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Robert Griesinger: dall’università alle SS, la quotidianità di un nazista qualunque

Nel libro di Daniel Lee la storia del giurista di Stoccarda, uno dei tanti tedeschi che hanno alimentato l’ingranaggio del Regime

di Eliana Di Caro

Una delle divisioni delle SS (Afp)

3' di lettura

Questa storia è cominciata in Italia, e poi si è ramificata in sette Paesi alla ricerca di ogni dato che potesse dare sostanza a un nome e un cognome: Robert Griesinger. È a Firenze, infatti, che una studentessa olandese consegna nel 2011 allo storico Daniel Lee - in quel momento all’Istituto universitario europeo - un fascio di documenti su un nazista che risponde a quelle generalità. Carte scoperte per caso, nascoste nell’imbottitura di una poltrona comprata a Praga su cui la ragazza, inconsapevole, si è seduta per anni: di qui la richiesta al docente britannico di saperne di più. E Lee, studioso della Seconda guerra mondiale, non se lo fa ripetere.

Dopo un lungo lavoro, fatto di scavi negli archivi e di interviste a diversi interlocutori, l’autore ha ricostruito meticolosamente la parabola di chi in apparenza è solo un burocrate esecutore di ordini, un “nazista qualunque”... Ma che, insieme a una moltitudine di “colleghi”, ha pianificato con determinazione il proprio percorso all’interno del Terzo Reich, alimentando una rete indispensabile alla legittimazione del regime e poi al compimento dello sterminio.

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La poltrona della SS è tante cose: è il racconto di come l’autore ha condotto la sua “caccia”, tra difficoltà e colpi di scena; è l’esplorazione, con sguardo mai superficiale o velato dal pregiudizio, del più ampio contesto in cui si muove il protagonista; è l’incontro con la generazione successiva, quella delle figlie del nazista, che ha trovato rifugio nella rimozione e nel silenzio; è una lettura sorretta da un equilibrato tono narrativo.

Le idee suprematiste e la concezione della razza

Pagina dopo pagina, si entra nell’esistenza di Robert Griesenger. Il padre Adolf, militare e monarchico, era nato in Louisiana nel 1871, figlio di uno dei tanti emigrati tedeschi in cerca di fortuna negli Stati Uniti e poi rientrato a Stoccarda: le idee suprematiste e la concezione della razza arrivavano dunque da lontano. La madre Wally proviene da una ricca famiglia di imprenditori del legname. Robert, adorato primogenito, frequenta le scuole migliori della città, poi si laurea in Legge nella prestigiosa Università di Tubinga. La mediocrità nel rendimento scolastico fa il paio con la sua ambizione. Nell’ateneo si iscrive alla confraternita Suevia Tübingen, un gruppo nazionalista di estrema destra: il passo verso le SS è breve. Lui e molti altri giuristi della sua età saranno al servizio della macchina amministrativa e repressiva hitleriana. A 29 anni Griesinger entra nella sezione legale della Polizia politica del Württemberg. Non partecipa agli interrogatori nelle celle di tortura, ma, ovviamente, sa.

A Praga

Intanto, dimostrata - come da prassi, alla fine di lunghi accertamenti - la purezza ariana della sua fidanzata Gisela Nottebohm, si sposa: nasceranno Jutta e Barbara. Dopo l’esperienza sul fronte sovietico nell’estate del ’41, in cui migliaia di ebrei sono massacrati nei villaggi ucraini da soldati della Wehrmacht o con la loro complicità, è una svolta per lui ottenere un posto da funzionario al ministero dell’Economia e del Lavoro a Praga. Siamo nel marzo del ’43. Nella capitale occupata dai tedeschi, ha il compito di chiudere le imprese (del vetro, dei minerali, della ceramica) e trasferire i lavoratori in Germania, strappandoli alle loro famiglie. A dispetto del regime di terrore imposto dal generale Reinhard Heydrich, e dei campi di concentramento che si riempiono di ebrei, slavi, rom, i Griesinger conducono un’esistenza piacevole nella loro villetta, dove la sera si ascolta Verdi al grammofono. Ancora per poco, però. Il certificato di morte del funzionario 38enne, recuperato da Lee, reca la data del 27 settembre 1945 e l’indicazione della sepoltura in una fossa comune a Ďáblice.

Una storia istruttiva, quella del “nazista di rango inferiore”: emblematica delle responsabilità dei singoli nella tragedia di un continente.

La poltrona della SS, Daniel Lee, Traduzione di Fiorenza Conte, nottempo, Roma, pagg. 393, € 20

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