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Roaming, richiamo di Agcom a Tim e Vodafone

di Andrea Biondi

2' di lettura

Dall’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) è arrivato un richiamo formale per Tim e Vodafone perché diano «piena attuazione» alla normativa Ue chiamata “Roam Like At Home” che prevede l’eliminazione di sovrapprezzi su sms, chiamate e navigazione sul web quando ci si trova all’estero. L’Agcom ha inviato un richiamo anche alla società Lycamobile «nella misura in cui non applica all’uso dei servizi mobili in roaming le stesse condizioni sottoscritte dall’utente a livello nazionale».

La rivoluzione attesa anni con la cancellazione del sovrapprezzo del roaming, a partire dal 15 giugno, in Italia sta subendo un percorso forse più accidentato del previsto. Dapprima c’è stato l’allarme sulle maglie lasciate aperte dalla normativa a chi volesse chiedere deroghe. Le preoccupazioni per deroghe generalizzate sono state fugate direttamente da Bruxelles. A ogni modo, Fastweb e Tiscali hanno richiesto deroghe all’Agcom come richiesto dalla normativa, per gli operatori in grado di dimostrare che con la disapplicazione dei sovrapprezzi per il roaming arrivberebbero a perdite complessive di fatturato superiori al 3 per cento.

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Per Tim e Vodafone è intanto scattato il richiamo formale, scrive l’Autorità, visto che per le due società rimangono «alcune criticità rispetto a profili specifici, quali ad esempio la limitazione al solo territorio nazionale di alcune promozioni, tra cui quelle a titolo gratuito», ossia che non prevedono costi di attivazione per la clientela, «quelle la cui attivazione è circoscritta a specifiche tipologie di utenza e quelle la cui fruizione è limitata a brevi periodi di tempo o aventi finalità di fidelizzazione».

Il problema verificato dall’Agcom sarebbe dunque che il traffico delle compagnie telefoniche in promozione e in omaggio su alcuni determinati profili tariffari, al momento, è utilizzabile solo in Italia nonostante le nuove regole sul roaming europeo in vigore dallo scorso giugno. Per quanto riguarda Lycamobile, il richiamo sarebbe sostanzialmente dovuto al fatto che a quanto verificato da Agcom la società «non applica all’utilizzo dei servizi mobili in roaming le stesse condizioni sottoscritte dall'utente a livello nazionale». Dalle tre società di telefonia ammonite Agcom attende ora la comunicazione sulle «iniziative che vorranno assumere per conformarsi al Regolamento Ue».

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