vertice in campidoglio

Roma, accordo sullo stadio: si farà a Tor di Valle

default onloading pic
(ANSA)


4' di lettura

C’è l’accordo tra Campidoglio e proponenti sullo stadio della Roma. L’impianto si realizzerà a Tor di Valle, come previsto dalla precedente giunta guidata da Ignazio Marino. L’accordo contempla una revisione in chiave ecosostenibile del progetto orinario, con il taglio del 50% complessivo della cubature (il 60% solo sul Business Park). Le tre torri di Libeskind si abbassano fino a sparire. E sarà conservata una parte dell’ex ippodromo, per rispondere alle sollecitazioni della Soprintendenza del Ministero dei Beni Culturali. Alla riunione hanno partecipato la sindaca Virginia Raggi, il dg della Roma Mauro Baldissoni ( che ha parlato di «giorno storico per la città») e il costruttore Luca Parnasi.

Raggi: ci siamo riusciti, evitato progetto “monstre”
«Tre torri eliminate; cubature dimezzate, addirittura il 60% in meno per la parte relativa al Business Park; abbiamo elevato gli standard di costruzione a classe A4, la più alta al mondo; mettiamo in sicurezza il quartiere di Decima che non sarà piu soggetto ad allagamenti; realizzeremo una stazione nuova per la ferrovia Roma-Lido. Abbiamo rivoluzionato il progetto dello stadio della Roma e lo abbiamo trasformato in una opportunità per Roma» ha scritto su Facebook la sindaca. E ha aggiunto: «Abbiamo evitato il progetto monstre ereditato dalla precedente amministrazione. A Tor di Valle nascerà uno stadio ma moderno, ecocompatibile, all'avanguardia. E abbiamo previsto una convenzione con i costruttori: avranno priorità le opere di urbanizzazione utili alla città e ai romani, come la messa in sicurezza dell'area di Decima o il potenziamento della ferrovia Roma-Lido grazie a cui si accorceranno i tempi per andare e venire dal litorale di Ostia»

Summit slittato in serata
Il summit, concluso con il compromesso di cui sopra (anche il valore economico del progetto da 1,7 miliardi a carico dei privati sarà ricalibrato al ribasso) è iniziato alle 21, dopo uno slittamento di parecchie ore. Il motivo del ritardo è stato la volontà della sindaca di Roma Virginia Raggi, in ospedale per accertamenti, di partecipare al summit, visto il rilievo della riunione. Raggi è stata ricoverata stamattina al San Filippo Neri, in seguito a un malore avvertito nelle prime ore della mattinata. Verso le 18 ha lasciato l’ospedale. Ad accompagnarla il vicesindaco Luca Bergamo. «Ho lasciato l'ospedale. Sto bene. Grazie a tutti per l'affetto. Ora sono in Campidoglio a lavorare per la città». Così la sindaca Raggi in un post su Facebook.

I messaggi di auguri
Da Luigi Di Maio a Roberta Lombardi sono in tanti i gli esponenti del Movimento 5 Stelle che hanno espresso su Twitter vicinanza alla prima cittadina. A nome del Movimento, dal blog Beppe Grillo chiede «ai giornali e alle TV di rispettare la privacy del sindaco di Roma Virginia Raggi, come avvenuto recentemente per il presidente Gentiloni». Un appello a restare «umani. #ForzaVirginia».

La riunione sullo stadio
Oggi è considerata una giornata importante per decidere le sorti dello stadio della As Roma, un impianto da 1,6 miliardi di investimenti a carico dei privati che dovrebbe sorgere a Tor di Valle, dove era stato edificato l’Ippodromo di Roma. L’incontro tra l’amministrazione comunale e i proponenti, il dg della Roma Mauro Baldissoni e il costruttore Luca Parnasi, era in programma alle 16 in Campidoglio. Molto atteso dopo la discesa in campo del fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo che ha manifestato profondo scetticismo sul sito scelto e sul progetto. Tanti i malumori anche nella base grillina ostile allo Stadio a Tor di Valle. Ieri per tutta la giornata i contatti tra le parti sono andati avanti per cercare una soluzione che eviti un epilogo a colpi di carte bollate, e i proponenti potrebbero presentarsi al tavolo con una nuova proposta.

Scartata ipotesi annullamento delibera Marino
Scartata dunque la strada dell’annullamento della delibera di pubblico interesse dell’impianto. Una strada che una parte del M5s intendeva perseguire, forte dei pareri legali dell'avvocatura capitolina secondo cui l’amministrazione avrebbe potuto annullare in autotutela la delibera varata dalla giunta Marino nel 2014, perché illegittima in più punti. Si dovrebbe invece procedere con una nuova delibera per recepire le modifiche al progetto. Al tempo stesso, il club e il costruttore dovrebbero chiedere un'ulteriore proroga di un mese della conferenza dei servizi, che scade il 3 marzo.

Il fatto che esista ancora una trattativa in corso con la Roma sulla questione stadio spiega che la decisione la prenderà il sindaco

Si è optato dunque per un’altra strada, l’unica per non andare allo 'scontro' con i proponenti: la prosecuzione delle trattative sul progetto attuale per trovare un punto di caduta su una riduzione netta delle cubature, una rimodulazione delle opere pubbliche richieste ed una riperimetrazione dell'area interessata a Tor di Valle. «Lo stadio si farà, sono in corso riunioni tecniche per trovare le soluzioni per farlo» aveva garantito in giornata il deputato Carlo Sibilia. E il collega
Luigi Di Maio ha poi aggiunto: «Il fatto che esista ancora una trattativa in corso con la Roma sulla questione stadio spiega che la decisione la prenderà il sindaco».


Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti