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Rocco Forte, restyling superlusso in Puglia e a Roma. Villa Igiea rinnovata nel 2020

di Sara Magro


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4' di lettura

Rocco Forte investe sull’Italia. Crede nel Paese di origine dei suoi genitori, e prosegue con una visione personale il mestiere del padre, Charles, che emigrato dalla Ciociaria all’Inghilterra ha fatto una lunga carriera fino a diventare Lord del Regno Unito, proprietario di 800 alberghi e 1.200 ristoranti. Dopo un take-over del Forte Group, Sir Rocco Forte ha ricominciato l’attività fondando con il padre e la sorella Olga la nuova società Rocco Forte Hotels , al momento 12 proprietà di lusso, 6 delle quali in Italia. In aggiunta al de Russie di Roma, al Savoy a Firenze e al Verdura a Sciacca, presenta tre nuovi indirizzi: Masseria Torre Maizza in Puglia e l’Hotel de la Ville a Roma, inaugurati da qualche giorno, più il Grand Hotel Villa Igiea, ultimo acquisto a Palermo.

Sir Forte, alla fine è riuscito a comprare Villa Igiea...
Erano tre anni che languiva. In Italia, le strutture arrivano sul mercato solo quando sono in condizioni di sofferenza sono irrimediabili. E il tira e molla è estenuante: si lancia un prezzo molto alto, nessuno compra, si abbassa e si va avanti così. In Inghilterra, invece si vende al volo a chi fa l’offerta migliore.

Villa Igiea a Palermo

Quanto è costato l’acquisto?
Venticinque milioni, ma ce ne vogliono almeno altrettanti per ristrutturarlo. Spendere 500mila euro a camera per un hotel di 100 camere a Palermo è un bell’investire.

Investimento che però lei ha fatto...
La struttura mi piace per varie ragioni. In Sicilia abbiamo già il Verdura, e ci si arriva dall’aeroporto di Palermo. Così i nostri ospiti possono stare un paio di notti in città, e qualche giorno nel resort con spiaggia, Spa e campi da golf. Distano un’ora e mezza attraverso un paesaggio magnifico.

Il lusso   del maggiordomo (incluso) al nuovo Hotel de la Ville di via Sistina

Il lusso del maggiordomo (incluso) al nuovo Hotel de la Ville di via Sistina

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Cosa l’ha conquistata di Villa Igiea?
È un hotel iconico, con la famiglia Florio alle origini. Ci sono passati Giorgio V d’Inghilterra, il Kaiser William II, l’ultimo Zar Nicola II. E negli anni Cinquanta e Sessanta c’è stata la Dolce Vita, che ha portato gli attori di Hollywood. Crediamo nelle sue potenzialità, per la posizione sul mare, e per Palermo che vive un momento di rinascita.

Quando aprirà?
Tra un anno. È un progetto complesso, che coinvolge anche le Belle Arti. Intanto abbiamo affidato l’incarico all’architetto Paolo Moschino, studio a Londra e un gran gusto per le strutture storiche.

Come nasce la sua passione per la Sicilia?
Credo molto nel Sud d’Italia. Anni fa cercavo un terreno per costruire un golf resort con due campi: c’era bisogno di molto spazio, e di un clima favorevole per stare aperti tutto l’anno. La Sicilia era il posto ideale. Così è nato il Verdura.

Riesce a tenere aperto tutto l’anno?
Non ancora, ma succederà.

E in Puglia?
Il primo maggio abbiamo inaugurato la Masseria Torre Maizza, con un restyling di mia sorella Olga. Bellissima. Quello pugliese è un fenomeno lampo. Le faccio un esempio: quando racconto del nuovo hotel di Roma, nessuno ha reazioni, come se fosse scontato, ma quando dico che ho aperto una masseria in Puglia, assisto a inattesi moti di entusiasmo.

L’Hotel de la Ville di Roma invece è un management.
Sì, la proprietà è del gruppo Reale di Torino che si è fidato della nostra professionalità e abbiamo fatto un rinnovo in stile “Grand Tour”, passando da 192 a 102 camere su progetto di Tommaso Ziffer, lo stesso del De Russie e del de Rome a Berlino.

Come definirebbe lo stile Rocco Forte?
I nostri alberghi sono molto intimi, si sente la famiglia. Infatti in azienda lavoriamo io, mia sorella, e i miei figli. Irene ha realizzato la linea cosmetica Irene Forte Skincare e ha sviluppato una strategia sul wellness che mancava al gruppo. Al De la Ville c’è la prima spa di 550 mq brandizzata con i suoi prodotti. Lidia invece si occupa di Food & Beverage insieme allo chef Fulvio Pierangelini. Charles, il più piccolo, è agli inizi.

La collaborazione con Pierangelini continua anche nei nuovi hotel?
Per me è un genio con il cibo. Abbiamo creato una scuola di cucina per istruire gli chef del gruppo, anche per gli hotel fuori Italia. A Roma abbiamo optato per una trattoria elegante con cucina a vista, piatti da condividere e, ovviamente, i famosi spaghetti al pomodoro e basilico dello chef.

Four Seasons, Oetker, Rosewood...tutti cercano hotel in Italia. Perché?
L’Italia è il più bel Paese del mondo: ha il 65% dei beni culturali, gente ospitale, buon clima, buon cibo. Nonostante economia e politica sembrino insanabili, il turismo va a gonfie vele richiamando investitori. In particolare, il turismo di lusso è molto forte: le camere si vendono molto care, il che fa salire il numero dei concorrenti e i prezzi salgono. Personalmente, vorrei strutture in tutto il Paese.

Previsioni per il futuro?
L’Italia deve imparare a presentarsi con unità di intenti e agire in modo più compatto. Molte cose vanno migliorate, dalle infrastrutture al sistema delle tasse per agevolare le imprese.

Quindi l’espansione continua anche fuori?
Sì, sì...Parigi, Mosca...Il mondo è grande e bello.

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