entro il 2022 saranno una decina le vetture a marchio ceco elettrificate. Mentre nel 2019 sarà la volta della Superb plug-in e della piccola Citigo elettrica.

Decisamente più attuale la nuova Kamiq, che completa verso il basso – in funzione delle dimensioni compatte – la gamma suv Škoda. In questo caso la modularità è rappresentata dal pianale Mqb. Misura 4.241 mm di lunghezza, 1.793 mm di larghezza e 1.531 mm di altezza. Il passo è invece di 2.651 mm. La voce più rilevante in questo segmento di mercato è però il bagagliaio: la Kamiq mette a segno una capacità di 400 l, che aumenta fino a 1.395 l abbattendo i sedili posteriori.

Qui però dall’innovazione della concept Vision iV e dei suoi motori elettrici, si alla passa tradizione più recente delle unità sovralimentate del Gruppo. Sigle che contemplano sia i benzina, sia i diesel, che l’opzione del metano. In tema di possibilità, l’evoluzione del marchio ceco ha influenzato il design interno di Kamiq, capace di rispondere alle esigenze di quel pubblico amante del digitale. Il quadro strumenti si rifà alle specifiche del Virtual Cockpit, la strumentazione digitale con schermo da 10,25”.

Ma Škoda sorprende tornando alle origini del marchio, manifestando la propria idea di micro-mobilità. Il prototipo di e-bike denominato Klement, ha un motore integrato nel mozzo della ruota posteriore che l’accelera a 45 km/h. Le due batterie al litio assicurano un’autonomia massima di 62 km.

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