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Rolls-Royce Phantom, ecco com'è fatta e come va la regina del lusso

La Rolls per antonomasia psi aggiorna ma in maniera unica, perché è difficile scorgere le novità e perché adesso più che mai offre possibilità di personalizzazione realmente illimitate alle quali nessuno dei facoltosi phantomisti pare rinunciare

di Massimo Mambretti

4' di lettura

La prima cosa che rende unica la rinnovata Rolls-Royce Phantom VIII è la difficoltà di scovare i cambiamenti apportati dal passaggio dal chirurgo estetico. Non è una questione di pigrizia, ma una precisa scelta dei designer inglesi di non alterare il suo look iconico, che tanto affascina non solo chi può permettersi di acquistarla. L'aggiornamento da cui nasce la serie Mk2 della Phantom non coinvolge nemmeno la meccanica. E allora? La Phantom piace così, tanto più che per quasi tutti gli acquirenti è una tela bianca e un blocco di granito da decorare e da modellare all'interno secondo i propri gusti. Che, ovviamente, arrivano anche a essere molto stravaganti.

Rolls-Royce Phantom, bespoke illimitato

Esteticamente la rinnovata Phantom sia nella versione base lunga 5,80 metri sia in quella Extended lunga quasi 6,10 metri, anch'essa larga oltre 2 metri, si distingue, ma si fa per dire, solo per il nuovo disegno della griglia del radiatore, il mitico Phanteon che sostiene la statuetta delle Spirto dell'Estasi, per fare affiorare la retroilluminazione e i fari, adesso a Led a matrice attiva. Il discorso novità include anche una connettività maggiore rispetto al passato ma non da primato, perché in più offre solo una app con la quale il proprietario può impartire ordini e dialogare con la sua beneamata. Insomma, nel complesso niente di trascendentale.

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Il punto di forza della nuova serie è un altro, ovvero l'allungamento infinito del raggio d'azione del programma di personalizzazione Bespoke, al quale la Rolls-Royce dedica una struttura per permettere che la tela bianca costituita dall'esemplare di serie possa essere decorata e allestita secondo i gusti più stravaganti del mondo. Infatti, nessun phantomista si accontenta di quello che compra con mezzo milione di euro ( o 600.000 euro per una Extended) e vuole un esemplare unico per aspetto, decorazione esterna e interna, allestimento del loft che in altri casi si chiama abitacolo, materiali, finitura e, ancora, chi più ne ha più ne metta. La voglia di avere una Phantom The One segue l'ispirazione di John Lennon che si fece fare una Phantom V negli anni Sessanta con un outfit dipinto da Steve Weaver. Per questo motivo ogni realizzazione prende il nome che vuole il proprietario o che viene suggerito dal tema che lo ha ispirato.

Rolls-Royce Phantom, fantasia, lusso e artigianalità non conoscono limiti

Insomma, il concetto The One parte dalla decorazione della carrozzeria per la quale a molti non basta una tavolozza con decine di migliaia di colori e prosegue all'interno, sempre realizzato con materiali rarissimi, trattamenti che offuscano la radica, vere e proprie opere d'arte che creano delle gallery sulle suppellettili dell’arredamento, profili in materiali preziosi e mobiletti per riporre qualsiasi bendidio. Ovviamente, tutto é realizzato su misura e con lavorazioni artigianali. Per farsene una vaga idea basta guardare la nostra gallery fotografica.

Il tailor made interessa anche il capitolo cerchi che non mette limitazioni perché se ne possono avere di qualsiasi disegno e colore, ma colpiscono quelli che richiamano quelli delle Rolls degli anni Venti, ricavati da blocchi di acciaio o alluminio torniti e lucidati a mano.

Rolls Royce Phantom, le foto della prova della bespoke estrema

Rolls Royce Phantom, le foto della prova della bespoke estrema

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Rolls-Royce Phantom, la radiografia

Invece, la Phantom non cambia e, soprattutto, non può cambiare perché la Rolls-Royce non offre nessuna alternativa sotto le vesti. La regina del lusso si basa su un'architettura space frame in alluminio, materiale con cui è realizzata anche la mastodontica carrozzeria. La struttura sostiene un V12 biturbo nativo Rolls, perché non ha nulla che lo accomuni con precedenti motori di mamma Bmw, a iniezione diretta dalla snobistica cilindrata di 6,75 litri con 571 cavalli e 900 Nm di coppia. Abbinato a un cambio automatico a otto marce, il V12 spinge la Phantom sino a 250 all'ora attraverso il traguardo dei 100 orari raggiunto in 5”3. Quando al consumo si può dire che è all'altezza della situazione: 14,9 litri ogni 100 chilometri, ovviamente sulla carta. La radiografia della Phantom rivela anche un assetto con sospensioni pneumatiche e barre antirollio attive, il retrotreno sterzante e buon numero di sistemi di sicurezza e assistenza alla guida.

Rolls-Royce Phantom, su un tappeto volante in un silenzio siderale

La più estrema frontiera del lusso su quattro ruote è un loft smisurato che si guida e nel quale si viaggia in maniera unica. Ovviamente, benissimo e non solo perché si è immersi nell'opulenza sia nel loft posteriore sia quando si guida. Infatti, si ha l'impressione di viaggiare su un tappeto volante in autostrada come tra le curve, grazie alle sospensioni che leggono in anticipo la strada ed eliminano ogni minimo sobbalzo, e alla silenziosità che regna nell'abitacolo che, se vogliamo, è anche ben superiore a quella tanto decantata delle auto elettriche. Quasi un controsenso pensando a cosa c'è dentro al cofano. Infatti, il V12 cavalli non ruggisce come può fare pensare anche la sua potenza. Al contrario, si esprime sempre con un soffio e non invita affatto a schiacciare l'acceleratore perché anche ai regimi bassissimi sviluppa una tale quantità di coppia che basta sfiorarlo per spostare le 2,6 tonnellate della Regina delle Rolls con progressioni lineari come quelle di un motore elettrico. In questo gioco di forze entra a gamba tesa anche il cambio che scandisce ognuna delle otto marce sempre al momento giusto perché “legge” la cartografia del navigatore.

Per portare a spasso la Phantom occorre, quindi, più fare attenzione alla sua mastodontica e preziosa carrozzeria che pensare ad altro, tanto che viene da pensare che non sarebbe nemmeno così male essere il suo chaffeur. Del resto anche lui ha qualcosa di esclusivo da vantare: l'indicatore della percentuale di potenza utilizzata, che per la cronaca non è mai tanta, al posto del contagiri.

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