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Rolling Stones, curiosando nella boutique di Carnaby Street

Mick Jagger e soci aprono un negozio celebrativo nella via un tempo emblema della cultura mod, oggi shopping district globalizzato. Ecco cosa ci compri

di Simone Filippetti

A Londra apre un negozio interamente dedicato ai Rolling Stones

Mick Jagger e soci aprono un negozio celebrativo nella via un tempo emblema della cultura mod, oggi shopping district globalizzato. Ecco cosa ci compri


3' di lettura

Fuori dal negozio, all’angolo dell’isola pedonale di Carnaby Street, c’è una statua rosso fuoco e brillante: raffigura una bocca carnosa che fa una linguaccia impertinente. La bocca carnosa era quella del sensuale Mick Jagger e la linguaccia è - narra ormai l’agiografia - quella della dea indiana Kalì: l’immagine ormai da decenni è il logo, inconfondibile, dei Rolling Stones. Nella loro Londra, dove Mick Jagger ogni tanto ancora vive in una lussuosa villa di Richmond. E dove Keith Richards ha un ristorante, nella lussuosa zona di Kensington dal nome Sticky Fingers, come il loro leggendario album.

Il cuore della Swinging London diventa global

La rock band più longeva nella storia della musica ha inaugurato un negozio a Carnaby Street, uno dei luoghi storici della Swinging London, inscindibilmente legato alla cultura mod. Ma la Carnaby Street di oggi è una via globalizzata e ormai irriconoscibile rispetto all’era in cui era il ritrovo di giovani in zoot suit e contestatori: ci sono solo catene internazionali di marchi di fascia medio alta. È diventata una delle vie dello shopping. Al posto dei giovani con l’ultimo album dei Kinks sotto il braccio, ci sono sempre giovani ma sono turisti accompagnati dai genitori, tutti griffati dalla testa ai piedi, e camminano pieno di sacchetti di negozi. Carnaby è l’emblema degli ultimi 30 anni: la rivoluzione è diventata consumismo, l’alternativo si è fatto mainstream. Pete Townshend, vicino di casa a Londra di Mick Jagger, è stato sostituito dagli influencer.

Capi di abbigliamento e pareti stile «sala prove» nella boutique dei Rolling Stones a Carnaby Street

Mascherine anti-Covid da 15 sterline

Il negozio non ha insegne, perché non serve, non c’è nessuno che non sappia cosa sia quella lingua rossa, ma ha un forte valore simbolico: è il posto più coerente, più inglese e più autentico della via, che riporta indietro le lancette dell’orologio a quando Carnaby era Carnaby, e gli Stones erano gli Stones, ossia non ancora una leggenda vivente ma la voce di una generazione, anticonformista e rivoluzionaria. Dentro, il locale è il paradiso per ogni fan della rock band. Ma anche per ogni fan del rock e più in generale della musica. Non è la prima volta che delle rockstar aprono un negozio per celebrare (e vendere) sé stessi: il precedente più famoso è quello dei Beatles, ma la loro Apple Boutique durò una manciata di mesi. Chissà se lo shop degli storici rivali sarà più fortunata. Commesse punk, capelli colorati, giubbini e calze a rete strappate, tatuaggi. Indossano, come da protocollo anti-Covid, la mascherina che però è la mascherina degli Stones: la linguaccia rossa su tessuto nero. È uno dei gadget più venduti: costa 15 sterline.

Servizi da vino di Baccarat, griffati con la «lingua»

Niente musica, tanti gadget

Il locale si dipana su due piani, ma non aspettatevi di trovarci della musica: l’unica è quella, ovviamente monotematica, che gli altoparlanti Bower& Wilkins sparano in filodiffusione. Il negozio non vende dischi o memorabilia. Sugli scaffali è un florilegio di gadget e abbigliamento griffato Jagger e compagni. Sullo sfondo, un pannello a led di grandi dimensioni proietta video della band, presi da un arco temporale che spazia su 50 anni. Più che un negozio degli Stones è un negozio sugli Stones, dove fan, turisti o semplici curiosi possono trovare la classica idea regalo. I prezzi, come si diceva una volta per le quote del Totocalcio, sono volutamente «popolari»: si parte da poche sterline per un portachiavi. Una felpa rossa con l’iconica lingua è prezzata 60 sterline. Il capo più costoso è un «raincoat», un giubbotto antipioggia di plastica lucida nera con il logo sulle spalle: costa 235 sterline. In mezzo, un ventaglio di prezzi per t-shirts, ombrelli e agendine. Mick fa il commesso, è appena stato assunto per l’inaugurazione. «Sono un fan degli Stones e suono la chitarra: i prezzi sono accessibili, questa è Carnaby». Unica concessione al lusso, il set di cristalli firmati Baccarat, ma con l’immagine della bocca. Il pezzo più pregiato sono una serie di 10 disegni incorniciati dell’artista John Pasche. Da qui a Natale, i gadget degli Stones finiranno sotto gli alberi di molte persone.


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