gestione hi tech

Robot subacquei, droni e digitale per il controllo di centrali e reti

Premiato allo Smau il nuovo sistema di gestione sviluppato internamente

di Carlo Andrea Finotto


default onloading pic
Uno dei droni che Cva usa per monitorare lo stato di salute delle condutture

2' di lettura

Robottini subacquei che verificano la tenuta strutturale esplorando 50 km di condotte forzate mentre, all'esterno, droni speciali analizzano lo stato di salute delle tubature. Per ora una sperimentazione, presto la normalità della manutenzione hi tech di Compagnia valdostana delle acque, la partecipata regionale che gestisce 6 dighe, 32 centrali, oltre 200 km di canali e 50 di condotte che trasportano l'acqua dai bacini alle turbine che produrranno energia idroelettrica.

Il fronte innovazione è uno dei principali su cui si sta impegnando la società valdostana ed è considerato strategico per aumentare efficienza e sicurezza degli impianti.

«Robot e droni sono fondamentali vista la natura degli interventi che si devono effettuare - spiega Lorenzo Artaz, ingegnere e direttore operativo di Cva -. I nostri impianti hanno 70 anni e anche più, per questo la manutenzione deve essere puntuale e costante. Si tratta di infrastrutture importanti e di grandi dimensioni, come dighe, canali, vasche di carico, pozzi piezometrici, condotte forzate. In più, in molti casi si tratta di intervenire in alta montagna, in situazioni critiche».

Nel caso di robot subacquei e dei droni «siamo nella fase sperimentale - chiarisce Artaz - e stiamo valutandone l'affidabilità».

C'è un altro versante, però, dove progettazione e sperimentazione hanno già lasciato il posto all'applicazione pratica: si tratta di un complesso sistema di controllo e regolazione digitale e automatica degli impianti. Un programma innovativo premiato all'ultima edizione dello Smau (il Salone dell'innovazione tecnologica a Milano).

«Questi sistemi svolgono in modo automatico tutte le operazioni necessarie affinché l'impianto funzioni in modo adeguato» dice Artaz.

In sintesi, più volte al giorno su ogni impianto idroelettrico occorre «aprire le valvole per far arrivare l'acqua alle turbine, regolare i flussi per consentire agli stessi macchinari di raggiungere il numero di giri corretto per la produzione dell'energia elettrica, comandare gli interruttori per la connessione alla rete nazionale». Detta così sembra semplice, ma «serve una estrema coincidenza tra i parametri in centrale e quelli sulla rete nazionale per lavorare in modo ottimale e evitare disservizi».

Questa rivoluzione digitale è destinata a sostituire i meccanismi analogici ed è stata sviluppata all’interno dell’azienda a partire dal 2011 con step successivi fino al 2018 con la sperimentazione del “pacchetto completo” sul primo dei 70 gruppi idroelettrici.

Installare il sistema di controllo su tutti gli impianti richiederà altri due o tre anni: «Sono operazioni che prevedono un fermo macchine prolungato e quindi le faremo coincidere con altri interventi di manutenzione, per non incidere sulla produzione di energia».

Ora altri produttori idroelettrici sono interessati a questo tipo di tecnologia tanto che in Cva stanno ragionando sulla possibilità di rivenderla esternamente.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...