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Rivoluzione nei tassi: €STR debutta a -0,549% e manda in pensione Eonia

Al via le quotazioni del nuovo indicatore overnight, calcolato con una differente metodologia per garantire maggior trasparenza ed evitare frodi. Entro fine anno anche il passaggio di consegne su Euribor.

di Maximilian Cellino

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Al via le quotazioni del nuovo indicatore overnight, calcolato con una differente metodologia per garantire maggior trasparenza ed evitare frodi. Entro fine anno anche il passaggio di consegne su Euribor.


3' di lettura

Addio Eonia, benvenuto €STR. La rivoluzione dei tassi del mercato interbancario segna proprio oggi 2 ottobre un punto di svolta: la Bce ha infatti pubblicato la prima quotazione ufficiale del nuovo indicatore di riferimento per i depositi overnight, calcolato attraverso una metodologia che risponde ai requisiti della direttiva sulla benchmark regulation (Bmr) e che dovrebbe garantire maggior trasparenza in modo da evitare gli scandali che nel recente passato hanno riguardato strumenti simili. Il primo valore ufficiale di €STR è stato fissato a -0,549%, in linea con le attese del mercato.

LA RIFORMA DEL TASSO OVERNIGHT

LA RIFORMA DEL TASSO OVERNIGHT

Un indice meno volatile
Sotto l’aspetto squisitamente tecnico, il valore di €STR (Euro Short-Term Rate) sarà determinato attraverso le effettive transazioni non coperte da collaterale (unsecured) di presa a prestito di denaro condotte da un panel allargato di banche con controparti finanziarie. Al contrario di quanto avveniva con Eonia non ci si concentrerà più dunque sul lato dell’offerta di liquidità, ma su quello della domanda (in teoria meno volatile), si escluderanno dal computo il 25% più alto e il 25% più basso delle rilevazioni effettuate e si pubblicherà il tasso facendo riferimento al giorno precedente (T+1) e non allo stesso (T).

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Incognita «tiering»
Il dato è appunto in linea con le stime di UniCredit e si mantiene poco sotto di quel tasso sui depositi che lo scorso 12 settembre l’Eurotower ha ridotto a -0,50%, anche se resta più di un dubbio sul possibile impatto del tiering. L’introduzione di un doppio livello di remunerazione delle riserve bancarie a partire dal periodo di mantenimento di ottobre potrebbe infatti esercitare pressione al rialzo su €STR nel momento in cui gli istituti di credito che hanno ancora capacità residua di allocare riserve presso la Bce a tasso zero decidessero di spostarvi la liquidità impiegata in precedenza nell’interbancario a tassi negativi. Una pressione che, secondo UniCredit, non dovrebbe essere tuttavia tale da riportare l’indicatore al di sopra del tasso sui depositi: niente di paragonabile quindi al terremoto che ha investito nelle scorse settimane (ma per ragioni diverse) l’interbancario Usa.

Un cammino ancora lungo
Per quanto compia un passo avanti fondamentale, la riforma dei benchmark non si conclude certo oggi. Il passaggio di testimone sarà infatti progressivo ed Eonia, calcolato adesso aggiungendo 8,5 punti base alla quotazione di €STR, conviverà con il nuovo indicatore fino al 3 gennaio 2022. Si apre quindi un lungo periodo di transizione durante il quale si dovrà effettivamente sviluppare un nuovo mercato di contratti indicizzati a €STR (che auspicabilmente diventi più liquido possibile in tempi rapidi) e in cui soprattutto il sistema bancario sarà chiamato a rispondere in modo rapido ed efficace al cambiamento.

Banche: chi si è mosso e chi è in ritardo
Su quest’ultimo aspetto la situazione appare variegata, a livello Continentale così come in Italia. E se quantificare le conseguenze della riforma non è facile per gli addetti ai lavori, perché occorre stimare gli impatti su tutta la catena del valore e non solo sui book delle sale operative, anche il grado di preparazione e consapevolezza dei vari istituti sembra differente.

«Le investment bank e i grandi gruppi bancari si sono mossi con un congruo anticipo a fronte di impatti non circoscrivibili esclusivamente all’introduzione del nuovo benchmark e della relativa operatività in €STR e ancora più avanti si sono portati gli istituti coinvolti in prima persona nei working group europei, ai quali è stato e sarà richiesto un notevole contributo nella messa in opera della riforma», sottolinea Alberto Montagano di Be Consulting, notando invece come «gli istituti bancari di minori dimensioni con una forte, se non esclusiva, connotazione retail hanno invece seguito meno da vicino le evoluzioni della riforma pur cercando di attrezzarsi per tempo a gestire la transizione».

L’attività di Abi e Assiom Forex, in attesa dell’Euribor
A questo proposito occorre ricordare come associazioni quali Abi, che rappresenta gli istituti di credito del nostro Paese, e Assiom Forex, che riunisce gli operatori sui mercati finanziari, si stiano da tempo muovendo per preparare in modo adeguato i propri affiliati ai cambiamenti. La loro opera, attraverso specifiche circolari e incontri, diventerà ancora più rilevante quando fra pochi mesi il cambio di testimone coinvolgerà i tassi Euribor. Anche perché a quel punto la rivoluzione interesserà più da vicino imprese e famiglie alle prese con mutui e finanziamenti a tasso variabile.

Riproduzione riservata ©
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    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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