LA MOSTRA

Roma analogica, storia fotografica della città dall’Ottocento a Berengo Gardin

di Riccardo Ferrazza

Gioachino Altobelli (1814-1878) o Ludovico Tuminello (1824-1907), attr. Porta Pia con i segni dei bombardamenti, 1870, stampa all'albumina

2' di lettura

Una mostra, due protagonisti. Da una parte la fotografia e i suoi 180 anni di storia attraverso le tecniche che hanno preceduto l’avvento del digitale (dal dagherrotipo alla carta salata passando per l’albumina); dall’altra Roma e la sua storia in anni cruciali che l’hanno vista trasformarsi da capitale dello stato pontificio a quella dello Stato unitario e della Repubblica con, nel mezzo, il ventennio fascista. Tutto in 320 immagini che compongono la mostra (ospitata a Palazzo Braschi fino 22 settembre) “Roma nella camera oscura”, piccola parte dell’immenso archivio fotografico del museo (trentamila positivi e cinquantamila negativi).

Pionieri, celebrità e fotografi senza nome
La carrellata di immagini della città fa convivere i pionieri della fotografia come Robert MacPherson, arrivato a Roma nel 1840 da pittore di vedute e convertitosi alla nuova tecnica che gli permetteva la riproduzione di rovine e paesaggi, con autori rimasti senza nome (“non identificabili”) ma che hanno contribuito a lasciare testimonianza di un’umanità altrimenti sommersa dal tempo (come “Ritratto di coppia di coniugi in uno studio fotografico”, 1860). Accanto alla Roma contemporanea (ma già sbiadita) degli anni ’80 e ’90 riflessa negli obiettivi di grandi nomi come Gianni Berengo Gardin e Gabriele Basilico, c’è quella ripresa da un “artigiano” della fotografia come Nello Ciampi, redattore di “Capitolium” (fondato nel 1925 e, dopo la caduta del fascismo, diventata rivista ufficiale del Campidoglio) e autore tra gli anni ’30 e gli anni ’60 di una costante documentazione della vita della città con una tecnica che prevedeva l’uso di filtri con effetto velato (un esempio è “Coppia in via dei Fori imperiali”, 1958).

Loading...
Roma nella «camera oscura»: viaggio storico in 320 foto

Roma nella «camera oscura»: viaggio storico in 320 foto

Photogallery20 foto

Visualizza

I volti della città
Su tutto si staglia l’Urbe: ritratta con le sue rovine attrazione per il “Gran tour”, fotografata nei simboli della cristianità (ma c’è anche uno scatto del “cimitero acattolico”, quello delle Ceneri di Gramsci di Pasolini), attraversata dal Tevere, bagnata dalle fontane, ripensata e stravolta per diventare nuova capitale d’Italia (notevole la foto “Porta Pia con i segni dei bombardamenti” scattata proprio nel 1870) e più tardi palcoscenico del regime fascista (si vedano le foto degli sventramenti e quelle che ritraggono l’Eur), abitata da persone comuni e visitata da celebrità e artisti. Come lo scultore concettuale tedesco Joseph Beuys, ripreso dal fotografo-documentarista Mario Carbone nel corso di una performance nel 1981. Proprio a Palazzo Braschi.

La mostra
«Roma nella camera oscura. Fotografie della città dall’Ottocento a oggi».
Roma, Museo di Roma - Palazzo Braschi (Piazza Navona, 2; Piazza San Pantaleo, 10). Fino al 22 settembre 2019. Dal martedì alla domenica ore 10-19 (la biglietteria chiude alle ore 18). Giorni di chiusura: lunedì (ad eccezione di lunedì 22 aprile 2019, Pasquetta). Biglietto intero “solo mostra” 7 euro. Enti promotori: Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Organizzazione: Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Zètema Progetto Cultura. A cura di Simonetta Tozzi e Flavia Pesci. http://www.museodiroma.it/

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti