ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’annuncio del sindaco Gualtieri

Rifiuti, a Roma nuovo termovalorizzatore da 600mila tonnellate con i poteri del Giubileo

Un tipo di impianto che «avrà un impatto ambientale sostanzialmente nullo», assicura il sindaco

di Andrea Marini

(ANSA)

5' di lettura

«Abbiamo deciso di dotarci di un impianto di termovalorizzazione da 600mila tonnellate annue che ci consenta di chiudere il Tmb (trattamento meccanico biologico, ndr) di Rocca Cencia e di abbattere del 90% l’attuale fabbisogno di discariche, in modo da realizzare solo una piccola discarica di servizio da sole 60mila tonnellate annue». L’annuncio è del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, durante l’assemblea capitolina straordinaria sulla gestione del ciclo dei rifiuti e del piano industriale di Ama (l’azienda di igiene urbana al 100% del Comune). «Dobbiamo dotarci di impianti necessari per la quota di rifiuti indifferenziati residua anche una volta potenziata la differenziata. Il modello che intendiamo seguire è quello degli impianti di valorizzazione energetica dei rifiuti e di superamento delle discariche».

Il cambio di strategia

«L’obiettivo è avere tempi rapidi, servono ovviamente alcuni anni. Vorremmo concludere il termovalorizzatore entro l’arco della consiliatura e possibilmente entro il Giubileo», in agenda nel 2025, ha detto il sindaco. Un cambio di strategia, quella di Gualtieri, che in campagna elettorale, neanche sei mesi fa, si era detto contrario a nuovi termovalorizzatori: Gualtieri aveva parlato solo del potenziamento dell’attuale impianto di San Vittore (Frosinone) di Acea (la multiutility dell’acqua e dell'energia al 51% del Comune di Roma).

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I rapporto con la Regione

Il problema è che l’attuale Piano rifiuti della Regione Lazio non prevede la costruzione di nuovi termovalorizzatori. Anche perché lo stesso governatore Pd Nicola Zingaretti (che ha in giunta due assessori M5S) è contrario a questo tipo di impianti. Dall’assessore regionale ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani, è arrivato un apprezzamento per «la volontà di chiudere il ciclo dei rifiuti all'interno del confini del Comune di Roma, dotando la città di tutti gli impianti necessari», ma non ha usato la parola termovalorizzatore. Proprio di questo Gualtieri avrebbe parlato una settimana fa con gli uomini del governatore. Il sindaco punta a utilizzare i suoi poteri speciali di commissario per il Giubileo per operare in deroga al Piano dei rifiuti e quindi chiudere la partita nei prossimi 2-3 anni. Un po’ come è stato fatto per il termovalorizzatore di Acerra che è stato avviato nell’arco di due anni.

Impatto ambientale sostanzialmente nullo

Il sindaco di Roma punta su un termovalorizzatore «a controllo pubblico con le migliori tecnologie e sinergie con aziende. Un impianto di termovalorizzazione da 600 mila tonnellate annue che ci consenta di chiudere il Tmb (trattamento meccanico biologico) di Rocca Cencia e di abbattere del 90% l’attuale fabbisogno di discariche. Un tipo di impianto che avrà un impatto ambientale sostanzialmente nullo». Si ipotizza la costruzione dell’impianto in un sito a Santa Palomba, al confine con il comune di Pomezia (il cui sindaco è già sul piede di guerra), in una zona che la ex sindaca M5S Virginia Raggi aveva individuato come idonea per un nuovo impianto di Tmb.

Mancanza impianti porta emergenza cronica

«L’attuale ciclo dei rifiuti vive in una situazione di cronica emergenza. La fragilità degli sbocchi, figlia di una pressoché totale assenza di una dotazione organica di impianti, impedisce di avere un controllo del servizio e di compiere quel salto di qualità che i romani chiedono e meritano. Una situazione resa ancora» più acuta «negli anni dall’assenza di una capacità di pianificazione». Per Gualtieri si tratta di «un sistema intrinsecamente fragile che ha allontanato la città dagli standard di una economia circolare. Il modello di sviluppo attuale del ciclo si basa su un fabbisogno smisurato di Tmb e discariche».

