dopo l’incendio all’impianto tmb

Rogo impianto a Roma, rischio emergenza rifiuti per Natale

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


Nube nera su Roma, incendio nell'impianto rifiuti di via Salaria

3' di lettura

Torna lo spettro dell’emergenza rifiuti a Roma. L’incendio divampato nell’impianto di trattamento meccanico biologico (Tmb) di via Salaria (zona Nord della Capitale), rendendolo inutilizzabile, ha creato un problema, molto concreto, alla città: dove smaltire le 650 tonnellate di immondizia indifferenziata che proprio lì ogni giorno venivano trattate. E la preoccupazione è tanto più grande per l’avvicinarsi del periodo natalizio, in cui di norma la produzione di rifiuti raggiunge il picco, tra maggiori consumi e afflusso di turisti.

Raccolta indifferenziata a rilento
«Fino a stamattina l’indifferenziata è rimasta a terra. Da oggi pomeriggio è ripreso il giro dei mezzi di raccolta ma a ritmo ridotto. In pratica si raccoglie solo la differenziata. Per l’indifferenziata i mezzi compiono sì e no 30-35 giri. Questo significa che nei municipi serviti dall'autorimessa del Salario (il 2, 3 , 4 e 15°, vale a dire un quarto di Roma), la raccolta indifferenziata è ancora al 40, massimo 50% rispetto ai giorni precedenti». Massimiliano Gualandri, coordinatore regionale igiene e ambiente della Fit Cisl, dipinge un quadro ancora allarmante dopo l’incendio all'impianto Tmb Salario di ieri. «Per il momento - prosegue - la raccolta indifferenziata andrà a singhiozzo. Anche per non intasare l'altro stabilimento TmB dell’Ama a Rocca Cencia (a est della Capitale, ndr). Che al massimo può raccogliere un 20% di indifferenziato in più. Se si aumenta questa percentuale si rischia di intasare anche questo impianto, con problemi per la raccolta indifferenziata di tutta la città».

GUARDA IL VIDEO - Il tour dei rifiuti: dai compattatori alle spazzatrici, viaggio sulle tracce della immondizia romana

Il piano di emergenza
Nell’immediato, ovvero per i prossimi giorni, l’Ama sa già dove redistribuire i materiali in più: negli impianti cittadini e regionali dove già normalmente conferisce. Per le prossime settimane si lavora ad una soluzione più stabile. Il piano di emergenza fino alla fine della settimana messo a punto dalla cabina di regia con Regione e Comune prevede l’utilizzo di impianti che già trattano i rifiuti della Capitale, ossia i Tmb di Aprilia (250 tonnellate), Viterbo (100 tonnellate), Frosinone (200 tonnellate). All’interno della città, a dover accogliere maggiori quantitativi di immondizia (100 tonnellate) saranno i due Tmb di Malagrotta di proprietà di Manlio Cerroni.

Verso la proroga dell’accordo con l’Abruzzo
La municipalizzata dei rifiuti, da parte sua, si è impegnata a richiedere la proroga dell'accordo con l'Abruzzo (che scadeva il 31 dicembre e che prevedeva il conferimento di 70 mila tonnellate/anno di rifiuti). La richiesta è stata girata dalla Regione Lazio alla Regione Abruzzo per sottoscrivere eventualmente un altro accordo. E, intanto, con ogni probabilità sarà attivato anche il 'tritovagliatore' di Ostia dove potrebbero arrivare 150 tonnellate di rifiuti al giorno da trattare. «Ma in queste ore sono in corso verifiche - spiega l’assessore regionale ai rifiuti Massimiliano Valeriani - per valutare la possibilità di accordi anche con altre regioni».

Il Tmb Salario
Il Tmb di via Salaria, gestito da Ama - tratta mediamente 600-650 tonnellate di spazzatura al giorno, pur essendo autorizzato per 750. Nei piani di Ama la struttura, di cui da anni cittadini e comitati di zona chiedono la chiusura per via dei miasmi e dei fumi prodotti, doveva rimanere attiva come Tmb fino alla fine del 2019 per poi essere riconvertita in un impianto di riciclo dei rifiuti.

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