Musica dal vivo

Rock a tinte horror con Alice Cooper

di Francesco Prisco

(Afp)

2' di lettura

Zitti tutti, ché arriva il cattivo. Il grande protagonista della settimana della musica dal vivo è Alice Cooper, pioniere dell’hard & heavy con caratteristico approccio glam. Giovedì 30 novembre si esibirà all’Alcatraz di Milano, nell’unica data italiana del tour mondiale che fa seguito all’uscita di Paranormal, 27esimo album in carriera.
Sulla sua produzione musicale si potrà anche dissentire, ma di sicuro tutti converranno sul ruolo storico da lui esercitato: è stato il primo a vestire i panni del «cattivo» da Grand Guignol, quello che si trucca da morto vivente, sul palco si trastulla con animali vivi (nel suo caso un serpente) e versa all’indirizzo del pubblico un bel po’ di sanguinolenta vernice rossa. Il tutto un anno prima dell’avvento di Ozzy Osbourne, quattro anni prima dei Kiss e quando Marilyn Manson era ancora in fasce. Un saggio della mefistofelica presenza scenica del vecchio Alice? Sicuramente School’s out del 1972: «La scuola è finita per l’estate/ la scuola è finita per sempre/ la scuola è saltata per aria». Sentirla dal vivo è un po’ timbrare il cartelino con la storia. Sempre all’Alcatraz, mercoledì 29 novembre, nostalgia anni Ottanta con gli Europe, rock band svedese che in quel decennio portò al successo hit tiratissime come The Final Countdown e Rock the Night, ma anche la malinconica ballad Carrie, punto di riferimento alle feste danzanti del periodo.

Se all’hard & heavy preferite il folk, meglio se delicato, il vostro uomo è Asaf Avidan, cantautore israeliano dal registro vocale particolarissimo che quattro anni fa stregò il pubblico del Festival di Sanremo con il tormentone acustico Reckoning Song (One day). Venerdì 24 novembre si esibisce all’Auditorium di Roma, domenica 26 al Teatri Verdi di Firenze e lunedì 27 al Duse di Bologna. Per lui credenziali che, se non lo avete mai ascoltato, potrebbe apparire quanto meno esagerate in quanto a generosità: timbrica vicina a quella della sacerdotessa del rock degli anni Sessanta Janis Joplin, musicalità degna del fuorilegge del country Johnny Cash. Ma non è un caso se il Nostro, ai tempi della sua vecchia band, i Mojos, ha fatto da supporter a mostri sacri del calibro di Bob Dylan e Lou Reed. Per il suo genere, uno tra i migliori performer della sua generazione.

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