Reingegnerizzazione della raccolta e del ciclo dei rifiuti

Attualmente Roma «manda in discarica ben 450mila tonnellate l’anno di rifiuti - ha aggiunto Gualtieri - ovvero il 30% di quelli prodotti. Ben al di sopra della media nazionale. Questo dipende dal livello basso della differenziata ma anche dal tipo di impianti utilizzati». Il sindaco ha infatti spiegato che il fabbisogno di Roma per lo smaltimento di rifiuti «oggi ammonta a 1.200 tonnellate al giorno» e «anche quando avremo raggiunto il 65 per cento sulla base del modello industriale attuale il nostro fabbisogno sarebbe di mille tonnellate a giorno, pari a 350 mila l’anno, una discarica anche fortemente impattante durerebbe meno di due anni e mezzo e i due anni e mezzo diventerebbero tre ma non cambierebbe il meccanismo».

Il nuovo impianto

Sulla gestione del ciclo dei rifiuti «l’eredità più difficile e complessa che ci siamo trovati a gestire», ha detto Gualtieri, riguarda la dotazione impiantistica «insufficiente e gli sbocchi precari». E quindi «il primo atto messo in pratica è stata la pulizia straordinaria della città e come abbiamo annunciato il piano sarebbe diventato permanente e sarebbe stato il punto di partenza di una reingegnerizzazione della raccolta e del ciclo dei rifiuti». Il nuovo impianto da 600mila tonnellate annue, a regime, avrebbe una capacità quasi doppia dell’unico termovalorizzatore ora presente nel Lazio, quello di San Vittore dell’Acea (che smaltisce circa 300mila tonnellate l’anno, anche se ha una capacità di 400mila tonnellate). Proprio da una collaborazione strategica tra Acea e Ama potrebbe nascere il nuovo impianto. Per i possibili costi è difficile fare previsioni, ma la costruzione del termovalorizzatore di Copenhagen da 400mila tonnellate annue, a cui ci si ispira, costò quasi 500milioni di euro.

Con nuovo impianto 44% di emissioni in meno

«Il nuovo impianto e l’insieme del nostro piano determineranno una riduzione delle emissioni di ben il 44%, con un -15% per le emissioni su attività di trasporto, -18% sull’impiantistica e -99% sulle emissioni da discarica. Inoltre, sarà possibile produrre il fabbisogno di energia elettrica di 150.000 famiglie l’anno e risparmiare il gas utilizzato da 60.000 famiglie l’anno, con un contributo molto significativo anche per politiche di contrasto della povertà energetica e al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni e di maggiore autonomia dell’Italia - ha spiegato -. La completa chiusura e autonomia del ciclo dei rifiuti consentirà inoltre un vero e proprio abbattimento dei costi del trattamento, che ci consentirà di ridurre la Tari di almeno il 20% e di potenziare in misura significativa le attività di raccolta e di pulizia della città», ha concluso Gualtieri.

Cisl: termovalorizzatore notizia importante

«La realizzazione di un impianto di termovalorizzazione a Roma è l’annuncio che attendevamo: come abbiamo spesso ripetuto, la nostra capitale è, insieme ad Atene, l'unica in Europa che non chiude ancora il ciclo dei rifiuti sul territorio. La conseguenza della mancanza di impiantistica è sotto gli occhi di tutti: abbiamo la Tari più alta d'Italia perché spendiamo 170 milioni di euro annui per il trasporto dei rifiuti in altre regioni», ha commentato il segretario generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci.

Legambiente boccia il progetto

Dura la reazione di Legambiente. «La costruzione di quello che sarebbe il secondo più grande Termovalorizzatore italiano nella Capitale è una scelta totalmente sbagliata, contraria alle politiche ambientaliste e ai principi di sviluppo ecosostenibile ed economia circolare - dichiarano Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio e Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente - . Un progetto simile andrebbe in direzione esattamente contraria anche a percorsi virtuosi messi in campo da questa stessa amministrazione». Il dimensionamento ipotizzato per questo impianto, - concludono i rappresentanti di Legambiente - condannerebbe addirittura Roma a non poter superare il 65% di differenziata, proprio per la necessità di alimentarlo di rifiuti: immaginare poi che un Termovalorizzatore del genere possa provocare un impatto ambientale sostanzialmente nullo come abbiamo letto, è chiaramente falso. Chiediamo al Campidoglio di tornare indietro e faremo tutto il necessario perché ciò avvenga».

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